Giovedì 17 settembre 2026
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Riforma delle dogane: nuova tassa a carico dei consumatori?

U.E.
Notizia ·

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma delle dogane. Oltre alla creazione di un sistema informatico doganale europeo e all’istituzione di una nuova autorità sono previste anche maggiori responsabilità per le piattaforme e soprattutto una commissione di gestione per i pacchi. Non è stato ancora stabilito l’importo, ma sappiamo già chi pagherà questa nuova tassa.

 

Dazio, tassa e commissione per gli utenti italiani

Dopo l’accordo provvisorio di fine marzo, il 3 settembre è arrivata l’approvazione da parte del Consiglio. Questa mattina, il Parlamento europeo ha approvato definitivamente la riforma del codice doganale che prevede maggiori responsabilità per le piattaforme e una semplificazione delle procedure.

La novità che interessa gli utenti finali si chiama commissione di gestione. Verrà applicata per ogni articolo acquistato da negozi online di paesi extra UE e spedito direttamente ai consumatori europei. Servirà per coprire i costi sempre più elevati legati alla gestione dell’enorme quantità di pacchi che arrivano principalmente dalla Cina.

La commissione di gestione sarà versata dalla stessa entità responsabile del pagamento degli altri oneri doganali relativi allo stesso pacco, evitando così di trasferire i costi sui consumatori (in teoria, ndr). L’importo esatto della commissione, che i paesi UE inizieranno a riscuotere entro il 1 novembre 2026, sarà stabilito dalla Commissione europea e rivisto ogni due anni.

A differenza del dazio di 3 euro, applicato dal 1 luglio, non c’è la soglia di valore (150 euro), quindi la commissione verrà applicata a tutti i pacchi spediti da paesi extra UE. Similmente verrà applicata al singolo articolo. Ipotizzando un importo di 2 euro, il totale sarà 2 euro se il pacco contiene tre prodotti uguali e 6 euro se ci sono tre prodotti differenti.

 

Mentre la mini tassa italiana di due euro sui pacchi extra Ue low cost (fino a 150 euro di valore) è stata rinviata fino al 30 novembre. A prevederlo è la bozza del decreto legge in Consiglio dei ministri sullo stop al bollo auto, che stabilisce il rinvio dell’applicazione del prelievo italiano dal 1° ottobre al 1° dicembre. Un rinvio ponte in attesa di quanto dovrà “fissare” a breve la Ue dopo che prima il Consiglio dell’Unione a inizio mese e poi il Parlamento Ue il 16 settembre ha dato il suo ok all’introduzione di una tassa di spedizione sulle importazioni di modifico valore in arrivo dai Paesi fuori dal perimetro comunitario. Una mossa che serve a chiudere il cerchio dopo che dal 1° luglio scorso è già scattato il dazio comunitario di tre euro.

 

(Punto Informatico+IlSole24Ore)

 

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