Mondo. Divergenze nei comitati etici nella valutazione dei trials clinici
I membri dei diversi comitati etici, deputati a decidere se approvare o meno il passaggio degli studi clinici in fase 2, non usano quasi mai metodi standardizzati per la valutazione del rapporto costi-benefici. Questo e' quanto emerge da uno studio pubblicato l'1 agosto nella rivista della Societa' europea di medicina oncologica, Annals of Oncology. L'analisi, condotta da un gruppo di esperti olandesi, evidenzia come i metodi usati dai vari comitati etici dipendano strettamente dal background formativo dei suoi membri. Cio' non costituisce necessariamente un problema, secondo il professor Neil Aaronson, principale autore dello studio, poiche' le decisioni sono prese collettivamente e, di solito, la presenza di diverse prospettive di valutazione rafforza il risultato.
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