Microsoft versus Google per abuso di posizione dominante
Per la prima volta nella sua storia la Microsoft ha presentato oggi alla commissione antitrust Ue un ricorso contro il motore di ricerca Google per abuso di posizione dominante. Secondo Microsoft, Google, che controlla oltre il 90% della pubblicita' sui motori di ricerca in Europa, ha avviato una "serie di azioni" che ostacolano in modo ingiusto la concorrenza. "Non siamo sorpresi del ricorso di Microsoft", replica un portavoce di Google, mentre Amalia Torres, portavoce della commissione Ue assicura che l'antitrust europeo "prende nota del ricorso e, come previsto dalla procedura, informera' Google e le chiedera' il suo punto di vista".
Il ricorso di Microsoft si inserisce in un'indagine gia' avviata dalla commissione Ue e il responsabile legale della societa' di Seattle, Brad Smith, fa sapere che la situazione in Europa e' peggiore che negli Usa. "Per questo - spiega - abbiamo focalizzato il nostro ricorso su una serie di azioni che Google ha preso per rafforzare la sua posizione dominante nei motori di ricerca e nella pubblicita' sui motori di ricerca, a scapito dei consumatori europei".
Microsoft, in particolare, giudica anticoncorrenziali una serie di azioni di Google tra cui il riuscire a rendere poco visibili su altri motori di ricerca i contenuti di YouTube, il creare difficolta' ai software Microsoft installati sui cellulari la visualizzazione di contenuti provenienti da YouTube, il bloccare l'accesso ai contenuti editoriali che Google ha copiato o immagazzinato, il rendere costoso ai concorrenti di Google inserire pubblicita' online, l'impedire alla concorrenza di creare delle caselle di ricerca che non si rivolgano al motore di ricerca Google.
"Apprezzo che Google possa continuare ad innovarsi - spiega Smith - ma non dovrebbe esserle permesso perseguire pratiche che impediscano alla concorrenza di offrire delle alternative.
Questo e' cio' che avviene e che ci auguriamo che le autorita' europee blocchino".
Il ricorso di Microsoft si inserisce in un'indagine gia' avviata dalla commissione Ue e il responsabile legale della societa' di Seattle, Brad Smith, fa sapere che la situazione in Europa e' peggiore che negli Usa. "Per questo - spiega - abbiamo focalizzato il nostro ricorso su una serie di azioni che Google ha preso per rafforzare la sua posizione dominante nei motori di ricerca e nella pubblicita' sui motori di ricerca, a scapito dei consumatori europei".
Microsoft, in particolare, giudica anticoncorrenziali una serie di azioni di Google tra cui il riuscire a rendere poco visibili su altri motori di ricerca i contenuti di YouTube, il creare difficolta' ai software Microsoft installati sui cellulari la visualizzazione di contenuti provenienti da YouTube, il bloccare l'accesso ai contenuti editoriali che Google ha copiato o immagazzinato, il rendere costoso ai concorrenti di Google inserire pubblicita' online, l'impedire alla concorrenza di creare delle caselle di ricerca che non si rivolgano al motore di ricerca Google.
"Apprezzo che Google possa continuare ad innovarsi - spiega Smith - ma non dovrebbe esserle permesso perseguire pratiche che impediscano alla concorrenza di offrire delle alternative.
Questo e' cio' che avviene e che ci auguriamo che le autorita' europee blocchino".
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