Sindacati critici sul piano industriale di Telecom Italia
Il Coordinamento Nazionale delle RSU di Telecom Italia ha ribadito le critiche alle scelte sbagliate del management, che deve modificare i propri atteggiamenti, ed ha indicato i "paletti" in termini di garanzie occupazionali, organizzative e professionali indispensabili per poter discutere seriamente del futuro della principale azienda di tlc del paese. E' quanto emerso al termine del Coordinamento Nazionale delle RSU di Telecom Italia. Con un ordine del giorno approvato all'unanimita', sono state indicate le condizioni e le garanzie necessarie in vista di un possibile confronto sul futuro di Telecom.
"Stara' ora a Telecom Italia dimostrare o meno la reale volonta' di ricercare un accordo con il sindacato", dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL. "Sin dal primo giorno di mobilitazione e poi nel confronto con Telecom tenutosi a fine luglio, come sindacato abbiamo posto la condizione di non discutere meramente della gestione di eventuali esuberi, ma di inserire il tutto dentro una piu' generale trattativa in grado di garantire a tutti i dipendenti Telecom Italia un futuro certo e una visibilita' sulle strategie organizzative, occupazionali e industriali del gruppo per i prossimi anni. Questo anche alla luce delle profonde trasformazioni del mercato e della stessa rete Telecom, oggi al centro di un'ampia consultazione pubblica che impattera' sul futuro dei 20 mila lavoratori di Open Access, sulle integrazioni con le aree di Network e customer e, conseguentemente, sull'intera azienda". "Troppe voci si sono inseguite, troppe sono le incertezze anche dentro parte del management di Telecom Italia, troppi coloro che vivono alla giornata. Occorre - continua Genovesi - anche in coerenza con gli impegni presi da Telecom verso l'AGCOM e gli altri operatori, che l'azienda dia garanzie reali e dimostri la propria volonta' di investire sul rilancio industriale di Telecom e sulla vocazione di grande carrier. Occorre garantire l'unitarieta' dell'attuale perimetro di Telecom Italia e le sue integrazioni funzionali per i prossimi anni contro qualsivoglia esternalizzazione futura o spezzatino della societa'". "Questo si puo' fare - prosegue il sindacalista - solo intervenendo sulle tipologie e qualita' degli interventi sulla rete da affidare alla manodopera interna, valorizzando ulteriormente i customer interni verso le principali tipologie di clienti, investendo sulle attivita' interne di supporto necessarie, l'informatica e sul ruolo della ricerca. Occorre accompagnare la riorganizzazione dell'azienda con un nuova occupazione, con l'immissione di nuove figure e nuovi giovani lavoratori nelle diverse aree, nei customer e soprattutto nella rete. Non solo per garantire le coperture minime ed i presidi necessari in termini di qualita' del servizio, centralita' del cliente, sicurezza delle infrastrutture; non solo per dimostrare che gli impegni assunti in sede di AGCOM saranno rispettati, ma anche per favorire il graduale passaggio dalla vecchia alla nuova rete trasmissiva.
"Occorre un intervento straordinario volto a garantire non solo le professionalita' acquisite che non possono essere disperse ma anche e soprattutto per formare e riconoscerne di nuove e a maggior valore, anche attraverso un percorso negoziale specifico. Occorrono cioe' accanto a investimenti su tecnologie e nuovi servizi, investimenti e valorizzazione della forza lavoro e, conseguentemente, solo dentro questo quadro, con le necessarie certezze organizzative, si potra' discutere del migliore equilibrio occupazionale necessario per assicurare efficienza ed efficacia all'azienda e quindi un rilancio di Telecom Italia".
"In sintesi - conclude il sindacalista - la questione per il Sindacato, come ben delineato nel documento finale approvato dal Coordinamento stesso, non e' mai stata quella di essere a favore o contro pregiudizialmente ad una trattativa o anche ad un'ipotesi di accordo, ma il merito ed i livelli di garanzie e certezze che il management Telecom e' pronto a prendersi verso tutti i lavoratori per i prossimi anni. Stara' all'azienda, che finora a dimostrato scarsa attenzione ad un modello relazione positivo, fare le ore le proprie scelte, dimostrando con i fatti che ha una strategia per il futuro".
"Stara' ora a Telecom Italia dimostrare o meno la reale volonta' di ricercare un accordo con il sindacato", dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL. "Sin dal primo giorno di mobilitazione e poi nel confronto con Telecom tenutosi a fine luglio, come sindacato abbiamo posto la condizione di non discutere meramente della gestione di eventuali esuberi, ma di inserire il tutto dentro una piu' generale trattativa in grado di garantire a tutti i dipendenti Telecom Italia un futuro certo e una visibilita' sulle strategie organizzative, occupazionali e industriali del gruppo per i prossimi anni. Questo anche alla luce delle profonde trasformazioni del mercato e della stessa rete Telecom, oggi al centro di un'ampia consultazione pubblica che impattera' sul futuro dei 20 mila lavoratori di Open Access, sulle integrazioni con le aree di Network e customer e, conseguentemente, sull'intera azienda". "Troppe voci si sono inseguite, troppe sono le incertezze anche dentro parte del management di Telecom Italia, troppi coloro che vivono alla giornata. Occorre - continua Genovesi - anche in coerenza con gli impegni presi da Telecom verso l'AGCOM e gli altri operatori, che l'azienda dia garanzie reali e dimostri la propria volonta' di investire sul rilancio industriale di Telecom e sulla vocazione di grande carrier. Occorre garantire l'unitarieta' dell'attuale perimetro di Telecom Italia e le sue integrazioni funzionali per i prossimi anni contro qualsivoglia esternalizzazione futura o spezzatino della societa'". "Questo si puo' fare - prosegue il sindacalista - solo intervenendo sulle tipologie e qualita' degli interventi sulla rete da affidare alla manodopera interna, valorizzando ulteriormente i customer interni verso le principali tipologie di clienti, investendo sulle attivita' interne di supporto necessarie, l'informatica e sul ruolo della ricerca. Occorre accompagnare la riorganizzazione dell'azienda con un nuova occupazione, con l'immissione di nuove figure e nuovi giovani lavoratori nelle diverse aree, nei customer e soprattutto nella rete. Non solo per garantire le coperture minime ed i presidi necessari in termini di qualita' del servizio, centralita' del cliente, sicurezza delle infrastrutture; non solo per dimostrare che gli impegni assunti in sede di AGCOM saranno rispettati, ma anche per favorire il graduale passaggio dalla vecchia alla nuova rete trasmissiva.
"Occorre un intervento straordinario volto a garantire non solo le professionalita' acquisite che non possono essere disperse ma anche e soprattutto per formare e riconoscerne di nuove e a maggior valore, anche attraverso un percorso negoziale specifico. Occorrono cioe' accanto a investimenti su tecnologie e nuovi servizi, investimenti e valorizzazione della forza lavoro e, conseguentemente, solo dentro questo quadro, con le necessarie certezze organizzative, si potra' discutere del migliore equilibrio occupazionale necessario per assicurare efficienza ed efficacia all'azienda e quindi un rilancio di Telecom Italia".
"In sintesi - conclude il sindacalista - la questione per il Sindacato, come ben delineato nel documento finale approvato dal Coordinamento stesso, non e' mai stata quella di essere a favore o contro pregiudizialmente ad una trattativa o anche ad un'ipotesi di accordo, ma il merito ed i livelli di garanzie e certezze che il management Telecom e' pronto a prendersi verso tutti i lavoratori per i prossimi anni. Stara' all'azienda, che finora a dimostrato scarsa attenzione ad un modello relazione positivo, fare le ore le proprie scelte, dimostrando con i fatti che ha una strategia per il futuro".
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