Martedì 9 giugno 2026
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Maroni: sanzioni Ue per chi assume lavoratori clandestini

U.E. - ITALIA
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L'Italia propone l'introduzione a livello Ue di "sanzioni patrimoniali" per gli imprenditori che assumono immigrati irregolari. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del suo intervento davanti ai 26 colleghi Ue a Bruxelles.  "Oltre a quelle penali e finanziarie, proponiamo di introdurre anche una sanzione patrimoniale per colpire direttamente gli imprenditori che sfruttano gli immigrati irregolari", ha affermato Maroni ricordando ai colleghi europei che in Italia sono state approvate delle norme che possono portare "fino al sequestro di un immobile dato in locazione ad un immigrato irregolare".    
Per colpire gli imprenditori che sfruttano gli immigrati irregolari nel territorio dei Ventisette, la Presidenza di turno francese dell'Ue propone l'introduzione di sanzioni penali e una soglia quantitativa minima di ispezioni del 5% dei settori piu' esposti. "Siamo d'accordo con questi due punti. Entrambe le misure sono efficaci", ha osservato Maroni sottolineando che la "definizione di un sistema comune Ue puo' aiutare Paesi come l'Italia che vivono una situazione difficile dal punto di vista del lavoro nero". A Bruxelles, il ministro ha quindi osservato che il nostro Paese ha un "primato negativo, soprattutto nei settori dell'agricoltura e delle costruzioni".
Ed e' proprio in questo contesto, ha aggiunto, che in Italia "abbiamo messo in atto un sistema di sanzioni penali per colpire chi sfrutta gli immigrati irregolari. Un sistema - ha aggiunto - che ha dato qualche risultato positivo ma che non e' stato cosi' efficace come si poteva sperare". Il titolare del Viminale ha quindi riferito che anche sul fronte delle ispezioni l'Italia ha un "sistema che si e' rilevato piu' efficace rispetto alle sanzioni. Pensiamo che questa sia la strada piu' importante da seguire: misure dissuasive piuttosto che punitive'. Insomma, ha detto Maroni ai colleghi Ue, "le sanzioni patrimoniali vanno tenute presenti" anche a livello comunitario.
"La direttiva Ue proposta parla di sanzioni finanziarie e amministrative. A noi va bene, ma chiediamo anche di aggiungere le sanzioni patrimoniali'. A Bruxelles, anche il commissario europeo per Giustizia, Liberta' e Sicurezza, Jacques Barrot, ha appoggiato la porposta della presidenza di turno francese.
Sulla questione, tuttavia, e' emersa una netta spaccatura tra i Paesi piu' interessati al fenomeno dell'immigrazione, generalmente a Sud, e quelli del Nord, con in testa la Germania, che puntano a regole meno severe.


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