Roccella ottimista: entro l'anno una legge condivisa sul testamento biologico
"Sono ottimista e penso che si possa arrivare, entro l'anno, a fare una legge condivisa sul testamento biologico". Lo afferma, a margine della presentazione della settimana di Informazione e prevenzione dell'infertilita', il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, sottolineando che sul testamento biologico "sicuramente si arrivera' ad un testo condiviso dal Pdl, perche' non credo che ci siano divisioni da questo punto di vista all'interno del Popolo della Liberta'". Riguardo al rapporto con l'opposizione, invece, aggiunge il sottosegretario, "spero che ci sia convergenza almeno con una parte, perche' sara' una legge ragionevole, laica e garantista".
"Una legge sul testamento biologico concepita su questi presupposti finirebbe per ottenere due soli risultati: impedire alle persone di autodeterminarsi, imponendo sul loro corpo decisioni prese da terzi, e incrementare il potere discrezionale della classe medica, che gia' adesso si risolve spesso in un atteggiamento paternalistico". Lo dichiara Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'associazione Luca Coscioni e responsabile di 'Soccorso civile', commentando le dichiarazioni del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, sulla possibilita' di arrivare a una normativa che regoli le volonta' anticipate di fine vita entro l'anno. "La legge sul testamento biologico delineata dalle dichiarazioni odierne del sottosegretario - sottolinea Capriccioli - sembra fondarsi su due elementi cardine: da un lato, la non rinunciabilita' dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, non considerate terapie ma trattamenti di 'sostegno vitale'; dall'altro lato, il carattere non vincolante delle dichiarazioni anticipate di trattamento, che dovrebbero lasciare ai medici un non meglio precisato margine di autonomia. Non si sa per quale motivo, secondo la Roccella e il fronte integralista, dovrebbe essere consentito di rinunciare a una pratica soltanto se essa si possa considerare di carattere medico: in realta', tra parentesi, l'alimentazione e l'idratazione artificiali sono ormai considerate dalla comunita' scientifica vere e proprie pratiche terapeutiche a tutti gli effetti'. 'Quanto al carattere non vincolante delle indicazioni contenute nel testamento biologico-conclude Capriccioli- l'applicazione delle volonta' dei pazienti nelle situazioni concrete dovrebbe essere assicurata nominando un garante, e non attribuendo ai medici un ulteriore potere discrezionale rispetto a quello di cui gia' attualmente dispongono. Circostanza questa, sia detto per inciso, che in molte occasioni costituisce gia' oggi un ostacolo alla corretta applicazione della normativa sul consenso informato, com'e' stato ampiamente dimostrato da recenti indagini".
Una legge sul testamento biologico dovrebbe considerare intervento medico anche alimentazione e idratazione assistite, e non lasciare al medico l'ultima parola. Mina Welby, vedova dell'esponente radicale Piergiorgio, morto sotto sedazione il 20 dicembre 2006 dopo che gli venne staccato il respiratore da un anestesista, contesta i due punti chiave della proposta di legge che, secondo il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, sara' approvata entro fine anno. "Bisogna dichiarare intervento medico - sottolinea Mina Welby interpellata dall'Agi - anche l'alimentazione assistita, che in casi come quello di Piergiorgio viene somministrata tramite una sondina, applicata da un medico". Deve essere lasciata la "possibilita' di rifiutare la nutrizione assistita e liberare il medico da ogni responsabilita'", continua la vedova Welby. "Non si puo' lasciare al medico l'ultima parola. Fondamento del testamento e' il consenso informato, che deve derivare da una persona pienamente capace di intendere e volere". Quanto alle reazioni dei cattolici, Mina Welby si dice "sicura che capirebbero: non e' questione di rifiutare la vita, e' accettare la morte, come dico sempre". Lei stessa, confessa, non ha ancora redatto un testamento biologico, ma "e' una cosa dovro' fare prima o poi. Certo e' che se si facesse una buona legge sul testamento biologico, sarebbe un passo avanti verso la liberta' della persona". "Non ho nessuna patologia in questo momento, ma scriverei nel mio testamento biologico - spiega la Welby - che se dovessi fare un incidente e un medico accertasse che il mio cervello, essendo rimasto senza irrorazione di sangue per piu' di 10 minuti ad esempio, e non fosse quindi piu' in grado di riprendere le sue funzioni, chiederei di lasciarmi andare via, vorrei non soffrire di piu'. Preferirei morire".
"Una legge sul testamento biologico concepita su questi presupposti finirebbe per ottenere due soli risultati: impedire alle persone di autodeterminarsi, imponendo sul loro corpo decisioni prese da terzi, e incrementare il potere discrezionale della classe medica, che gia' adesso si risolve spesso in un atteggiamento paternalistico". Lo dichiara Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'associazione Luca Coscioni e responsabile di 'Soccorso civile', commentando le dichiarazioni del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, sulla possibilita' di arrivare a una normativa che regoli le volonta' anticipate di fine vita entro l'anno. "La legge sul testamento biologico delineata dalle dichiarazioni odierne del sottosegretario - sottolinea Capriccioli - sembra fondarsi su due elementi cardine: da un lato, la non rinunciabilita' dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, non considerate terapie ma trattamenti di 'sostegno vitale'; dall'altro lato, il carattere non vincolante delle dichiarazioni anticipate di trattamento, che dovrebbero lasciare ai medici un non meglio precisato margine di autonomia. Non si sa per quale motivo, secondo la Roccella e il fronte integralista, dovrebbe essere consentito di rinunciare a una pratica soltanto se essa si possa considerare di carattere medico: in realta', tra parentesi, l'alimentazione e l'idratazione artificiali sono ormai considerate dalla comunita' scientifica vere e proprie pratiche terapeutiche a tutti gli effetti'. 'Quanto al carattere non vincolante delle indicazioni contenute nel testamento biologico-conclude Capriccioli- l'applicazione delle volonta' dei pazienti nelle situazioni concrete dovrebbe essere assicurata nominando un garante, e non attribuendo ai medici un ulteriore potere discrezionale rispetto a quello di cui gia' attualmente dispongono. Circostanza questa, sia detto per inciso, che in molte occasioni costituisce gia' oggi un ostacolo alla corretta applicazione della normativa sul consenso informato, com'e' stato ampiamente dimostrato da recenti indagini".
Una legge sul testamento biologico dovrebbe considerare intervento medico anche alimentazione e idratazione assistite, e non lasciare al medico l'ultima parola. Mina Welby, vedova dell'esponente radicale Piergiorgio, morto sotto sedazione il 20 dicembre 2006 dopo che gli venne staccato il respiratore da un anestesista, contesta i due punti chiave della proposta di legge che, secondo il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, sara' approvata entro fine anno. "Bisogna dichiarare intervento medico - sottolinea Mina Welby interpellata dall'Agi - anche l'alimentazione assistita, che in casi come quello di Piergiorgio viene somministrata tramite una sondina, applicata da un medico". Deve essere lasciata la "possibilita' di rifiutare la nutrizione assistita e liberare il medico da ogni responsabilita'", continua la vedova Welby. "Non si puo' lasciare al medico l'ultima parola. Fondamento del testamento e' il consenso informato, che deve derivare da una persona pienamente capace di intendere e volere". Quanto alle reazioni dei cattolici, Mina Welby si dice "sicura che capirebbero: non e' questione di rifiutare la vita, e' accettare la morte, come dico sempre". Lei stessa, confessa, non ha ancora redatto un testamento biologico, ma "e' una cosa dovro' fare prima o poi. Certo e' che se si facesse una buona legge sul testamento biologico, sarebbe un passo avanti verso la liberta' della persona". "Non ho nessuna patologia in questo momento, ma scriverei nel mio testamento biologico - spiega la Welby - che se dovessi fare un incidente e un medico accertasse che il mio cervello, essendo rimasto senza irrorazione di sangue per piu' di 10 minuti ad esempio, e non fosse quindi piu' in grado di riprendere le sue funzioni, chiederei di lasciarmi andare via, vorrei non soffrire di piu'. Preferirei morire".
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