Ru486 da oggi disponibile. Polemiche e nuovo anatema vaticano: disobbedire a leggi su aborto
Da oggi primo aprile la pillola abortiva Ru486 puo' essere distribuita in Italia e richiesta dalle farmacie ospedaliere. Lo rende noto l'azienda produttrice francese Exelgyn, che ha delegato la Nordic Pharma Srl alla distribuzione del medicinale ospedaliero nella penisola.In commercio da piu' di 20 anni in 30 paesi nel mondo, la pillola (dal nome commerciale Mifegyne) e' stata utilizzata da piu' di un milione e mezzo di pazienti ed in Italia e' stata autorizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ad esclusivo uso ospedaliero.
Qualche settimana fa il Consiglio Superiore di Sanita' ha deliberato che 'come unica modalita' di erogazione' della pillola abortiva RU486 ci sia 'il ricovero ordinario fino alla verifica dell'espulsione completa' per garantire 'la tutela psicofisica della donna e il rispetto della legge 194'.
Come ha spiegato Mauro Buscaglia, primario di ginecologia presso il S. Carlo Borromeo di Milano, la RU486 non sara' da oggi negli ospedali, ma da oggi 'le farmacie ospedaliere potranno avviare la procedura per richiederla. Le prime dosi del farmaco potrebbero tranquillamente arrivare dopo Pasqua'.
ANATEMA PAPALE: CRISTIANI RIFIUTINO DI OBBEDIRE A LEGGI CHE LO PERMETTONO - I cristiani non possono obbedire a leggi che vanno contro la verita' di Dio, come nel caso dell'uccisione di bambini innocenti. E' quanto ha detto questa mattina Benedetto XVI nel corso della messa del Crisma celebrata nella basilica di San Pietro insieme a cardinali, vescovi e presbiteri. Nel corso della liturgia,invece, non vi e' stato alcun riferimento al caso dello scandalo dei preti pedofili, come molti osservatori si attendevano.
I cristiani, ha detto il Papa, 'Con il loro no alla falsita' e a tutte le sue conseguenze hanno innalzato il potere del diritto e della verita'. Cosi' hanno servito la vera pace. Anche oggi e' importante per i cristiani seguire il diritto, che e' il fondamento della pace. Anche oggi e' importante per i cristiani non accettare un'ingiustizia che viene elevata a diritto - per esempio, quando si tratta dell'uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio cosi' serviamo la pace e proprio cosi' ci troviamo a seguire le orme di Gesu' Cristo, di cui san Pietro dice: 'Insultato non rispondeva con insulti; maltrattato non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia. Egli porto' i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perche' non vivendo piu' per il peccato, vivessimo per la giustizia''.
La "violenza sul tema dell'aborto, anche da parte della Chiesa", rischia di rivelarsi un boomerang per la salute della donna, "aumentando la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini". E' l'amaro commento di Carlo Flamigni, ginecologo e componente del Comitato nazionale di bioetica, alle ultime dichiarazioni sulla pillola abortiva Ru486 e alle parole di Papa Benedetto XVI.
"Non si tratta di argomenti nuovi - dice Flamigni all'Adnkronos Salute - ma certo c'e' un'aggressivita' notevole, che di fatto rischia di aumentare i problemi per le donne che chiedono l'interruzione di gravidanza. Gia' la diffusione dell'obiezione di coscienza rende problematica l'Ivg" in alcune aree del Paese, evidenzia Flamigni. "Ora questo clima rischia di aumentare la diffusione del 'fai da te' e degli abortifici clandestini", avverte.
"I primi si stanno diffondendo gia' nel Paese: non sono rari - assicura - i casi delle donne immigrate, soprattutto dell'Est, che vanno in farmacia e comprano le prostaglandine per interrompere gravidanze indesiderate, e poi finiscono al pronto soccorso".
"Da ginecologo non posso che sottolineare che l'obiezione di coscienza crea gia' ora grandi problemi in Italia", prosegue Flamigni, ricordando "i drammi degli aborti clandestini precedenti alla 194" e le strutture "illegali dove operavano anche medici, a volte obiettori in ospedale, con gravi rischi per la salute della donna e i drammi legati a procedure clandestino".
"Proprio per contrastare i danni legati alle interruzioni di gravidanza illegali ci siamo battuti per anni per l'informazione e la contraccezione. Ma ora, in questo clima di aggressivita' e violenza nei confronti della pillola abortiva, ma anche della stessa legge 194,i rischiamo di tornare a vedere 'pesanti effetti collaterali'. Mi chiedo - conclude - dove sia finita la compassione".
COTA, IN PIEMONTE LA PILLOLA ABORTIVA MARCIRA' NEI MAGAZZINI. LE REAZIONI
I ginecologi - "La Ru486 e' solo uno strumento per l'interruzione di gravidanza. Se assunta nel rispetto del protocollo della legge 194 non favorisce il ricorso e non aumenta i casi di aborto". Parola di Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che interviene sulla polemica relativa all'uso della pillola abortiva Ru486, a giorni disponibile negli ospedali italiani.
"La Ru486 cosi' come l'intervento chirurgico e' uno strumento che si affianca alla 194. Dal punto di vista scientifico non e' nient'altro che una terapia medica".
"L'importante - sottolinea Vittori - e' che il ricorso a questo strumento venga fatto rispettando in pieno il protocollo previsto dalla legge sull'interruzione di gravidanza. Una legge che ha permesso di trasformare il fenomeno dell'aborto clandestino in un fenomeno sotto controllo della societa' civile".
L'Aifa - Nessuna ingerenza da parte dell'Aifa sulle modalita' di commercializzazione della Ru486. I vertici dell'Agenzia italiana del farmaco precisano di non aver mai "rilasciato dichiarazioni in merito alle modalita' di immissione in commercio del medicinale Ru486" nelle varie regioni italiane, come spiega il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, dopo le notizie diffuse da organi di informazione.
Rasi sottolinea "di non aver rilasciato dichiarazioni in merito alle modalita' di immissione in commercio del medicinale, ma - evidenzia in una nota - di aver spiegato le procedure a carattere generale di dispensazione dei farmaci ospedalieri, le cui modalita' dipendono dalle Regioni che, comunque, con un buon margine di autonomia e con possibili differenze nella tempistica - prosegue - prima o poi li mettono a disposizione dei cittadini".
Il direttore dell'Aifa ribadisce, per chiarezza d'informazione, che per quanto riguarda le modalita' di distribuzione sul territorio del farmaco Ru486 "nessun ruolo e' svolto dall'Aifa poiche' spetta ai Governatori delle Regioni decidere, anche alla luce di quanto e' stato recentemente espresso, con molta chiarezza, dal ministero della Salute".
"Dal punto di vista formale penso che quella di Cota sia un'esternazione senza contenuto giuridico. Anche lui deve imparare a governare rispettando le leggi".
Lo dichiara Eleonora Artesio, ex assessore alla Tutela della salute e sanita' del Piemonte, che cosi' commenta le dichiarazioni del neo-presidente Roberto Cota sulla pillola abortiva Ru486.
"Gia' alcuni direttori generali - spiega Artesio - hanno sostenuto che cio' non e' possibile: una volta fatti gli ordini e immagazzinati i prodotti, infatti, non si puo' renderli indisponibili.
Anche l'Aifa ha dichiarato che al massimo potranno esserci cattive gestioni nei tempi di erogazione, ma non indisponibilita': ogni farmaco registrato deve essere accessibile", precisa l'ex assessore.
"C'e', purtroppo - continua - un clima di intimidazione troppo forte rivolto ai medici. Il rischio e' quello di far trascorrere troppo tempo, introducendo delle modalita' di carattere burocratico per le quali le persone non riescono ad accedere" al farmaco "perche' sono superati i termini" per il suo utilizzo. "Questa sarebbe una modalita' ipocrita e perfida - dice Artesio - ma possibile, stando a questo tipo di dichiarazioni. E poi l'altra modalita' che io trovo vergognosa e' il decidere, al di fuori di una legge e in virtu' del potere politico, in modo quindi arbitrario, che cosa devono fare le persone. Da parte mia credo che, se venisse lesa la liberta' delle persone, dovremmo, associazioni e gruppi consiliari, procedere addirittura per via legale".
Roberta Agostini, responsabile Salute e conferenza delle donne della segreteria nazionale del Pd, ha criticato la posizione di maggioranza e governo sulla pillo Ru486. "Cio' che risulta davvero offensivo nella crociata di governo e maggioranza contro la Ru486 e' la presunzione che in questo modo si banalizzarebbe l'aborto", ha dichiarato in una nota, "per fortuna, le donne italiane sono piu' intelligenti di quello che pensa questa maggioranza e sanno che un aborto non e' mai banale".
"Il neoeletto presidente Cota, il sottosegretario Roccella e oggi il senatore Gasparri abbiano il coraggio di dire la verita', e cioe' che dietro l'accanimento contro la Ru486 si nasconde l'attacco alla legge 194, una buona legge che ha diminuito il numero degli aborti in Italia", ha detto Agostini.
"Altro che vittoria dell'amore, questo e' odio, ma per le donne", ha insistito, "anziche' scagliarsi contro la pillola abortiva e contro l'Agenzia del farmaco - che ha giustamente ribadito che le Regioni possono scegliere tempi e modalita' della distribuzione ma non possono impedire l'erogazione - il sedicente 'governo della vita' potrebbe aumentare i fondi destinati ai consultori, l'unico vero presidio sul territorio per la prevenzione e contro la diffusione del ricorso all'interruzione di gravidanza".
"La verita' e' che la battaglia di maggioranza e governo contro la Ru486, un farmaco utilizzato da anni nel resto d'Europa, e' tutta ideologica e pregiudiziale ed e' compiuta sulla pelle delle donne", ha concluso.
ZAIA FA IL BIS: NEGLI OSPEDALI DEL VENETO NON SARA' MAI UTILIZZATA - Dopo il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, anche Luca Zaia, neo governatore del Veneto, dice no alla pillola abortiva, Ru 486, che da oggi sarebbe dovuta essere disponibile su tutto il territorio italiano.
"Per quel che ci riguarda non daremo mai l'autorizzazione per poter trovare questa pillola nei nostri ospedali - dice Zaia intervistato da Rcd - la mia attività amministrativa sarà volta ad evitare assolutamente che venga diffusa. Il percorso da seguire in questi casi non deve mai portare all'abbandono di una vita umana".
Una scelta politica chiara, legata a motivazioni di ordine etico: "Ognuno risponde alla sua coscienza e io alla mia" si limita a spiegare il neo governatore. La linea di Cota, dunque, trova un'importante sponda in un altra regione governata dalla Lega, anche se Zaia precisa: "Diciamo che questa è la linea del Veneto, non possiamo che confermare una linea che abbiamo sempre avuto".
IL PDL ALL'ATTACCO DELL'AIFA - 'Anche dal risultato delle regionali arrivano notizie negative per il partito della morte. La pillola abortiva Ru 486 non circolera' facilmente. E questa e' una buona notizia'. Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.
'L'obbligo del ricovero e' stato ribadito dal Senato e dal Consiglio superiore della sanita'. La banalizzazione dell'aborto e' stata sconfitta. In questo contesto sorprende la fastidiosa insistenza del direttore dell'Aifa Rasi su questi temi. Travalica il suo ruolo tecnico e sembra piu' un piazzista di farmaci che un garante di regole. Il suo atteggiamento insospettisce. Ci vuole un po' di trasparenza anche all'Aifa. Ci occuperemo di questo problema perche' allo stato ci sono troppe cose che non quadrano. Gli interessi sono forti. E non tutti appaiono terzi nei loro ruoli. Rasi potrebbe essere la persona sbagliata al posto sbagliato'.
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