Ru486, il Governo cerca di imporre ricovero ordinario alle Regioni
Day hospital o solo ricovero? L'arrivo, a giorni, della pillola abortiva negli ospedali, con la maggior parte delle regioni che ancora non si sono date indicazioni, sollecita preoccupazioni, appelli, prese di posizione, con un dibattito che riguarda le competenze regionali ma anche la liberta' di scelta del medico e della paziente.
E il governo annuncia la richiesta di un parere al Consiglio Superiore di Sanita'.
'Il governo deve mettere fine alla situazione diversificata, anarchica e a macchia di leopardo' che si sta profilando nelle Regioni sulle modalita' di utilizzo della pillola abortiva Ru486, aveva chiesto monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, rettore dell'Universita' Lateranense e cappellano di Montecitorio. Un'esigenza che il governo intende raccogliere: 'e' sentita da molte parti' ha ammesso Fazio, 'ma anche delle stesse regioni, di dare una normativa nazionale'.
Ma se la Chiesa e' preoccupata la voce laica dell'oncologo ed ex ministro della sanita' Umberto Veronesi, spiega che la pillola abortiva 'e' ormai accettata in tutta Europa e in tutto il mondo, in Italia e' stata approvata dall'Aifa e non si puo' tornare indietro'.
E Veronesi, sull'orientamento di concedere l'uso del farmaco solo in regime di ricovero (quando ad esempio in Francia la pillola e' da anni usata in regime ambulatoriale), spiega: 'Io credo che non sara' piu' necessaria in futuro un'ospedalizzazione'.
Per le Regioni parla Giovanni Bissoni, assessore alla Sanita' dell'Emilia-Romagna, una delle sei regioni che ha gia' definito i protocolli di utilizzo, scegliendo il day hospital.
'Ritengo che in materia assistenziale, senza invocare obblighi che la 194 non ha mai previsto (si vedano in particolare gli articoli 8 e 15), devono essere i professionisti, e non la politica, a definire i migliori percorsi assistenziali sulla base delle competenze e conoscenze scientifiche'. Bissoni attende di leggere la lettera annunciata dal sottosegretario Roccella su come dovra' essere somministrata la Ru486, 'tenendo presente che, in materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, la Costituzione tutela l'autonomia regionale'. E sulla RU486 'il tentativo del governo di sfuggire al confronto con la realta' e di arrampicarsi su specchi confessionali, e' un modo abbastanza patetico di fare i conti con il corpo elettorale', rincara Nichi Vendola, governatore della Puglia e candidato del centrosinistra alle regionali.
A Bissoni risponde il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella: assicura 'pieno rispetto, per le competenze e le autonomie delle Regioni ma e' evidente - aggiunge - che un parere di compatibilita' legislativa non puo' che essere fornito dal Governo o dal Parlamento'.
Interviene, fra i molti, anche il senatore Ds Ignazio Marino.
La Ru486 somministrata solo in ospedale ma 'le modalita' e la durata del ricovero - spiega - debbono essere discusse e decise in un contesto di relazione tra medico e paziente e valutate caso per caso, considerando ogni singola specificita''.
'Non servono -conclude - le lettere di sottosegretari ne' le minacce di altri politici: ancora una volta la politica dovrebbe rispettare il proprio ambito di intervento e non invadere quello di altre professioni'.
E il governo annuncia la richiesta di un parere al Consiglio Superiore di Sanita'.
'Il governo deve mettere fine alla situazione diversificata, anarchica e a macchia di leopardo' che si sta profilando nelle Regioni sulle modalita' di utilizzo della pillola abortiva Ru486, aveva chiesto monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, rettore dell'Universita' Lateranense e cappellano di Montecitorio. Un'esigenza che il governo intende raccogliere: 'e' sentita da molte parti' ha ammesso Fazio, 'ma anche delle stesse regioni, di dare una normativa nazionale'.
Ma se la Chiesa e' preoccupata la voce laica dell'oncologo ed ex ministro della sanita' Umberto Veronesi, spiega che la pillola abortiva 'e' ormai accettata in tutta Europa e in tutto il mondo, in Italia e' stata approvata dall'Aifa e non si puo' tornare indietro'.
E Veronesi, sull'orientamento di concedere l'uso del farmaco solo in regime di ricovero (quando ad esempio in Francia la pillola e' da anni usata in regime ambulatoriale), spiega: 'Io credo che non sara' piu' necessaria in futuro un'ospedalizzazione'.
Per le Regioni parla Giovanni Bissoni, assessore alla Sanita' dell'Emilia-Romagna, una delle sei regioni che ha gia' definito i protocolli di utilizzo, scegliendo il day hospital.
'Ritengo che in materia assistenziale, senza invocare obblighi che la 194 non ha mai previsto (si vedano in particolare gli articoli 8 e 15), devono essere i professionisti, e non la politica, a definire i migliori percorsi assistenziali sulla base delle competenze e conoscenze scientifiche'. Bissoni attende di leggere la lettera annunciata dal sottosegretario Roccella su come dovra' essere somministrata la Ru486, 'tenendo presente che, in materia di organizzazione e gestione dei servizi sanitari, la Costituzione tutela l'autonomia regionale'. E sulla RU486 'il tentativo del governo di sfuggire al confronto con la realta' e di arrampicarsi su specchi confessionali, e' un modo abbastanza patetico di fare i conti con il corpo elettorale', rincara Nichi Vendola, governatore della Puglia e candidato del centrosinistra alle regionali.
A Bissoni risponde il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella: assicura 'pieno rispetto, per le competenze e le autonomie delle Regioni ma e' evidente - aggiunge - che un parere di compatibilita' legislativa non puo' che essere fornito dal Governo o dal Parlamento'.
Interviene, fra i molti, anche il senatore Ds Ignazio Marino.
La Ru486 somministrata solo in ospedale ma 'le modalita' e la durata del ricovero - spiega - debbono essere discusse e decise in un contesto di relazione tra medico e paziente e valutate caso per caso, considerando ogni singola specificita''.
'Non servono -conclude - le lettere di sottosegretari ne' le minacce di altri politici: ancora una volta la politica dovrebbe rispettare il proprio ambito di intervento e non invadere quello di altre professioni'.
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