Martedì 9 giugno 2026
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Staminali del cervello, scoperto gene per la programmazione cellulare e svelato il nepotismo italiano

AMERICHE - USA
Notizia ·
Una scoperta che potrebbe portare a nuove terapie contro tumori al cervello e malattie neurologiche viene annunciata oggi da due ricercatori italiani della Columbia University Medical Center di New York. Antonio Iavarone e Anna Lasorella hanno identificato una nuova e sorprendente funzione per la proteina Huwe1, una molecola che si e' rivelata indispensabile per la corretta programmazione delle cellule staminali del cervello a formare neuroni durante lo sviluppo dell' embrione di topo. La nuova scoperta ha anche rivelato che la stessa proteina viene eliminata durante lo sviluppo dei tumori del cervello piu' maligni che colpiscono bambini e adulti (glioblastoma multiforme).
Durante la formazione del cervello nell'embrione, le cellule staminali che risiedono nel sistema nervoso si dividono ad una velocità molto alta prima di trasformarsi dando origine alle cellule nervose mature, i neuroni. Perché questo processo avvenga in maniera corretta, le proteine che mantengono le cellule nello stato staminale ed immaturo devono essere eliminate. Per capire come una cellula nervosa possa diventare maligna i gruppi del Dott. Iavarone e della Dott.ssa Lasorella sono partiti dallo studio delle cellule staminali normali. In queste cellule, la proteina Huwe1 funziona normalmente in un complesso processo biologico che porta alla distruzione di altre proteine non più necessarie programmando cosi' la formazione di neuroni maturi dalle cellule staminali neurali e impedendo lo sviluppo di tumori nel cervello. La Dott.ssa Lasorella ha potuto dimostrare che nel topo, in assenza di Huwe1, le cellule staminali si moltiplicano in modo incontrollato per cui la formazione dei neuroni è compromessa e lo sviluppo del cervello procede in modo anomalo.
Poiché sia le cellule staminali che le cellule tumorali condividono la capacità di crescere molto rapidamente, il Dott. Iavarone ha ipotizzato che l' attività di Huwe1 possa essere deficitaria nelle cellule dei tumori del cervello nell' uomo. Per testare questa ipotesi il gruppo del Dott. Iavarone ha analizzato e confrontato i livelli di Huwe1 nel cervello normale e nei tumori cerebrali ed ha trovato che l'attività di Huwe1 è molto più bassa nei tumori. La sofisticata analisi dei dati che ha indicato che la attività di Huwe1 è carente nei tumori è stata possibile grazie ad un algoritmo computazionale generato dal Dott. Andrea Califano, il responsabile del Centro di Bioinformatica applicata allo studio dei tumori alla Columbia University di New York.
"La perdita di Huwe1 potrebbe essere una importante tappa nello sviluppo dei tumori cerebrali più maligni, i glioblastomi multiformi, ed una modalità mirata di terapia per questo tipo di tumori potrebbe derivare se riuscissimo ad aumentare la funzione di Huwe1 nelle cellule tumorali," dice la Dott.ssa Lasorella. "Il nostro studio è una conferma di quanto sia necessario capire a fondo la funzione normale di un gene per poterne decifrare il suo ruolo nei tumori umani." dice il Dott. Iavarone. "La manipolazione di Huwe1 nelle cellule staminali del cervello potrebbe consentire una corretta ri-programmazione di queste cellule e permettere la rigenerazione delle cellule neurali che vengono perse nel corso di malattie neurodegenerative. Inoltre, ci aspettiamo che riportando al normale l'attività di Huwe1 nelle cellule dei tumori cerebrali di pazienti in cui Huwe1 è assente potremo fermare la crescita del tumore."
I tumori del cervello sono tra i più devastanti tumori sia nell'adulto che nel bambino.
Secondo l'associazione americana per i tumori cerebrali, i tumori del cervello sono la principale causa di morte causata dal cancro nei pazienti al di sotto di 35 anni. L'incidenza di tumore al cervello è di circa 3 per 100.000 per anno e circa i ? dei pazienti affetti da questa forma di tumore muoiono per la mancanza di cure efficaci. Nei bambini i tumori del cervello sono la forma più comune di cancro dopo la leucemia e sono la causa più frequente di morte da tumore solido. (PT Agency News)

Fuga dal nepotismo: negli Usa scoprono gene anticancro
- Dieci anni fa lasciarono l'Italia perch, soffocati dal nepotismo accademico, oggi festeggiano una scoperta che potrebbe portare a importanti sviluppi nella cura dei tumori cerebrali infantili e nell'impianto di cellule staminali. Antonio Iavarone e la moglie Anna Lasorella sono due pediatri e ricercatori che nel 1999 denunciarono le pressioni nepotistiche subite dal primario di oncologia pediatrica del policlinico Gemelli di Roma e quindi lasciarono l'Italia per gli Stati Uniti. "Solo con questi risultati - ha detto Iavarone in un'intervista a La Repubblica - si dimentica l'amarezza di quello che è successo". Dal suo ufficio alla Columbia University di New York il ricercatore fotografa anche la situazione italiana: "Visto da qui il problema grave è che l'Italia non ha un sistema-ricerca in grado di attrarre i famosi 'cervelli', quale che sia la nazione in cui sono nati".
Iavarone e Lasorella hanno fornito, con la loro ultima scoperta sul gene Huwe1, una leva alla farmacologia per provare ad agire contro alcuni tumori cerebrali infantili e per migliorare gli impianti di cellule staminali. Alla base del loro successo ci sono le condizioni di lavoro offerte dagli Usa: "Uno scienziato - ha spiegato il medico - va dove trova le condizioni migliori per sviluppare le sue indagini, in qualunque luogo del pianeta si trovi. [...] In Italia invece si tende ad appiattire l'eccellenza e a stroncare la competizione col diffusissimo metodo di non riconoscere il merito". Ecco la parola chiave di tutta la vicenda, quella meritocrazia che in molti evocano ma che, almeno nell'opinione del dottor Iavarone, resta ancora una chimera. Alle dichiarazioni sdegnate, infatti, "non segue nulla che vada realmente a incidere sul sistema-ricerca italiano".
Secondo Iavarone il merito è "il segreto principale" del sistema di ricerca americano. "Ma per funzionare il merito deve essere una catena che lega tutti i livelli. Anche chi valuta e decide a chi dare i finanziamenti poi deve rispondere delle sue scelte.
Qui un capo dipartimento ha tutto l'interesse a reclutare i migliori. Se il suo laboratorio non produce risultati se ne va a casa".
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