Ostetrici cattolici: c'e' pregiudizio e ci discriminano
Verso i medici cattolici 'c'e' un pregiudizio culturale molte forte, che in passato ha anche penalizzato nel lavoro e nella carriera'. A dirlo e' Giuseppe Noia, presidente dell'Associazione italiana ginecologi e ostetrici cattolici (Aigoc), in occasione del primo convegno nazionale dell'Associazione in corso presso il policlinico Gemelli di Roma.'Si pensa infatti - ha affermato Noia - che per via della religione e dell'etica non si possa fare una buona scienza, ma e' invece proprio con l'etica che si puo' fare una buona scienza'. In passato, ha proseguito il presidente Aigoc, 'ci sono stati giovani ginecologi che non sono stati assunti in strutture dove si praticava l'aborto per aver manifestato la loro identita' cattolica, per via del problema dell'obiezione di coscienza'. Secondo Noia, 'sarebbe opportuno riservare meta' dei posti disponibili a personale obiettore, e l'altra meta' a chi non lo e', in modo da garantire il servizio e tutelare al contempo le posizioni di tutti'. Noia ha inoltre rilevato come molti 'paventano l'ingresso dei volontari pro life nei consultori', ma l'intento dei ginecologi cattolici, ha detto, 'non e' quello di eliminare l'autodeterminazione della donna, ma di fare una terapia educazionale alla coppia, dando informazioni basate sulla scienza'. In questa impostazione rientrano i corsi itineranti che l'Aigoc terra' nel primo semestre del 2011 in Puglia, Calabria, Sicilia e Piemonte presso universita' e consultori. Quindici docenti, in un giorno e mezzo, terranno lezioni sull'aborto, le malattie sessualmente trasmissibili, la consulenza in gravidanza e l'assistenza preconcezionale e prenatale.
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