Nega bibita ad extracomunitario, condannato a 5mila euro di risarcimento
Rifiutare di servire un cittadino extracomunitario in un bar e' un atto di discriminazione. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Roma pronunciandosi su un ricorso proposto da un cittadino senegalese. Lo hanno reso noto gli avvocati Mario Angelelli e Federica Sorge, che, per contro dell'associazione 'Progetto Diritti', hanno assistito il senegalese. Quest'ultimo si e' rivolto ai giudici dopo che si era visto rifiutare da una barista della capitale una bevanda che aveva gia' pagato. Secondo quanto reso noto dai suoi legali, il senegalese 'aveva atteso invano che qualcuno si degnasse di servigli la bibita ordinata, mentre avventori entrati successivamente venivano prontamente serviti. Alle sue rimostranze, il barista aveva risposto lanciando sul bancone i soldi pagati per la bibita, dicendo 'di gente come lui non abbiamo bisogno qui''. Il tribunale civile ha condannato il proprietario del bar a risarcire con 5mila euro il danno subito dallo straniero.
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