Giovedì 17 settembre 2026
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E' morto l'inventore dell'ecstasy

AMERICHE - USA
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Negli anni Settanta aveva introdotto agli psicologi d'America la forma più pura dell'ecstasy, l'MDMA, poi diventata nel decennio successivo la droga più utilizzata da coloro che alle feste volevano ballare per ore. Per questo veniva chiamato il "Padrino dell'ecstasy", epiteto che lo ha accompagnato fino al giorno della sua scomparsa, avvenuta ieri. Ad annunciare la morte di Alexander Shulgin è stata oggi la moglie Ann con un post su Facebook in cui spiega che il chimico americano "era circondato dalla famiglia, dalle persone che si prendevano cura di lui e da musica da meditazione buddista". Aveva 88 anni e soffriva di un cancro al fegato. Shulgin aveva iniziato i suoi studi in chimica ad Harvard. Dopo una breve esperienza nella Marina militare americana durante la Seconda guerra mondiale tornò a Berkley, città californiana dove aveva la residenza, per ottenere il suo dottorato alla University of California. All'inizio della sua carriera aveva sviluppato il primo pesticida biodegradabile al mondo mentre lavorava per il colosso americano della chimica Dow Chemical.
Ma fu durante le sue ricerche personali che iniziò a sperimentare composti psicoattivi. Tra gli Anni '60 e '70 - nel corso di esperimenti nella sua casa - aveva scoperto, sintetizzato oltre 200 composti di droghe psichedeliche, prima testate su se stesso e poi su un gruppo di conoscenti che si unirono a lui in "sessioni di tasting". Fu a metà degli anni '70 che lavorò sulla formula, trovando un nuovo metodo di sintesi poi pubblicato (già nel 1912 il gruppo farmaceutico Merck aveva registrato un brevetto sull'MDMA ma non lo sviluppò né eseguì test sugli essere umani). Shulgin introdusse così la droga a Leo Zeff, uno psicologo di Oakland che utilizzava la sostanza in piccole dosi per rilassare i suoi clienti e incoraggiarli a parlare liberamente. Entro fine anni '80 l'MDMA era ormai l'ingrediente più diffuso ai party. Shulgin ha descritto i suoi esperimenti ed esperienze con sostanze psicoattive nei libri TiHkal e PiHKAL, rispettivamente "Tryptamines I Have Known And Loved" e "Phenethylamines I Have Known And Loved", scritti a quattro mani con la moglie e riferimento a triptamina e feniletilamina.
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