Giovedì 5 novembre 2026
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Gruppo Facebook "Mia Moglie": AGCOM sanziona Meta per 103mila euro

U.E. - ITALIA
Notizia ·

L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha inflitto a Meta una sanzione di 103.291 euro per non aver fornito le informazioni richieste sul gruppo Facebook "Mia Moglie", chiuso dall'azienda alla fine di agosto 2025 dopo numerose segnalazioni. Come riporta Punto Informatico, il gruppo contava oltre 30.000 iscritti ed era diventato un contenitore di immagini di donne pubblicate senza consenso, accompagnate da commenti sessisti, umilianti e degradanti.

 

Secondo quanto ricostruito dall'Autorità, circa due mesi dopo la chiusura del gruppo AGCOM ha inviato a Meta una richiesta formale di informazioni. L'azienda, rispondendo il 18 dicembre, ha sostenuto che la richiesta non avesse una valida base giuridica: a suo dire il Decreto Caivano non sarebbe stato applicabile al caso, e l'Autorità non avrebbe comunque avuto il potere di avviare un procedimento sulla base del Digital Services Act (DSA), la normativa europea sui servizi digitali. Meta ha inoltre indicato il regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) come ulteriore ostacolo alla condivisione delle informazioni richieste, e non ha quindi trasmesso i dati.

 

Di fronte al rifiuto, AGCOM ha contestato all'azienda la violazione dell'articolo 10 del DSA, la norma che disciplina gli obblighi di collaborazione e trasparenza delle piattaforme digitali nei confronti delle autorità di vigilanza. L'ordinanza-ingiunzione è stata emessa il 7 ottobre 2025 e pubblicata il 3 novembre.

 

Nel calcolare l'importo della sanzione, l'Autorità ha tenuto conto della gravità della violazione e del fatturato realizzato da Meta in Italia, fissando la multa al massimo previsto dalla legge 249/1997, pari a 200 milioni delle vecchie lire. Meta, dal canto suo, ha già presentato ricorso al TAR del Lazio contro la richiesta di informazioni di AGCOM, procedimento tuttora pendente, senza però chiedere la sospensione cautelare. L'azienda potrà ora presentare ricorso anche contro la sanzione appena irrogata, sempre davanti al TAR del Lazio.

 

Il caso del gruppo "Mia Moglie" aveva già attirato l'attenzione delle forze dell'ordine: la community, prima della chiusura decisa da Meta, era finita al centro di un'indagine della Polizia Postale per ipotesi di revenge porn e diffamazione.

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