Spagna. Il Governo Zapatero approva la clonazione terapeutica
Il governo spagnolo includera' la clonazione terapeutica in un progetto di legge sulla biomedicina sotto una stretta supervisione. La vicepremier, Maria Teresa Fernandez de la Vega, e la ministra della Sanita', Elena Salgado, hanno annunciato che il consiglio dei ministri ha approvato il 24 marzo un rapporto sul progetto di legge che include la clonazione terapeutica e la creazione di banche di materiale biologico.
La nuova legge regolera' anche le banche di materiale biologico, cioe' i sistemi di immagazzinamento di campioni biologici o genetici, per offrire le massime garanzie di protezione e privacy, hanno spiegato gli esponenti del governo socialista.
La clonazione, secondo la bozza preliminare, sara' sottoposta allo stretto controllo di un Comitato di garanzia che dovra' esaminare ogni caso concreto e decidere se concedere o meno il permesso per l'uso della tecnica autorizzata attualmente in Europa solo da Gran Bretagna, Svezia e Belgio ma nel mondo anche da Australia, Giappone, Corea, Israele e Singapore. E' consentita anche negli Stati Uniti, ma senza l'impiego di fondi pubblici federali.
Il testo preliminare approvato dovra' ora essere discusso dalle associazioni scientifiche e dalle regioni per poi tradursi in un progetto di legge che dovra' essere approvato di nuovo dal governo prima di essere dibattuto in parlamento. Il ministro Salgado ha spiegato che la legge vuole "offrire garanzia giuridica e legale per i progressi della scienza", ma allo stesso tempo porre limiti per far prevalere il diritto delle persone. Carlos Martinez, presidente del Consiglio superiore della ricerca scientifica (Csci), ha definito la tecnica di clonazione "uno sviluppo straordinario per facilitare la ricerca nella medicina rigenerativa". Antonio Pellicer, direttore dell'Istituto valenciano sulla infertilita' (Ivi) ha accolto con entusiasmo l'approvazione della bozza preliminare sottolineando tuttavia che resta ancora "molto cammino da percorrere".
La tecnica e' autorizzata in Europa solo da Gran Bretagna, Svezia e Belgio. Il rapporto approvato dovra' successivamente tradursi in un progetto di legge per essere approvato dal governo prima di essere discusso dal parlamento.
- EUROPA - Esistono posizioni variegate e difficili da armonizzare. La Gran Bretagna e' il paese forse piu' all'avanguardia. Il governo di Londra ha varato una legislazione per favorire la ricerca, tracciando pero' chiari confini e richiedendo requisiti di attendibilita' scientifica. Aperta anche la posizione di Svezia, Belgio e Olanda, che permettono la ricerca sugli embrioni e sulle staminali embrionali. In Francia il loro uso e' limitato solo a casi eccezionali e comunque a embrioni creati in provetta a scopo riproduttivo ma non piu' utilizzabili a questo fine. Italia, Germania, Austria e Irlanda, invece, continuano a dire di no a questo tipo di ricerca.
- STATI UNITI: Dall'agosto 2001 e' possibile utilizzare i fondi pubblici federali solo per ricerche sulle linee di cellule staminali embrionali gia' esistenti. Tuttavia da allora molte universita' hanno continuato grazie a fondi privati. E' il caso della californiana Stanford, che ha aperto alla ricerca sulle staminali embrionali nel 2002. In alcuni stati come il Massachusetts tale attivita' e' parzialmente finanziata con fondi pubblici.
- PAESI ASIATICI: Aperti alla clonazione umana a fini terapeutici sono la Cina e la Corea del Sud, dove nel febbraio 2004 e' stato clonato un embrione umano fatto sviluppare fino allo stadio pre-impianto. Apertura anche a Singapore, dove si studiano cellule staminali da utilizzare per studiare malattie umane, in particolare nuove linee cellulari non umane, ma utilizzabili per curare malattie dell'uomo. L'India e' aperta all'uso di ovociti fecondati in sovrannumero. Il Giappone non ha una legge sulla clonazione terapeutica, ma ammette sia l'uso di ovociti fecondati in sovrannumero, sia la possibilita' di importare linee cellulari ottenute da staminali embrionali.
La nuova legge regolera' anche le banche di materiale biologico, cioe' i sistemi di immagazzinamento di campioni biologici o genetici, per offrire le massime garanzie di protezione e privacy, hanno spiegato gli esponenti del governo socialista.
La clonazione, secondo la bozza preliminare, sara' sottoposta allo stretto controllo di un Comitato di garanzia che dovra' esaminare ogni caso concreto e decidere se concedere o meno il permesso per l'uso della tecnica autorizzata attualmente in Europa solo da Gran Bretagna, Svezia e Belgio ma nel mondo anche da Australia, Giappone, Corea, Israele e Singapore. E' consentita anche negli Stati Uniti, ma senza l'impiego di fondi pubblici federali.
Il testo preliminare approvato dovra' ora essere discusso dalle associazioni scientifiche e dalle regioni per poi tradursi in un progetto di legge che dovra' essere approvato di nuovo dal governo prima di essere dibattuto in parlamento. Il ministro Salgado ha spiegato che la legge vuole "offrire garanzia giuridica e legale per i progressi della scienza", ma allo stesso tempo porre limiti per far prevalere il diritto delle persone. Carlos Martinez, presidente del Consiglio superiore della ricerca scientifica (Csci), ha definito la tecnica di clonazione "uno sviluppo straordinario per facilitare la ricerca nella medicina rigenerativa". Antonio Pellicer, direttore dell'Istituto valenciano sulla infertilita' (Ivi) ha accolto con entusiasmo l'approvazione della bozza preliminare sottolineando tuttavia che resta ancora "molto cammino da percorrere".
La tecnica e' autorizzata in Europa solo da Gran Bretagna, Svezia e Belgio. Il rapporto approvato dovra' successivamente tradursi in un progetto di legge per essere approvato dal governo prima di essere discusso dal parlamento.
- EUROPA - Esistono posizioni variegate e difficili da armonizzare. La Gran Bretagna e' il paese forse piu' all'avanguardia. Il governo di Londra ha varato una legislazione per favorire la ricerca, tracciando pero' chiari confini e richiedendo requisiti di attendibilita' scientifica. Aperta anche la posizione di Svezia, Belgio e Olanda, che permettono la ricerca sugli embrioni e sulle staminali embrionali. In Francia il loro uso e' limitato solo a casi eccezionali e comunque a embrioni creati in provetta a scopo riproduttivo ma non piu' utilizzabili a questo fine. Italia, Germania, Austria e Irlanda, invece, continuano a dire di no a questo tipo di ricerca.
- STATI UNITI: Dall'agosto 2001 e' possibile utilizzare i fondi pubblici federali solo per ricerche sulle linee di cellule staminali embrionali gia' esistenti. Tuttavia da allora molte universita' hanno continuato grazie a fondi privati. E' il caso della californiana Stanford, che ha aperto alla ricerca sulle staminali embrionali nel 2002. In alcuni stati come il Massachusetts tale attivita' e' parzialmente finanziata con fondi pubblici.
- PAESI ASIATICI: Aperti alla clonazione umana a fini terapeutici sono la Cina e la Corea del Sud, dove nel febbraio 2004 e' stato clonato un embrione umano fatto sviluppare fino allo stadio pre-impianto. Apertura anche a Singapore, dove si studiano cellule staminali da utilizzare per studiare malattie umane, in particolare nuove linee cellulari non umane, ma utilizzabili per curare malattie dell'uomo. L'India e' aperta all'uso di ovociti fecondati in sovrannumero. Il Giappone non ha una legge sulla clonazione terapeutica, ma ammette sia l'uso di ovociti fecondati in sovrannumero, sia la possibilita' di importare linee cellulari ottenute da staminali embrionali.
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