Stato del Vaticano. Il vademecum per i politici cattolici
I politici cattolici devono comportarsi in maniera coerente con la loro fede, qualunque sia il partito politico di militanza, e devono opporsi a tutte quelle leggi che attentano alla vita umana e all'indissolubilita' della famiglia basata sul matrimonio; possono pero' sostenere iniziative legislative volte a limitare danni etici maggiori. E' questo il filo conduttore del documento vaticano diffuso dalla Santa Sede dal titolo: "Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica". Un testo agile, in tutto una quindicina di pagine, redatte dalla Congregazione per la Dottrina della Fede del card. Joseph Ratzinger: la nota dottrinale vuole essere soprattutto un richiamo molto forte ai credenti per un impegno politico coerente con i loro valori morali. In sottofondo traspare la preoccupazione della Santa Sede per il moltiplicarsi, specie nei Paesi dell'Europa occidentale, di leggi, che secondo il pensiero vaticano, tendono a delegittimare in vari modi la dignita' della vita umana (eutanasia, aborto, ricerche genetiche su cellule staminali embrionali umane) e ad erodere le fondamenta della famiglia tradizionale, basata sul matrimonio, equiparandola a forme di unioni fattuali o tra persone dello stesso sesso. A questa graduale apertura i politici cattolici non avrebbero finora risposto in modo compatto e unitario. Da qui, la decisione di stilare il nuovo documento vaticano che appare essere un invito pressante alla coerenza cattolica e un vademecum di comportamento, ma che rimanda, da un punto di vista dottrinale, ad altri testi del Magistero della Chiesa cattolica, dal catechismo alle encicliche papali "Evangelium Vitae" e "Veritatis Splendor".
Tra i primi commenti emerge quello del cardinale Joachim Meisner, secondo il quale "Il documento della Congregazione per la dottrina della fede si dichiara per la pluralita' delle concrete strategie politiche", anche se "sottolinea allo stesso tempo la necessita' di principi etici che per la loro natura e per il ruolo di fondamento della vita sociale non sono negoziabili". Per l'arcivescovo di Colonia il vademecum "richiama alla coscienza la difficile, spesso labile relazione fra autonomia terrena e riferimento a Dio. Non mette cosi' in discussione le strutture democratiche, ma ricorda il loro fondamento, che consiste nel fatto che la democrazia, per sua natura, da una parte deve sempre essere ideologicamente neutrale, e dall'altra non puo' mai essere neutrale dal punto di vista dei valori: la liberta' democratica rappresenta da parte sua un bene, si fonda su convinzioni e valori e li presuppone: un indifferentismo riguardo ai valori portato fino in fondo non e' pertanto la condizione ideale della democrazia, ma la sua morte. Con la sua parola alle società democratiche la Chiesa non intende mettere in discussione il loro carattere laico; essa al contrario esige il proprio diritto democratico anche per se' stessa in un dialogo paritari". Ed ha aggiunto: "Questo documento ha pertanto quel significato ed attualita', che competono solo a riflessioni inattuali". Conclude Meisner dicendo che il documento "non si limita ad esortazioni, ma incoraggia e stimola i cattolici a non nutrire alcun complesso di inferiorita': i cristiani hanno qualcosa da dire, perche' Dio stesso ha affidato loro la sua parola". La Chiesa certo "non intende mettere in discussione il carattere laico delle societa' democratiche", non ha un "fine fondamentalistico", ma ricorda che "proprio le democrazie vivono della coscienza dei valori dei loro cittadini: se pero' tutto ha lo stesso valore, allora tutto diviene sempre piu' anche indifferente".
Netto dissenso invece da parte dei Radicali Italiani, che si soffermano in particolare sul passaggio in cui si chiede la condanna di "tentativi legislativi" che possano interferire con "l'intangibilita' della vita umana". Nella nota della direzione di questo partito si esprime preoccupazione per uno stop alla ricerca scientifica su cellule staminali embrionali e clonazione terapeutica. "Da Ratzinger -si afferma- una morale di morte contro una ricerca per la vita". "Se quanto ordinato oggi dai vescovi avra' degli effetti pratici, questi saranno imputabili innanzitutto ad un Parlamento in perenne funzione servente di Santa Romana Chiesa , un Parlamento peggiore di quello fascista del '29".
Aspro il commento dato anche dalla cattolica Livia Turco, responsabile delle politiche sociali dei Ds, che si dichiara "profondamente delusa e preoccupata" per questo documento "arrogante, aggressivo, che rivela la paura di essere minoranza, un passo indietro rispetto alle splendide parole di Giovanni Paolo II sull'incubo della guerra". In un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa", la Turco sostiene che cio' che non la convince affatto e' l'impostazione di fondo, ossia la concezione striminzita e deturpata della laicita'. La Chiesa e' stata forte e si eì rivelata un formidabile fattore di innovazione quando ha scelto decisamente il dialogo, senza tacciare gli altri di relativismo etico, senza edificare steccati, senza arroccarsi in difesa della propria identita'. Non ha senso limitarsi a tracciare il proprio orticello mentre gli altri minacciano valori universali. Ormai con la clonazione umana si mette in dubbio la base stessa della dignita' del singolo, e per tutta risposta il Vaticano si attarda a dettare le regole del buon politico. Famiglia, bioetica, eutanasia sono temi enormi, che rifuggono la logica del muro contro muro. Gli opposti schieramenti e l'incomunicabilita' producono solo danni. Ora piu' che mai sono indispensabili l'approfondimento e l'ascolto reciproco." Conclude dicendo: "Sono parole ingiustificate, quasi ricattatorie che non trovano alcuna giustificazione. Cosi' la strada indicata dalla nota del cardinale Ratzinger finira' per tradursi in una scelta minoritaria. Lo dico da cattolica e con profondo dolore: agendo in questo modo la Chiesa rischia di diventare sempre piu' minoranza nel Paese."
Tra i principi fondamentali elencati nel documento compaiono:
1) Il dovere per i fedeli cattolici laici a partecipare, ai vari livelli, alla vita politica del loro Paese.
2) L'epoca del partito unico cattolico e' definitivamente tramontata ed e' ammessa la presenza dei cattolici in una pluralita' di organizzazioni sociali.
3) Il pluralismo e il relativismo presenti nelle societa' non esimono tuttavia i cattolici dallo scegliere, tra le opinioni politiche compatibili con la fede, quelle che servono il bene comune in modo piu' compiuto.
4) Non e' compito della Chiesa di formulare soluzioni a questioni politiche specifiche che sono lasciate al giudizio responsabile dei politici.
5) La sfera dell'attivita' civile e politica e' autonoma da quella religiosa ed ecclesiastica, ma non da quella morale.
6) E' obbligo per i politici cattolici opporsi a tutte quelle leggi che attentano alla vita umana e alla famiglia basata sul matrimonio, anche se possono sostenere iniziative legislative per limitare i danni da situazioni in atto (per esempio la legge sulla fecondazione assistita) o a normative precedenti ingiuste da un punto di vista morale.
Tra i primi commenti emerge quello del cardinale Joachim Meisner, secondo il quale "Il documento della Congregazione per la dottrina della fede si dichiara per la pluralita' delle concrete strategie politiche", anche se "sottolinea allo stesso tempo la necessita' di principi etici che per la loro natura e per il ruolo di fondamento della vita sociale non sono negoziabili". Per l'arcivescovo di Colonia il vademecum "richiama alla coscienza la difficile, spesso labile relazione fra autonomia terrena e riferimento a Dio. Non mette cosi' in discussione le strutture democratiche, ma ricorda il loro fondamento, che consiste nel fatto che la democrazia, per sua natura, da una parte deve sempre essere ideologicamente neutrale, e dall'altra non puo' mai essere neutrale dal punto di vista dei valori: la liberta' democratica rappresenta da parte sua un bene, si fonda su convinzioni e valori e li presuppone: un indifferentismo riguardo ai valori portato fino in fondo non e' pertanto la condizione ideale della democrazia, ma la sua morte. Con la sua parola alle società democratiche la Chiesa non intende mettere in discussione il loro carattere laico; essa al contrario esige il proprio diritto democratico anche per se' stessa in un dialogo paritari". Ed ha aggiunto: "Questo documento ha pertanto quel significato ed attualita', che competono solo a riflessioni inattuali". Conclude Meisner dicendo che il documento "non si limita ad esortazioni, ma incoraggia e stimola i cattolici a non nutrire alcun complesso di inferiorita': i cristiani hanno qualcosa da dire, perche' Dio stesso ha affidato loro la sua parola". La Chiesa certo "non intende mettere in discussione il carattere laico delle societa' democratiche", non ha un "fine fondamentalistico", ma ricorda che "proprio le democrazie vivono della coscienza dei valori dei loro cittadini: se pero' tutto ha lo stesso valore, allora tutto diviene sempre piu' anche indifferente".
Netto dissenso invece da parte dei Radicali Italiani, che si soffermano in particolare sul passaggio in cui si chiede la condanna di "tentativi legislativi" che possano interferire con "l'intangibilita' della vita umana". Nella nota della direzione di questo partito si esprime preoccupazione per uno stop alla ricerca scientifica su cellule staminali embrionali e clonazione terapeutica. "Da Ratzinger -si afferma- una morale di morte contro una ricerca per la vita". "Se quanto ordinato oggi dai vescovi avra' degli effetti pratici, questi saranno imputabili innanzitutto ad un Parlamento in perenne funzione servente di Santa Romana Chiesa , un Parlamento peggiore di quello fascista del '29".
Aspro il commento dato anche dalla cattolica Livia Turco, responsabile delle politiche sociali dei Ds, che si dichiara "profondamente delusa e preoccupata" per questo documento "arrogante, aggressivo, che rivela la paura di essere minoranza, un passo indietro rispetto alle splendide parole di Giovanni Paolo II sull'incubo della guerra". In un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa", la Turco sostiene che cio' che non la convince affatto e' l'impostazione di fondo, ossia la concezione striminzita e deturpata della laicita'. La Chiesa e' stata forte e si eì rivelata un formidabile fattore di innovazione quando ha scelto decisamente il dialogo, senza tacciare gli altri di relativismo etico, senza edificare steccati, senza arroccarsi in difesa della propria identita'. Non ha senso limitarsi a tracciare il proprio orticello mentre gli altri minacciano valori universali. Ormai con la clonazione umana si mette in dubbio la base stessa della dignita' del singolo, e per tutta risposta il Vaticano si attarda a dettare le regole del buon politico. Famiglia, bioetica, eutanasia sono temi enormi, che rifuggono la logica del muro contro muro. Gli opposti schieramenti e l'incomunicabilita' producono solo danni. Ora piu' che mai sono indispensabili l'approfondimento e l'ascolto reciproco." Conclude dicendo: "Sono parole ingiustificate, quasi ricattatorie che non trovano alcuna giustificazione. Cosi' la strada indicata dalla nota del cardinale Ratzinger finira' per tradursi in una scelta minoritaria. Lo dico da cattolica e con profondo dolore: agendo in questo modo la Chiesa rischia di diventare sempre piu' minoranza nel Paese."
Tra i principi fondamentali elencati nel documento compaiono:
1) Il dovere per i fedeli cattolici laici a partecipare, ai vari livelli, alla vita politica del loro Paese.
2) L'epoca del partito unico cattolico e' definitivamente tramontata ed e' ammessa la presenza dei cattolici in una pluralita' di organizzazioni sociali.
3) Il pluralismo e il relativismo presenti nelle societa' non esimono tuttavia i cattolici dallo scegliere, tra le opinioni politiche compatibili con la fede, quelle che servono il bene comune in modo piu' compiuto.
4) Non e' compito della Chiesa di formulare soluzioni a questioni politiche specifiche che sono lasciate al giudizio responsabile dei politici.
5) La sfera dell'attivita' civile e politica e' autonoma da quella religiosa ed ecclesiastica, ma non da quella morale.
6) E' obbligo per i politici cattolici opporsi a tutte quelle leggi che attentano alla vita umana e alla famiglia basata sul matrimonio, anche se possono sostenere iniziative legislative per limitare i danni da situazioni in atto (per esempio la legge sulla fecondazione assistita) o a normative precedenti ingiuste da un punto di vista morale.
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