Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Ministri Ue unanimi su patto immigrazione Sarkozy

U.E.
Notizia ·
L'Europa chiude le porte all'immigrazione clandestina e si da' regole comuni per organizzare quella legale, in base alle esigenze dei mercati del lavoro e alle capacita' di accoglienza degli Stati. Il Patto europeo sull'immigrazione e l'asilo, fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy, passa il vaglio dei ministri degli interni della Ue che ieri, da Cannes, dove si sono riuniti per un Consiglio informale, hanno dato un forte appoggio al documento. 'C'e' unanimita', la riunione e' stata un totale successo', ha esultato il ministro alla giustizia francese Brice Hortefeux. La Francia e' stata costretta ad alcune modifiche per venire incontro alle richieste spagnole, ma alla fine ha ottenuto anche il si' di Madrid e la strada per un accordo a 27 al Vertice Ue di ottobre sembra spianata. Governi socialisti, come quello guidato da Jose' Louis Zapatero che solo nel 2005 autorizzo' una regolarizzazione di massa per 750 mila irregolari, e di centro destra, come quello italiano, finito nel mirino di una parte dell'Europarlamento, per l'introduzione del reato di clandestinita', si sono messi d'accordo. 'L'ipotesi di una immigrazione zero sembra irrealistica e pericolosa', afferma il testo del Patto, riconoscendo che 'le migrazioni contribuiscono alla crescita economica dell'Unione Europea e degli Stati che ne hanno bisogno per la loro situazione demografica e per il loro mercato del lavoro'. Ma al tempo stesso ammette che 'la Ue non ha mezzi per accogliere degnamente tutti gli immigrati alla ricerca di una vita migliore' e che 'una immigrazione mal controllata puo' attentare alla coesione sociale dei paesi di accoglienza'. 'I pilastri sono due: lotta senza quartiere all'immigrazione clandestina e a chi la sfrutta, massima integrazione di chi viene regolarmente sui territori della Ue', ha spiegato il ministro degli interni Roberto Maroni, molto soddisfatto dell'accelerazione impressa dalla presidenza francese e pronto a mettere nel conto nuove accuse di razzismo. Come quelle lanciate dal presidente del Brasile Lula e dall'organizzazione gruppo di Rio, che raduna 21 paesi dell'America latina e dei Caraibi alla direttiva europea sui rimpatri. 'Bisogna non temere queste false accuse e andare avanti per regolamentare l'immigrazione, cosa che il Patto e la direttiva europea sui rimpatri, fanno in modo soddisfacente', ha detto Maroni. 'Non vedo nuovi muri attorno all'Europa, non diventeremo una fortezza', ha assicurato il ministro degli interni tedesco, il cristiano democratico Wolfgang Schaeuble. 'In Europa ci sono otto milioni di immigrati. Noi dobbiamo lottare contro quella illegale e organizzare quella legale', ha sintetizzato. Soddisfatto anche il ministro degli interni spagnolo Alfredo Perez-Rubalcaba, per il quale 'il Patto contiene alcuni elementi del modello di immigrazione che la Spagna ha sempre sostenuto'. Perez-Rubalcaba ha rivendicato a Madrid il merito di avere cambiato alcuni punti della proposta di Sarkozy, in particolare l'inserimento dei motivi economici tra le ragioni per procedere alla regolarizzazione di illegali. Il testo conclusivo impegna i 27 a 'limitarsi a regolarizzazioni caso per caso e non generali, nel quadro delle legislazioni nazionali, per motivi di carattere umanitario od economico'. Dal Patto originario e' sparito anche ogni riferimento al 'contratto di integrazione' obbligatorio che includeva anche l'apprendimento della lingua del paese di accoglienza tra i doveri. Nella nuova versione, l'apprendimento della lingua e' considerato un diritto da sostenere attraverso 'misure specifiche' a favore dei processi di integrazione. Oltre che ad una maggiore concertazione tra i 27, il Patto insiste sul dialogo con i paesi terzi di provenienza e di transito degli immigrati.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →