Procreazione assistita per coppia lesbica, paghera' la sanita' pubblica
La sanita' pubblica scozzese fornira' gratuitamente la fecondazione in vitro a una coppia lesbica da cui era stata citata in giudizio per discriminazione sessuale. Ieri, a Edimburgo, Caroline Harris e Julie McMullan hanno concluso vittoriosamente la loro battaglia per ottenere aiuto statale per avere un figlio. Avevano avviato un processo per essere state escluse ingiustamente dal programma per la fiv gratuita ma, durante il processo, in cui la coppia ha chiesto danni per 20.000 sterline, la mutua di Glasgow ha cambiato idea.'Abbiamo riconsiderato le nostre posizioni - ha detto un portavoce - alla luce di altre regolamentazioni, come la legge sull'uguaglianza sessuale del 2007 e abbiamo deciso di offrire il trattamento alla coppia'. La battaglia della coppia di Maryhill, Glasgow, era iniziata nel 2007, quando fu loro detto che non avevano diritto al sostegno dello stato nelle loro condizioni. La Harris si e' comunque sottoposta a una serie di trattamenti senza successo, finche' non e' venuto fuori che, tra le condizioni per l'ammissione al programma statale per la fiv, non c'era nessun riferimento al sesso della coppia e che gli atri requisiti c'erano tutti. Lo scorso anno la Harris ha ricevuto il secondo rifiuto. 'Essendo la coppia dello stesso sesso - si legge nella lettera di rifiuto - non ci sono le condizioni per il trattamento gratuito'. Il programma per la fiv gratuita nasce da un resoconto, pubblicato nel 2002 dal governo scozzese, sui casi di infertilita' nel paese. Secondo una serie di condizioni, il governo ha deciso di offrire assistenza gratuita alle coppie. Le condizioni sono che la coppia abbia una relazione stabile, che duri da almeno due anni e che ci siano condizioni diagnostiche attestate o inspiegabili che non permettono alla coppia di avere un figlio. Le condizioni 'inspiegabili', si specifica, significano aver avuto rapporti sessuali non protetti per due anni e non essere riusciti a avere un figlio.
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