I paramedici a bordo delle ambulanze dovranno rispettare la volonta' di non essere rianimati
"Non rianimate i pazienti che non lo vogliono". E' l'indicazione data ai paramedici che lavorano a bordo delle ambulanze in giro per Londra. Il London Ambulance Service (Las), si legge sul quotidiano 'The Sun', sta infatti mettendo a punto un proprio database di testamenti biologici.
Se i pazienti lo vogliono, possono compilare un documento dal valore legale, dichiarando la volonta' di non essere rianimati in caso di emergenze come un grave incidente.
Molti si sono gia' registrati. Se il paziente soccorso rientra fra questi, e dunque ha espresso anticipatamente la sua volonta', i paramedici sono tenuti a rispettarne le indicazioni. E a lasciarlo morire. David Whitmore, che ha avviato il database, precisa che non si tratta di eutanasia, illegale. "Non dobbiamo fare nulla per aiutare a morire i pazienti che non vogliono la rianimazione - spiega - ma siamo obbligati a registrare e rispettare le loro volonta' se sono state espresse legalmente".
Secondo l'esperto, una simile banca dati di testamenti biologici aiutera' i paramedici che spesso si trovano nel mezzo fra il desiderio di morire del paziente e quello dei familiari, che invece premono per rianimarlo.
Le polemiche si sono scatenate immediatamente. Le critiche sono arrivate non solo dai gruppi 'pro life', ma anche dal Comitato etico della British Medical Association, che fa presente come "una persona potrebbe aver un incidente anche dopo 30 anni che si e' pronunciata e aver cambiato idea nel frattempo". Dal Las precisano che "solo ai pazienti gia' in condizioni mediche serie verra' chiesto di esprimere la propria volonta', non a persone in salute".
Se i pazienti lo vogliono, possono compilare un documento dal valore legale, dichiarando la volonta' di non essere rianimati in caso di emergenze come un grave incidente.
Molti si sono gia' registrati. Se il paziente soccorso rientra fra questi, e dunque ha espresso anticipatamente la sua volonta', i paramedici sono tenuti a rispettarne le indicazioni. E a lasciarlo morire. David Whitmore, che ha avviato il database, precisa che non si tratta di eutanasia, illegale. "Non dobbiamo fare nulla per aiutare a morire i pazienti che non vogliono la rianimazione - spiega - ma siamo obbligati a registrare e rispettare le loro volonta' se sono state espresse legalmente".
Secondo l'esperto, una simile banca dati di testamenti biologici aiutera' i paramedici che spesso si trovano nel mezzo fra il desiderio di morire del paziente e quello dei familiari, che invece premono per rianimarlo.
Le polemiche si sono scatenate immediatamente. Le critiche sono arrivate non solo dai gruppi 'pro life', ma anche dal Comitato etico della British Medical Association, che fa presente come "una persona potrebbe aver un incidente anche dopo 30 anni che si e' pronunciata e aver cambiato idea nel frattempo". Dal Las precisano che "solo ai pazienti gia' in condizioni mediche serie verra' chiesto di esprimere la propria volonta', non a persone in salute".
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