Staminali. Da quelle del cuore speranze per la cura
Utilizzando cellule della pelle di giovani pazienti colpiti da gravi difetti genetici del cuore, scienziati della Stanford University School of Medicina (Usa) sono riusciti a generare cellule cardiache, dette cardiomiociti, ugualmente 'malate'. Questo ha permesso loro di studiare e caratterizzare il disturbo a livello cellulare per la prima volta al mondo, aprendo la strada a possibili cure.Come riporta la rivista 'Nature', infatti, gli esperti hanno ricreato grazie a queste cellule una sorta di 'cuore in miniatura' e sono riusciti a capire le basi del disturbo, detto sindrome del Qt lungo, che risulta provocato da un minor numero di battiti cardiaci rispetto al normale. Gli studiosi assicurano inoltre di avere identificato un farmaco promettente in grado di combattere questo raro malfunzionamento del cuore, per il quale a oggi non esistono terapie efficaci. L'identificazione e' stata possibile proprio grazie alle cellule create in laboratorio e utilizzate per testare una serie di composti candidati a curare il disturbo.
L'approccio degli scienziati Usa ha previsto la conversione di cellule della pelle in cellule del cuore, mediante la loro riprogrammazione a uno stato simile a quello delle staminali embrionali, in modo da renderle in grado di 'differenziarsi' in una moltitudine di tipi di cellule. Gli scienziati hanno poi portato queste staminali pluripotenti indotte a diventare cellule del cuore.
Lo studio e' molto importante perche' attualmente non esistono metodi alternativi per studiare bene il malfunzionamento del cuore umano a livello cellulare. E ha inoltre previsto l'utilizzo delle cellule iPS, create per la prima volta nel 2006 e considerate da molti scienziati una valida alternativa all'uso delle cellule staminali embrionali.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti