Ru486, a Trento respinte mozioni per ricovero obbligatorio donne
Le due proposte di mozione sull'istituzione di una commissione di studio sulla sperimentazione della pillola Ru486 presentate ieri mattina in Consiglio provinciale a Trento e votate separatamente sono state respinte con 18 voti contrari, 12 favorevoli e 1 astenuto (Filippin).L'assessore provinciale alla sanita' Ugo Rossi nel suo intervento ha ritenuto importante richiamare prima di tutto l'attuale procedura messa in atto da protocollo per l'aborto con assunzione di Ru486 nel dipartimento di ginecologia e ostetricia del Santa Chiara di Trento. 'La prima fase - ha spiegato - prevede un colloquio con la donna, in cui vengono date informazioni sulle alternative cliniche e sulla metodica medica e sugli effetti collaterali della terapia farmacologia. Dopo l'assunzione della pillola il protocollo prevede la permanenza in day hospital. Dopo quattro ore la donna puo' tornare a casa, il secondo giorno si puo' telefonare o andare in ospedale in qualsiasi momento, il quarto giorno la donna torna in ospedale, dove rimane fino all'espulsione. A distanza di dieci giorni c'e' l'obbligo di tornare in ospedale per verificare ulteriori problemi, infine si deve compilare un formulario anonimo redatto in collaborazione anche con l'universita''. Rossi ha aggiunto che la questione sulla pericolosita' del farmaco, quindi sulla possibilita' o meno di uso ospedaliero, 'e' stata risolta dall'organo superiore deputato a fare indagini ad hoc, l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), che ha emesso infatti l'autorizzazione a commercializzarla con un provvedimento nel 9 dicembre 2009. Ora quindi non c'e' sperimentazione, ma impiego regolare'.
'La procedura adottata prevede il ricovero, inteso anche come day hospital' ha detto in conclusione l'assessore, dichiarando non accoglibile la mozione, anche in rispetto della legge sull'aborto.
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