Staminali contro le lesioni al tendine
Sulla rivista “The American Journal of Sports Medicine” il dr. Haron Obaid di Toronto e' arrivato alla conclusione che la via delle cellule staminali contro la tendinite cronica e' interessante. Ricordando vari tipi di cellule staminali, mette in evidenza quelle mesenchimali impiantate in gran numero in un tessuto dove sono gia' presenti in tempi normali ma in piccola quantita'. Il tendine e' una struttura ipocellulare e ipovascolare che guarisce lentamente, le fibre del tendine sono abitualmente riparate attraverso un tessuto fibroso che non presenta le proprieta' strutturali e funzionali del normale tendine originale: il tessuto cicatrizzato e' meno elastico e meno resistente rispetto a quello normale. Una situazione che aumenta la recidiva di lesioni.Il trattamento di queste condizioni e' quindi una vera sfida, soprattutto perche' i trattamenti attuali come riposo, onde d'urto, fisioterapia, grattarsi... non danno ancora soddisfazione completa. Idealmente i nuovi trattamenti dovrebbero rigenerare i tendini. Inizialmente, l'ipotesi che permetteva di spiegare la riparazione dei tessuti dopo un trattamento con cellule staminali era la loro differenziazione in cellule del tessuto leso e la ripopolazione dell'organo attraverso queste cellule. Ora, il flebile successo del trapianto e la scarsa sopravvivenza delle cellule dopo l'impianto, la rapidita' con cui si manifestano gli effetti benefici e il fatto che un miglioramento della funzione organica e della lesione possono essere riprodotti grazie all'uso di un mezzo senza cellule ma che contiene delle staminali, contraddice questa ipotesi e suggerisce l'intervento di fattori paracrini. Le citochine prodotte dalle cellule staminali saranno anche responsabili dell'aumento dell'angiogenesi, della modulazione immunitaria, di una azione anti-apoptotici e dell'autoguida o homing, che corrisponde alla propreita' delle cellule di migrare specificamente verso un tessuto leso e di differenziarsi.
In conclusione, una tecnica promettente, mai cui contorni devono ancora essere specificati con maggiore precisione per essere poi utilizzata in vasta scala.
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