Venerdì 6 novembre 2026
Menu

Polemiche per rinvio processo, e' Ramadan

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
E' finita un'altra volta nella bufera la giustizia francese, quella 'laica e repubblicana' rivendicata nelle dichiarazioni ufficiali. Dopo il clamoroso caso delle nozze fra due musulmani annullate perche' la ragazza non era vergine, c'e' il forte sospetto che un processo per diverse rapine sia stato rinviato perche' uno degli imputati osserva il Ramadan. Il caso ha fatto gridare allo scandalo ed ha suscitato una vera rivolta nel mondo laico. Tanto che a meta' giornata, il procuratore generale di Rennes, chiamato in causa, ha ritenuto opportuno convocare una conferenza stampa per 'smentire' che la festa del Ramadan, nel senso dell'osservanza di un digiuno che avrebbe ottenebrato la vigilanza e minato la resistenza di uno degli imputati, non e' stato la causa principale del rinvio'. La decisione sarebbe stata adottata per una serie di elementi, ma a far pendere la bilancia della giustizia verso l'ennesimo rinvio di un processo a sette imputati per diverse rapine commesse a Saint-Malo nel 2001 non sarebbe stata la condizione di presunta maggiore debolezza del musulmano osservante. Leonard Bernard de la Gatinais, questo il nome del procuratore generale del tribunale di Bretagna a Rennes, ha anzi affermato che se accogliere la richiesta di rinvio per il 'motivo del ramadan sarebbe stato totalmente contrario a tutti i principi repubblicani di laicita''. Gli avvocati di parte civile, pero', ancora indignati e furiosi per il rinvio a gennaio con la formula pass-partout della 'migliore amministrazione della giustizia' si dicono 'stupiti per questo dietrofront'. Protestano perche', a loro dire, tutti gli altri motivi allegati alla richiesta di rinvio erano stati respinti, mentre quello del Ramadan sarebbe alla fine stato accettato. Una decisione, ripetono, 'aberrante'. Nella loro richiesta di rinvio, gli avvocati dell'imputato hanno messo in luce 'gli obblighi dietetici e culturali che si impongono' al loro cliente musulmano a causa del Ramadan. Al momento dell'interrogatorio 'sara' reduce da 14 giorni di digiuno', hanno precisato nell'istanza di rinvio, quindi 'non nella piena capacita' di difendersi, di attenzione vigile e di espressione'. Yann Choucq, uno degli avvocati del collegio di difesa, ha invocato l'articolo 1 della costituzione sulla 'non discriminazione e il rispetto delle credenze', precisando che 'il ramadan, da un punto di vista fisiologico, mette le persone in uno stato di debolezza fisica'. 'D'altra parte - continua il legale - non capisco tutto questo rumore mediatico, E' consuetudine ottenere rinvii per feste ebraiche o altro, cosi' come non ci sono udienze a Natale o a Pasqua. Che, forse, ci sono religioni piu' rispettabili di altre?'. A parte la difesa, che gongola, la rivolta e' generale, anche nel ricordo della sentenza con la quale, a maggio, il tribunale di Lilla ha annullato le nozze fra due musulmani perche' la sposa non era vergine e quindi c'era 'errore nelle qualita' essenziali' promesse allo sposo. Fu scandalo allora, lo e' anche oggi: 'in una repubblica laica come la nostra, l'organizzazione giudiziaria non puo' basarsi su un calendario religioso', ha detto Helene Franco, segretario generale del Sindacato della magistratura. 'La religione non ha niente a che vedere con la giustizia', ha protestato Fadela Amara, sottosegretario incaricata delle politiche urbane, di origine algerina ed ex presidente di una popolare associazione per la difesa delle donne immigrate.    
(Tullio Giannotti/ Ansa)

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →