Muore di freddo dopo detenzione in Cie, sciopero della fame
Dalla mezzanotte di domenica Gaoussou Outtara', membro della giunta Radicali Italiani, e quattro immigrati africani cominceranno uno sciopero della fame in nome di Muhammad Ali' Muzzafar, detto Sher Kan, leader dei pakistani e dell'occupazione dell'ex Pantanella, uscito dal Cie di Ponte Galeria dove si trovava per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno e morto per il freddo in piazza Vittorio il 9 dicembre scorso.
Una forma di protesta 'affinche' venga affrontata la questione degli enormi ritardi nella concessione e rinnovo dei permessi di soggiorno', ha annunciato Outtara' nel corso di una conferenza stampa sotto i portici di piazza Vittorio insieme al segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini e Rita Bernardini, deputata radicale, Simone Sapienza ed Irene Testa della Giunta dei Radicali Italiani.
'La morte di Sher Kan - ha detto Staderini - e' il tragico simbolo di come nel nostro paese la vita di un immigrato in attesa del permesso di soggiorno sia la vita carceraria di un recluso, che a seconda dei momenti e' realmente imprigionato nei Cie o in liberta' vigilata, in balia della possibile revoca del permesso di soggiorno o della sua non ottenibilita''.
Si e' riunita in piazza Vittorio anche l'associazione Dhuumcatu che fanno un appello a tutti, in particolare alle amministrazioni 'perche' partecipino alle spese del funerale in quanto la comunita' pakistana ha deciso di mandare la salma in Pakistan ai suoi familiari'.
Una forma di protesta 'affinche' venga affrontata la questione degli enormi ritardi nella concessione e rinnovo dei permessi di soggiorno', ha annunciato Outtara' nel corso di una conferenza stampa sotto i portici di piazza Vittorio insieme al segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini e Rita Bernardini, deputata radicale, Simone Sapienza ed Irene Testa della Giunta dei Radicali Italiani.
'La morte di Sher Kan - ha detto Staderini - e' il tragico simbolo di come nel nostro paese la vita di un immigrato in attesa del permesso di soggiorno sia la vita carceraria di un recluso, che a seconda dei momenti e' realmente imprigionato nei Cie o in liberta' vigilata, in balia della possibile revoca del permesso di soggiorno o della sua non ottenibilita''.
Si e' riunita in piazza Vittorio anche l'associazione Dhuumcatu che fanno un appello a tutti, in particolare alle amministrazioni 'perche' partecipino alle spese del funerale in quanto la comunita' pakistana ha deciso di mandare la salma in Pakistan ai suoi familiari'.
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