Pisa. Direttore sanitario convoca medici anti-anticoncezionali, sanzioni in vista
I due medici che avrebbero negato la prescrizione della pillola del giorno dopo a due ragazze, in episodi distinti ma sempre nell'ambito della asl 5 di Pisa, sono stati convocati oggi dal direttore sanitario dell'azienda sanitaria, Rocco Damone. Nei loro confronti, potrebbero essere emesse sanzioni sia da parte della asl, sia dell'Ordine dei medici.
Il presidente dell' Ordine di Pisa Giuseppe Figlini attende una notizia ufficiale sull'accaduto per prendere eventuali provvedimenti mentre l'assessore regionale alla Salute Enrico Rossi prende una posizione netta: 'Dobbiamo garantire alle donne di poter accedere regolarmente a questo farmaco, presente nei livelli essenziali di assistenza e nel prontuario farmaceutico nazionale'.
Il comportamento dei due medici, spiega il direttore sanitario della asl Damone, 'potrebbe contrastare con il codice deontologico'. Per questo una volta identificati, la asl li ha invitati a 'presentarsi con una relazione sui fatti'. Il direttore sanitario, a quel punto, informera' la Procura dell'accaduto.
Dopo aver ricordato che la prescrizione del farmaco 'nulla c'entra con l' obiezione di coscienza', Damone sottolinea che la mancata prescrizione della pillola del giorno dopo potrebbe configurare una violazione dell' articolo 22 del codice deontologico. In particolare, l' art.22 consente 'per motivi morali o religiosi l' esenzione dalla prescrizione ma impone al medico di garantire l' accesso al farmaco'. Diversi i piani su cui intende agire Damone nei confronti dei medici identificati: 'Prima di tutto - ha detto il direttore sanitario - segnalero' quanto accaduto all' Ordine dei medici e alla procura della Repubblica. Poi chiedero' ai medici in servizio per la guardia medica se aderiscono o meno al dettato dell' articolo 22 del codice deontologico per poter meglio organizzare il servizio e avviare una procedura comune tra azienda ospedaliera e Usl per evitare sbavature. Infine, dopo l' istruttoria necessaria, avviero' se del caso un procedimento disciplinare, cosi' come prescrive il contratto nazionale di lavoro'.
Secondo l'assessore Rossi, 'il diritto al farmaco, e questa e' una questione nazionale, non deve essere negato in alcun modo. Mi chiedo se un medico che opera all'interno di una struttura pubblica possa rifiutarsi di fornire una prestazione regolarmente prevista'.
Il caso di Pisa continua intanto a far discutere il mondo politico: Silvio Viale (Rnp) replica oggi al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni secondo il quale l'inchiesta contro i medici e' un'iniziativa fuori luogo. 'Si informi', e' l'invito di Viale a Fioroni. Per l'Udi, la mancata concessione della pillola del giorno dopo negli ambulatori di Pisa altro non e' che l'effetto di un 'clima intimidatorio' contro le donne.
La mancata concessione della pillola del giorno dopo negli ambulatori di Pisa altro non sono che l'effetto di un 'clima intimidatorio' contro le donne. Lo sostiene Pina Nuzzo dell'Udi (Unione donne in Italia).
A suo avviso, su queste questioni si sta 'creando tensione anche fra il personale medico. E non si riesce a capire fino a dove arriva la sua buona fede. L'effetto e' che le donne vengono comunque lasciate sole e subiscono un atteggiamento punitivo'.
Per Nuzzo e' davvero incredibile che 'invece di essere aiutate ed evitare un aborto, tutto va nella direzione opposto. La donna e' in solitudine e si mette nella condizione di dover affrontare cose ben piu' pesanti'.
Il presidente dell' Ordine di Pisa Giuseppe Figlini attende una notizia ufficiale sull'accaduto per prendere eventuali provvedimenti mentre l'assessore regionale alla Salute Enrico Rossi prende una posizione netta: 'Dobbiamo garantire alle donne di poter accedere regolarmente a questo farmaco, presente nei livelli essenziali di assistenza e nel prontuario farmaceutico nazionale'.
Il comportamento dei due medici, spiega il direttore sanitario della asl Damone, 'potrebbe contrastare con il codice deontologico'. Per questo una volta identificati, la asl li ha invitati a 'presentarsi con una relazione sui fatti'. Il direttore sanitario, a quel punto, informera' la Procura dell'accaduto.
Dopo aver ricordato che la prescrizione del farmaco 'nulla c'entra con l' obiezione di coscienza', Damone sottolinea che la mancata prescrizione della pillola del giorno dopo potrebbe configurare una violazione dell' articolo 22 del codice deontologico. In particolare, l' art.22 consente 'per motivi morali o religiosi l' esenzione dalla prescrizione ma impone al medico di garantire l' accesso al farmaco'. Diversi i piani su cui intende agire Damone nei confronti dei medici identificati: 'Prima di tutto - ha detto il direttore sanitario - segnalero' quanto accaduto all' Ordine dei medici e alla procura della Repubblica. Poi chiedero' ai medici in servizio per la guardia medica se aderiscono o meno al dettato dell' articolo 22 del codice deontologico per poter meglio organizzare il servizio e avviare una procedura comune tra azienda ospedaliera e Usl per evitare sbavature. Infine, dopo l' istruttoria necessaria, avviero' se del caso un procedimento disciplinare, cosi' come prescrive il contratto nazionale di lavoro'.
Secondo l'assessore Rossi, 'il diritto al farmaco, e questa e' una questione nazionale, non deve essere negato in alcun modo. Mi chiedo se un medico che opera all'interno di una struttura pubblica possa rifiutarsi di fornire una prestazione regolarmente prevista'.
Il caso di Pisa continua intanto a far discutere il mondo politico: Silvio Viale (Rnp) replica oggi al ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni secondo il quale l'inchiesta contro i medici e' un'iniziativa fuori luogo. 'Si informi', e' l'invito di Viale a Fioroni. Per l'Udi, la mancata concessione della pillola del giorno dopo negli ambulatori di Pisa altro non e' che l'effetto di un 'clima intimidatorio' contro le donne.
La mancata concessione della pillola del giorno dopo negli ambulatori di Pisa altro non sono che l'effetto di un 'clima intimidatorio' contro le donne. Lo sostiene Pina Nuzzo dell'Udi (Unione donne in Italia).
A suo avviso, su queste questioni si sta 'creando tensione anche fra il personale medico. E non si riesce a capire fino a dove arriva la sua buona fede. L'effetto e' che le donne vengono comunque lasciate sole e subiscono un atteggiamento punitivo'.
Per Nuzzo e' davvero incredibile che 'invece di essere aiutate ed evitare un aborto, tutto va nella direzione opposto. La donna e' in solitudine e si mette nella condizione di dover affrontare cose ben piu' pesanti'.
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