P2P: il gestore non e' tenuto a fornire i dati di chi scarica musica
La Corte di Giustizia europea ha dato ragione ad un provider spagnolo che si rifiutava di rendere noti i dati personali dei suoi utenti che si scambiavano musica da scaricare (P2P). Secondo la Corte, la difesa del diritto d'autore 'non puo' intaccare la protezione dei dati personali' e le leggi europee 'non prevedono l'obbligo di comunicare a qualcuno dei dati personali utilizzabili per un procedimento civile'.
Il caso era gia' finito in tribunale in Spagna e riguarda la Promusicae, organizzazione no-profit di produttori musicali ed editori che ha cercato di ottenere da Telefonica nomi ed indirizzi di alcune persone iscritte ai servizi Internet del gruppo di telecomunicazioni per aver violato i diritti d'autore tramite download illegali di file musicali.
Telefonica si era tuttavia rifiutata, sostenendo che la legge in Spagna prevede la comunicazione di simili dati solo per indagini che riguardano attivita' criminose o che coinvolgono la difesa del paese e la pubblica sicurezza. La giustizia spagnola ha rinviato il caso alla Corte europea che ha dato ragione al provider. La decisione non esclude tuttavia che qualche paese membro dell'Unione europea possa approvare delle leggi restrittive in materia, ma resta il fatto che questo non e' comunque un obbligo. Il mercato dei contenuti on-line si e' sviluppato molto rapidamente in Europa. Secondo i dati di Bruxelles, nei 25 stati membri della Ue il fatturato raggiungera' gli 8,3 miliardi di euro nel 2010.
Il caso era gia' finito in tribunale in Spagna e riguarda la Promusicae, organizzazione no-profit di produttori musicali ed editori che ha cercato di ottenere da Telefonica nomi ed indirizzi di alcune persone iscritte ai servizi Internet del gruppo di telecomunicazioni per aver violato i diritti d'autore tramite download illegali di file musicali.
Telefonica si era tuttavia rifiutata, sostenendo che la legge in Spagna prevede la comunicazione di simili dati solo per indagini che riguardano attivita' criminose o che coinvolgono la difesa del paese e la pubblica sicurezza. La giustizia spagnola ha rinviato il caso alla Corte europea che ha dato ragione al provider. La decisione non esclude tuttavia che qualche paese membro dell'Unione europea possa approvare delle leggi restrittive in materia, ma resta il fatto che questo non e' comunque un obbligo. Il mercato dei contenuti on-line si e' sviluppato molto rapidamente in Europa. Secondo i dati di Bruxelles, nei 25 stati membri della Ue il fatturato raggiungera' gli 8,3 miliardi di euro nel 2010.
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