Lunedì 3 agosto 2026
Menu

Tra proibizionismo e riduzione del danno, un dibattito ancora aperto

OCEANIA - AUSTRALIA
Notizia ·

Come riporta la ANU Law School, il professor Desmond Manderson dell'Università Nazionale Australiana ha pubblicato il volume High Time: How Australia Changed Its Mind About Illegal Drugs (aprile 2026), una ricostruzione storica e critica di quarant'anni di politiche sulle droghe in Australia, dalle origini repressive fino alle più recenti aperture verso la riduzione del danno.

 

Il libro ripercorre un percorso tutt'altro che lineare. Le prime leggi sulle droghe illecite in Australia risalgono all'inizio del Novecento e avevano una matrice apertamente razzista, prendendo di mira le comunità cinesi e il consumo di oppio. Per quasi un secolo il proibizionismo ha dominato indiscusso, sostenuto dalle forze di polizia locali, dalle agenzie federali e dal diritto internazionale.

 

La svolta arriva a metà degli anni Ottanta, spinta dall'emergenza AIDS: i governi australiani iniziarono a valutare se migliaia di vite potessero essere salvate non impedendo l'uso delle droghe, ma riducendo i rischi a esse associati. Nacque così l'approccio alla minimizzazione del danno, che portò l'Australia a introdurre programmi di scambio di siringhe e sale per iniezioni supervisionate, misure che consentirono al paese di registrare uno dei tassi di infezione da HIV più bassi al mondo.

 

Manderson documenta però anche le contraddizioni di questo percorso. Australia è stata spesso all'avanguardia nella prevenzione sanitaria, ma le risposte giuridiche al consumo di droghe sono rimaste indietro rispetto ai progressi della sanità pubblica. La politica è rimasta a lungo ostaggio di posizioni di "legge e ordine", con i governi più attenti al consenso elettorale che all'evidenza scientifica.

 

Il dibattito è tornato attuale anche grazie alle esperienze recenti dei singoli stati e territori: il Territorio della Capitale Australiana (ACT) ha decriminalizzato nel 2023 il possesso personale di piccoli quantitativi di varie droghe illecite, e servizi di analisi delle pillole (pill testing) sono operativi nell'ACT, nel Queensland e in arrivo nel Victoria. I ricercatori ANU sottolineano che la decriminalizzazione non ha prodotto aumenti nei consumi, mentre ha ridotto drasticamente il numero di reati registrati e alleggerito il carico sul sistema giudiziario.

 

Secondo i dati del Drug Strategy Household Survey 2022-2023, la maggioranza degli australiani non sostiene la legalizzazione del consumo personale di droghe illecite, ma la maggioranza è invece favorevole al pill testing e ai centri di iniezione supervisionata. Un'indicazione che il paese si trova in una fase di transizione, in cui la cultura pubblica si muove più velocemente della politica legislativa.

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →