Negata pillola del giorno dopo al Policlinico di Bari
Al pronto soccorso ginecologico del policlinico di Bari «negano la pillola del giorno dopo». A denunciarlo sono il capogruppo di Rifondazione in consiglio regionale, Arcangelo Sannicandro, e l?assessore al Diritto allo studio, Mimmo Lomelo, in un?interrogazione al presidente Nichi Vendola e all?assessore Alberto Tedesco: «Chiediamo un intervento immediato - denunciano i due - si tratta infatti di un atto gravissimo e contro la legge: ci sono gli estremi per una denuncia per omissione di atti di ufficio».
Una prima risposta è già arrivata: il direttore sanitario del Policlinico, Vitangelo Dattoli, ha convocato d?urgenza per stamattina il primario del pronto soccorso ginecologico, Giuseppe Varcaccio. Era stato lui - tra l?altro uomo politico, essendo consigliere comunale a Bari di Alleanza nazionale - a decidere di sospendere la distribuzione della pillola. Perché? «Ne ho parlato con Dattoli - spiega Varcaccio - per chiedergli se fossi tenuto a prescriverla. Mi ha confermato che la prescrizione è sempre discrezionale: non c?è né un paziente né una legge che possono obbligare un medico a dare un farmaco». Dattoli però smentisce questa ricostruzione: «Nessuno gli ha mai detto di sospendere la distribuzione del farmaco». Varcaccio non ha intenzione però di fare passi indietro e motiva la sua scelta non con ragioni etiche, ma sanitarie.
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Una prima risposta è già arrivata: il direttore sanitario del Policlinico, Vitangelo Dattoli, ha convocato d?urgenza per stamattina il primario del pronto soccorso ginecologico, Giuseppe Varcaccio. Era stato lui - tra l?altro uomo politico, essendo consigliere comunale a Bari di Alleanza nazionale - a decidere di sospendere la distribuzione della pillola. Perché? «Ne ho parlato con Dattoli - spiega Varcaccio - per chiedergli se fossi tenuto a prescriverla. Mi ha confermato che la prescrizione è sempre discrezionale: non c?è né un paziente né una legge che possono obbligare un medico a dare un farmaco». Dattoli però smentisce questa ricostruzione: «Nessuno gli ha mai detto di sospendere la distribuzione del farmaco». Varcaccio non ha intenzione però di fare passi indietro e motiva la sua scelta non con ragioni etiche, ma sanitarie.
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