Martedì 9 giugno 2026
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Ministri Interno Ue perplessi su "carta blu" europea

U.E.
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L'idea del vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini di creare una 'carta blu' europea sul modello della 'green card' statunitense per stimolare l'immigrazione altamente qualificata all'interno dell'Unione, è stata accolta tiepidamente dai ministri dell'Interno Ue, riuniti oggi a Bruxelles. Germania, Olanda, Austria, Grecia, Cipro e Finlandia sembrano restii a concedere maggiori poteri a Bruxelles in una materia estremamente delicata come quella dell'immigrazione legale.

"L'intera questione dell'immigrazione legale dovrebbe rimanere una competenza degli Stati membri nazionali, perchè sono loro a gestire i propri mercati del lavoro", ha spiegato il ministro dell'Interno tedesco, Wolfgang Schaueble. "Non siamo sicuri che offrano un valore aggiunto", ha dichiarato il viceministro agli Interni olandese Nebahat Albayrak, riferendosi alle 'carte blu'.
"Dobbiamo assicurarci che le procedure siano rapide e flessibili, senza burocrazie inutili", ha aggiunto.

Frattini - che ha presentato il suo progetto lo scorso 23 ottobre a Strasburgo - ha cercato di fare del suo meglio per convincere i Ventisette. "Non possiamo evitare di creare degli standard comuni in questa materia" ha detto, assicurando allo stesso tempo che la Commissione non vuole appropriarsi della facoltà di controllare i flussi di immigrazione nazionali. "Non interferiremo con la responsabilità di ogni Stati membro nel determinare quanti lavoratori sono disponibili in ogni Paese".

Diversi Stati membri hanno espresso il timore che la 'carta blu' possa finire per attirare nuove ondate di immigrati clandestini, pronti a sfruttare i permessi di lavoro temporanei previsti dalla proposta di Frattini per entrare nell'Ue e poi dedicarsi al lavoro nero. "Dovremmo esercitare la cautela necessaria per assicurarci di non provocare nuovi flussi migratori", ha ammonito il ministro dell'Interno austriaco, Guenther Platter. Il fronte degli scettici include anche Grecia, Cipro e Finlandia. L'Italia oggi ha partecipato alla riunione, ma in assenza del titolare del Viminale Giuliano Amato, è stata rappresentante dal proprio ambasciatore presso l'Ue, Rocco Antonio Cangelosi.

Il progetto della Commissione, che Frattini sperava di vedere adottato entro la fine dell'anno, prevede una corsia preferenziale nell'ottenimento del visto (entro i 30 e i 90 giorni) per i lavoratori qualificati provenienti da Africa, Asia e America latina. In pratica, l'idea è quella di introdurre una procedura accelerata basata su criteri comuni: quando un cittadino di un paese terzo è ammesso in virtù di questo regime, riceve un permesso speciale di soggiorno e di lavoro, chiamato "Carta blu Ue", che gli conferisce una serie di diritti socio-economici e condizioni favorevoli per il ricongiungimento familiare, nonché un accesso agevolato al mercato del lavoro.

La proposta - che necessita dell'unanimità dei Ventisette per essere approvata - è una risposta al calo demografico dell'Ue che dovrebbe portare ad una riduzione di 50 milioni di abitanti entro il 2050. Il visto 'carta blu' sarebbe valido per due anni rinnovabili e permetterebbe, al primo rinnovo, di trasferirsi da un Paese Ue all'altro. In ogni caso il numero di 'carte blu' rilasciate sarebbe sempre controllato dai governi nazionali.
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