Il risparmio dei farmaci generici non arriva al consumatore
L'arrivo dei medicinali generici ha determinato una lenta riduzione dei prezzi al pubblico dei farmaci più antichi. Ma il risparmio sarebbe potuto essere molto maggiore. A impedirlo è stato il sistema del prezzo di riferimento -un massimo fissato dal Governo con periodicità annuale- e che, in pratica, si trasfoma anche in prezzo minimo. Lo rivela uno studio dell'Autorità catalana per la concorrenza, la cui principale conclusione è che mentre le farmacie ottengono sconti medi di quasi il 41% (la forbice va dal 10% al 70%) grazie al maggior numero di concorrenti generici, il beneficio non si trasferisce sui prezzi di vendita al pubblico. Il risultato è che "ingrossano solo i margini regolati nella catena di distribuzione, ossia delle farmacie", spiega il presidente dell'antitrust catalana, Arseni Gilbert. Il modello dello studio si basa su otto principi attivi che coprono quasi l'80% del mercato. La disfunzione si deve al fatto che il prezzo di riferimento di un farmaco è fissato dal Sistema nazionale sanitario, ciò che elimina la concorrenza tra produttori. Secondo gli esperti, il prezzo di riferimento va bene per indurre inizialmente ad abbassare i prezzi, ma quando per un certo principio attivo la concorrenza è alta, il riferimento dovrebbe sparire.
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