Giovedì 22 ottobre 2026
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Rifugiati, il diritto all'istruzione chiesto alla Commissione africana

AFRICA
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Il diritto all'istruzione dei rifugiati e degli sfollati deve essere riconosciuto e sancito dalle legislazioni nazionali. È questo il messaggio al centro di un evento collaterale alla 89ª sessione della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, chiusasi il 21 ottobre a Dakar, in Senegal. Come riporta Riforma.it, a portare la propria testimonianza è stato Farah Mohammed Hussain, preside della scuola Horyaal Comprehensive nel campo profughi di Dadaab, in Kenya, intervenuto con il sostegno della Federazione luterana mondiale (FLM).

 

La storia di Hussain è quella di molti rifugiati somali: prima dello scoppio del conflitto che ha causato la morte del padre e di due fratelli, la sua famiglia si dedicava alla pastorizia. Una volta stabilitosi nel campo di Dadaab, istituito nel 1991 dal governo keniota insieme all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Hussain è stato iscritto a una scuola primaria e ha frequentato contemporaneamente le lezioni coraniche tradizionali. Ha completato gli studi primari e secondari, ottenendo poi un diploma biennale al Garissa Teachers College. "Da giovane ho sempre desiderato fare l'insegnante", ha raccontato.

 

Oggi sta portando a termine una laurea presso la Mount Kenya University, che conta di conseguire nell'agosto del prossimo anno. Dal 2011 lavora come insegnante nei campi profughi e dirige attualmente la Horyaal Comprehensive, scuola gestita dalla FLM per conto dell'UNHCR che accoglie alunni dalla scuola dell'infanzia fino al primo ciclo della secondaria, con oltre 2.000 iscritti. Negli ultimi tempi, però, l'istituto ha dovuto fare i conti con tagli di bilancio che hanno ridotto il corpo docente da 25 a 15 insegnanti.

 

Nel suo intervento alla Commissione, Hussain ha insistito sull'importanza dell'apprendimento socio-emotivo (SEL) per i minori che hanno vissuto conflitti e sradicamento, un aspetto che considera centrale per il recupero psicologico e l'integrazione scolastica di bambini e ragazzi cresciuti in condizioni di emergenza prolungata.

 

Anche Ester Wolf, responsabile delle attività di advocacy della FLM, ha preso parte all'evento, esortando gli Stati membri dell'Unione Africana a garantire un'istruzione olistica e inclusiva ai rifugiati e a rafforzare la collaborazione tra governi e organizzazioni umanitarie. La Federazione luterana mondiale opera nell'Africa orientale da oltre trent'anni: è presente nel campo di Kakuma dal 1992 e, successivamente, anche a Dadaab, dove gestisce programmi di istruzione, protezione e inclusione dei minori.

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