Giovedì 17 settembre 2026
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Narcotraffico ed esercito. Documento dei servizi segreti. Difesa smentisce

EUROPA - ALBANIA
Notizia ·
  Lo Stato maggiore della Difesa dell'Albania ha respinto oggi l'ipotesi che aerei civili siano atterrati nelle basi militari del paese nell'ambito di attivita' di narcotraffico. Un documento dei servizi segreti indirizzato al ministro delle Difesa, reso noto oggi, riferiva che "dai dati in via di verifica, siamo stati informati che il 19 marzo 2014, alle ore 07:00 sulla pista dell'aeroporto di Gjader e' atterrato un piccolo aereo bianco". Gjader, circa 100 chilometri a nord di Tirana, e' una base dell'aeronautica militare ormai in disuso. In un comunicato diffuso in serata, lo Stato maggiore fa sapere tuttavia che "le Forze aeree dispongono di documenti ottenuti dalle strutture specializzate della Nato che monitorano lo spazio aereo della Repubblica d'Albania, le quali confermano che nella data e nell'ora citata dai media, nel nostro spazio aereo non ci sono stati velivoli stranieri".
Secondo le informazioni dei servizi segreti, invece "un furgone con targhe di Valona si sarebbe avvicinato all'aereo, che e' atterrato piu' volte a Gjader. In base ai nostri indizi, sospettiamo che l'aero venga utilizzato a scopo di trasporto e traffico di sostanze narcotiche", sottolineava la lettera del direttore dell'intelligence albanese, Visho Ajazi. Nello stesso documento, viene spiegato che gli agenti dei servizi ed anche funzionari della polizia si sono recati in zona lo stesso giorno, circa un'ora dopo. "Abbiamo saputo che alla polizia gli ufficiali di Gjader hanno dichiarato che i radar non funzionano e di non aver mai constatato l'atterraggio di alcun aereo. Gli abitanti della zona invece, hanno confermato sia ai nostri agenti che alla polizia di aver visto l'aereo atterrare", si legge nel documento.
E' sulla base delle segnalazioni dei servizi segreti che l'opposizione di centrodestra ha lanciato accuse nei confronti del ministero della Difesa. Il ministro, Mimi Kodheli, ha negato che ci sia "una prova o un fatto verificato che implichi le forze armate in attivita' criminali". Nel comunicato diffuso dallo Stato maggiore si precisa che "le Forze armate metteranno a disposizione della procura e del parlamento tutte le prove che certificano l'esattezza delle nostre affermazioni". Sulla vicenda il parlamento ha deciso di condurre una propria inchiesta, mentre la Procura generale si e' impegnata ad andare fino in fondo alla vicenda.

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