Giovedì 8 ottobre 2026
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X di Musk perde in tribunale contro il regolatore dei media

U.E. - IRLANDA
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Il regolatore irlandese dei media, Coimisiún na Meán, ha ottenuto una nuova vittoria giudiziaria contro X, la piattaforma social di proprietà di Elon Musk. L'Alta Corte di Dublino ha condannato la società al pagamento delle spese legali dopo aver respinto la richiesta di X di sospendere in via cautelare un'indagine avviata dal regolatore sulla gestione dei reclami degli utenti.

Il giudice Cian Ferriter ha stabilito che X dovrà farsi carico dei costi legali sostenuti dalla commissione, rappresentata dall'avvocato David Fennelly, dopo che quest'ultima aveva già respinto con successo, nelle settimane precedenti, la richiesta di sospensione (stay) avanzata dalla piattaforma. La causa principale sarà discussa in un'udienza di due giorni fissata per inizio luglio.

 

Al centro della vicenda c'è la decisione di Coimisiún na Meán di trasferire al proprio team interno di "supervisione" le informazioni relative ai reclami ricevuti dagli utenti, in vista di possibili future indagini. X Internet Unlimited Company, la controllata irlandese del gruppo di Musk, sostiene che questa decisione sia illegittima e ha chiesto all'Alta Corte di annullarla. Il regolatore respinge l'accusa, sostenendo di avere pieno titolo per trasferire tali informazioni. I reclami in questione sono stati presentati dagli utenti ai sensi delle norme previste dal Digital Services Act (DSA) europeo.

 

Nel respingere la richiesta di sospensione, secondo quanto riportato da RTE il giudice ha ritenuto che gli avvocati di X avessero sopravvalutato il pregiudizio che la piattaforma avrebbe subito in assenza di uno stay, sottovalutando al contempo l'interesse pubblico al regolare funzionamento della procedura di reclamo prevista dal DSA e dal Broadcasting Act 2009 irlandese. X aveva sostenuto che la prosecuzione dell'indagine avrebbe causato alla piattaforma un danno "grave e irreparabile", e che una conclusione dell'inchiesta prima della decisione sul merito del ricorso avrebbe reso il procedimento privo di effetti, privando la società di un rimedio efficace.

 

Questa pronuncia si inserisce in un contenzioso ben più ampio tra X e il regolatore irlandese. La piattaforma di Musk è infatti l'unica grande azienda tecnologica ad aver intrapreso azioni legali di questo tipo contro la commissione: secondo quanto ricostruito dall'Irish Examiner, X ha depositato dodici ricorsi per revisione giudiziaria dal novembre 2025, l'ultimo gruppo di cinque presentato in un'unica settimana. Tra questi figurano un appello contro una sentenza dell'Alta Corte del giugno 2025 favorevole al regolatore in materia di Codice di sicurezza online, due cause relative alle indagini sulla presunta violazione dell'articolo 20 del DSA e quattro azioni riguardanti singoli reclami presentati dagli utenti.

 

L'indagine al centro della disputa più recente era stata aperta a novembre 2025 e riguarda la verifica se X rispetti l'articolo 20 del DSA, la norma che regola i sistemi interni di gestione dei reclami sui grandi social network: il regolatore vuole accertare se gli utenti che segnalano contenuti ritenuti in violazione delle regole della piattaforma abbiano un'effettiva possibilità di appello contro le decisioni di X di non rimuoverli. A dicembre 2025, Musk e X Holdings Corp avevano comunque ottenuto dall'Alta Corte il permesso di contestare nel merito l'indagine, sostenendo di non essere i soggetti giuridicamente responsabili del servizio offerto nell'Unione europea, ruolo che la Commissione europea avrebbe invece attribuito alla controllata irlandese X Internet Unlimited Company.

 

A luglio 2025, X aveva già perso una causa contro il Codice di sicurezza online adottato dal regolatore, che impone alle grandi piattaforme con sede in Irlanda, tra cui anche Meta e TikTok, misure di tutela dei minori online; la società ha successivamente ottenuto il permesso di appellarsi a una corte superiore contro quella sentenza.

 

(Irish Independent)

 

 

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