Domenica 25 ottobre 2026
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Lettera del Primo ministro per bloccare TikTok, Instagram, Snapchat e X

U.E. - FRANCIA
Notizia ·

Il governo francese avrebbe preparato un piano per sospendere temporaneamente l'accesso ai principali social network in caso di violenze durante le manifestazioni dei gilet gialli dello scorso 24 ottobre. Lo rivela un'inchiesta del sito investigativo francese Blast, ripresa poi da numerose testate internazionali.

 

Secondo i documenti ottenuti da Blast, il primo ministro francese Sébastien Lecornu avrebbe inviato il 22 ottobre una lettera confidenziale ai vertici dei quattro principali operatori telefonici del Paese: Christel Heydemann di Orange, Benoît Torloting di Bouygues Telecom, Thomas Reynaud di Free/Iliad e Arthur Dreyfuss di SFR/Altice. Nella missiva si chiedeva alle aziende di tenersi pronte a sospendere l'accesso a TikTok, Instagram e Snapchat qualora le manifestazioni previste per il weekend del 24 e 25 ottobre fossero degenerate in nuove violenze urbane. Il social X, di proprietà di Elon Musk, sarebbe stato aggiunto alla lista in un secondo momento, dopo l'invio iniziale della lettera.

Il testo del provvedimento richiamava esplicitamente i disordini del 17 e 18 ottobre, durante i quali, secondo Matignon, diverse piattaforme social sarebbero state usate per coordinare saccheggi, individuare obiettivi e monitorare gli spostamenti delle forze dell'ordine. Lecornu avrebbe scritto di voler disporre della facoltà di sospendere temporaneamente l'accesso a questi servizi in caso di ripetizione delle violenze.

Non si sarebbe trattato di un ordine di blocco immediato, ma di una misura di contingenza: il governo chiedeva agli operatori di "anticipare da subito" le operazioni tecniche necessarie per poter, su istruzione, procedere senza indugio alla sospensione temporanea dei servizi per alcune ore. Il meccanismo previsto si basava su un filtraggio DNS, con l'obiettivo dichiarato di limitare l'intervento alle sole connessioni mobili (4G e 5G) in aree geografiche specifiche, risparmiando il più possibile le connessioni fisse domestiche come fibra e ADSL. Lecornu chiedeva inoltre il massimo riserbo sulla misura, definendola di "carattere esplorativo", e la lettera non citava alcuna base giuridica, rimandando gli aspetti legali a un incontro previsto per il giorno successivo.

 

Il 23 ottobre si sarebbe effettivamente svolta una videoconferenza di circa 70 minuti tra rappresentanti del governo e le direzioni legali dei quattro operatori. Secondo il resoconto ottenuto da Blast, questi ultimi avrebbero espresso serie riserve sulla fattibilità tecnica e sulla legittimità giuridica della misura, dichiarando di non disporre della capacità tecnica per attuarla in tempi così brevi.

 

Al 25 ottobre il governo francese non aveva confermato pubblicamente la richiesta, e nessuna fonte ha stabilito che un blocco sia effettivamente entrato in vigore durante le manifestazioni del weekend. Le proteste si sono comunque svolte, con circa 1.000 persone fermate secondo i resoconti citati dalla stampa, a fronte di un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine.

 

Le vicenda richiama un precedente già controverso: nel 2024 la Francia aveva imposto un blocco totale di TikTok in Nuova Caledonia durante i disordini legati alla riforma elettorale, misura poi dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato francese nel 2025.

 

Come riportato da Universfreebox e da Tech Insider, la vicenda solleva interrogativi sui limiti dell'intervento statale sull'accesso a internet e sulle piattaforme digitali in contesti di ordine pubblico.

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