I pro e i contro dei giornali gratuiti
Ideatori ed editori di giornali gratuiti sono soliti vantare l'apporto democratico dato da queste testate, meritevoli d'aver potenziato la lettura e avvicinato alla stampa a pagamento un pubblico nuovo. Non la pensa cosi' Michael Haller, professore di giornalismo all'Universita' di Lipsia, che sull'argomento ha condotto una ricerca in tutt'Europa. Come scrive sulla rivista Message, se e' vero che i gratuiti hanno accresciuto di un terzo i lettori di giornale, hanno pero' "sulla coscienza" la sparizione di un terzo dei lettori di quotidiani a pagamento. Il danno l'ha causato soprattutto la seconda ondata di gratuiti, tra il 2005 e il 2007, quando il successo dei pionieri ha attratto nuovi attori. La forte concorrenza si e' riflessa in modo diretto e negativo sulla stampa a pagamento, che, suggerisce Haller, dovrebbe reagire con un prodotto d'alta qualita', "per la quale una minoranza di adulti e' disponibile a spendere anche il doppio". In quanto ai gratuiti, Haller prevede che in dieci anni sono destinati a sparire, soppiantati dai dispositivi mobili sempre piu' convenienti, con cui i giovani potranno accedere facilmente alle notizie in Internet.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti