Martedì 9 giugno 2026
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Rene portatile e staminali anti-rigetto, le novita' per i malati di reni

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' il sogno di ogni nefrologo, ma soprattutto dei malati in dialisi: un'alternativa alle lunghe soste in ospedale attaccati a una macchina, almeno tre volte a settimana, per 'ripulire' il sangue. "Il rene portatile e' diventato una realta': il prototipo, ancora da perfezionare, ha gia' guadagnato la pubblicazione sulla rivista 'Lancet'. Si indossa come una cintura, pesa circa 5 kg e consente di lavorare e muoversi mentre si fa la dialisi, che pero' in questo caso dura circa 8 ore al posto di 4". A descriverlo e' Antonio Dal Canton, presidente della Societa' italiana di nefrologia (Sin), illustrando ieri a Roma le ultime novita' del settore, in vista del congresso Sin che si terra' in autunno a Bologna.

"Certo il rene portatile e' da perfezionare si tratta di un apparecchio ancora ingombrante e impegnativo da indossare. Ma la ricerca va avanti". E passa anche per il rene bioartificiale: un filtro meccanico con cellule renali stratificate, che riproduce parte della funzionalita' renale. "Si potrebbe mettere insieme il rene portatile e il filtro bioartificiale, per creare un dispositivo biomeccanico che sostituisca meglio il rene malato", ipotizza Dal Canton. Per 6-7 mila italiani l'anno pero', non resta che attendere un rene nuovo. Fronteggiando poi il pericolo di un rigetto.
"Oggi si punta a indurre la tolleranza con farmaci ad hoc, per 'addomesticare' i linfociti T e spingerli a riconosce come 'amica' la cellula trapiantata, evitando cosi' il rigetto. Si ricorre anche al chimerismo: introducendo nell'organismo del ricevente sangue del donatore subito prima e dopo il trapianto, per indurre la tolleranza".

E non e' tutto. Un'arma in piu' arriva dalle cellule staminali mesenchimali che, prima in vitro e poi nell'uomo, hanno dimostrato di bloccare la reazione immunitaria. Cellule 'spegni-rigetto' che sono viste con molto interesse dagli studiosi. "Tanto che proprio a Pavia - rivela il nefrologo - abbiamo in programma uno studio pilota su una decina di pazienti, che partira' in autunno"
 I trapiantati di rene, pancreas, fegato e cuore ne trarrebbero un enorme beneficio, visto che oggi molti effetti negativi dell'immunosoppressione 'classica' coinvolgono organi gia' colpiti dal diabete o dall'aterosclerosi. Evitando medicinali tossici per i reni si permetterebbe, ad esempio, a diabetici con una lieve o moderata nefropatia di fare solo un trapianto di pancreas, piuttosto che quello di rene-pancreas.

Insomma, nel caso del trapianto il problema non e' solo la disponibilita' di organi, ma anche il rigetto. "Si potrebbero potenziare le donazioni da vivente e quelle a cuore fermo, per aumentare il bacino dei potenziali donatori", suggerisce Dal Canton.
Al congresso Sin si esaminera' anche il ruolo del gene dell'ipertensione, colpevole di molte forme di pressione alta, e della diagnosi precoce dell'insufficienza renale acuta, grazie a nuovi biomarcatori scoperti di recente e prodotti dalle cellule renali danneggiate. La produzione di queste proteine 'scatta' molto prima del deficit renale, e dunque il dosaggio di queste molecole 'spia' permetterebbe una diagnosi precoce e un trattamento piu' efficace.
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