Il padre del genoma umano: arrivero' a creare la vita artificiale
Pensare al suo laboratorio fa immaginare scenari da fantascienza, ma quello di Craig Venter e' tutt'altro che un sogno: l'obiettivo del papa' del genoma umano, noto anche come il Bill Gates della biologia nonche' inventore della 'biologia sintetica', e' molto preciso e consiste nel mettere a punto il primo organismo unicellulare. Un obiettivo al quale Venter sta lavorando attivamente e nel quale conta di ottenere risultati significativi gia' entro quest'anno.
Medico e farmacologo, 62 anni, Venter e' all'apice di una carriera scientifica brillante cominciata in uno dei piu' prestigiosi laboratori americani, i National Institutes of Health (Nih), e condotta all'insegna di una grande immaginazione che lo ha reso insofferente alla burocrazia e ai metodi tradizionali della ricerca. Dal 1992 Venter ha lasciato l'ambito pubblico per 'lavorare in proprio', prima fondando l'istituto Tigr, poi la piccola Celera, diventata famosa nel mondo per avere ottenuto la prima mappa del Dna umano, e adesso dirige un istituto che porta il suo nome. E' uno dei ricercatori piu' citati al mondo e anche uno dei piu' discussi, spesso al centro di polemiche sui brevetti di materiali genetici.
Ma si deve a Venter anche la collaborazione che ha portato alla tecnica della 'vaccinazione a ritroso', utilizzata in Italia da Rino Rappuoli, nel centro di ricerca sui vaccini della Novartis a Siena, per ottenere il primo vaccino contro il meningococco B e quello contro il virus dell'aviaria H5N1.
La caccia di Venter alla vita artificiale ha ottenuto il primo risultato importante nel 1995, con la prima mappa del Dna di due microrganismi, il batterio Hemophilus influenzae e il Methanococcus jannaschii, una forma di vita primitiva simile a un batterio che vive nelle profondita' dell'oceano. Da allora Venter non ha smesso di inseguire la possibilita' di 'smontare' e rimontare i mattoni della vita come fossero un Lego e nemmeno un anno fa ha ottenuto due risultati straordinari nell'arco di pochi mesi: il primo genoma artificiale, ottenuto trapiantando il Dna di un batterio in un batterio di una specie diversa, e poi la costruzione del primo cromosoma sintetico, completamente ottenuto in laboratorio.
E adesso?
Il prossimo passo e' anche il piu' ambizioso: 'stiamo lavorando per ottenere un essere unicellulare artificiale', ha detto Venter, in questi giorni in Italia per una serie di conferenze. La strada per realizzare il suo sogno della vita artificiale 'non e' facile, ci sono molte complicazioni'.
Una delle difficolta' di fondo e' che si ha a che fare 'con un tipo di Dna completamente nuovo', un Dna artificiale che fa funzionare le cellule con meccanismi diversi rispetto a quelli finora noti. Ma nello stesso tempo, prosegue Venter, 'siamo fiduciosi di riuscire a ottenere le condizioni giuste'. Tanto che, conclude, 'speriamo di giungere a un primo risultato entro quest'anno'.
Medico e farmacologo, 62 anni, Venter e' all'apice di una carriera scientifica brillante cominciata in uno dei piu' prestigiosi laboratori americani, i National Institutes of Health (Nih), e condotta all'insegna di una grande immaginazione che lo ha reso insofferente alla burocrazia e ai metodi tradizionali della ricerca. Dal 1992 Venter ha lasciato l'ambito pubblico per 'lavorare in proprio', prima fondando l'istituto Tigr, poi la piccola Celera, diventata famosa nel mondo per avere ottenuto la prima mappa del Dna umano, e adesso dirige un istituto che porta il suo nome. E' uno dei ricercatori piu' citati al mondo e anche uno dei piu' discussi, spesso al centro di polemiche sui brevetti di materiali genetici.
Ma si deve a Venter anche la collaborazione che ha portato alla tecnica della 'vaccinazione a ritroso', utilizzata in Italia da Rino Rappuoli, nel centro di ricerca sui vaccini della Novartis a Siena, per ottenere il primo vaccino contro il meningococco B e quello contro il virus dell'aviaria H5N1.
La caccia di Venter alla vita artificiale ha ottenuto il primo risultato importante nel 1995, con la prima mappa del Dna di due microrganismi, il batterio Hemophilus influenzae e il Methanococcus jannaschii, una forma di vita primitiva simile a un batterio che vive nelle profondita' dell'oceano. Da allora Venter non ha smesso di inseguire la possibilita' di 'smontare' e rimontare i mattoni della vita come fossero un Lego e nemmeno un anno fa ha ottenuto due risultati straordinari nell'arco di pochi mesi: il primo genoma artificiale, ottenuto trapiantando il Dna di un batterio in un batterio di una specie diversa, e poi la costruzione del primo cromosoma sintetico, completamente ottenuto in laboratorio.
E adesso?
Il prossimo passo e' anche il piu' ambizioso: 'stiamo lavorando per ottenere un essere unicellulare artificiale', ha detto Venter, in questi giorni in Italia per una serie di conferenze. La strada per realizzare il suo sogno della vita artificiale 'non e' facile, ci sono molte complicazioni'.
Una delle difficolta' di fondo e' che si ha a che fare 'con un tipo di Dna completamente nuovo', un Dna artificiale che fa funzionare le cellule con meccanismi diversi rispetto a quelli finora noti. Ma nello stesso tempo, prosegue Venter, 'siamo fiduciosi di riuscire a ottenere le condizioni giuste'. Tanto che, conclude, 'speriamo di giungere a un primo risultato entro quest'anno'.
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