Giovedì 11 giugno 2026
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Studio: in carcere quasi nove bambini su dieci vaccinati incorrettamente

U.E. - ITALIA
Notizia ·
In carcere non piu' del 14% dei bambini e' correttamente vaccinato. Lo evidenzia uno studio pubblicato sull'ultimo numero dello Scandinavian Journal of Public Health, curato dai medici dell'Istituto di Clinica pediatrica dell'Universita' Cattolica - Policlinico Agostino Gemelli di Roma che per la prima volta sono entrati nella Casa di reclusione di Roma Rebibbia, dove si concentra la maggioranza di sfortunati bambini, figli di recluse, per valutarne le condizioni di salute.
Loro non vanno al parco il fine settimana. O al mare d'estate. Non ricevono regali sotto l'albero a Natale. Loro, il sole lo vedono solo a scacchi. Fino a prima dell'indulto (2006), erano un centinaio i bambini sotto i tre anni che vivevano in carcere, assieme alle loro madri che stanno scontando una pena detentiva o sono in attesa di giudizio.
Oggi sono un po' meno. La legge prevede che, per evitare il dramma della separazione madre-neonato, queste mamme possano portare con se' i bambini in apposite aree nido del carcere.
Rimangono pero' le difficolta' dei piccoli che vivono in una situazione cosi' poco accogliente.
'Quando abbiamo iniziato questo lavoro', spiega Pietro Ferrara, ricercatore dell' Istituto di Clinica pediatrica dell'Universita' Cattolica - Policlinico Agostino Gemelli di Roma e principale autore dell'articolo, 'grazie alla collaborazione della Direzione del carcere di Rebibbia, abbiamo avuto accesso a tutte le cartelle cliniche dei bambini che erano passati dal carcere nel corso di un anno e mezzo, dall'inizio del 2003 a meta' 2005'. E aggiunge: 'Nei bambini italiani il tasso di copertura vaccinale e' circa del 100%, cioe' quasi tutti sono stati correttamente vaccinati. I figli di immigrati, che scontano maggiori difficolta' logistiche e culturali, raggiungono comunque oltre l'80%. Certo, parliamo di pochi bambini come numeri assoluti, ma non dimentichiamo il pericolo che corrono questi piccoli'.
Nonostante tutto, Pietro Ferrara e i suoi colleghi pediatri sono molto ottimisti. 'Innanzitutto perche' abbiamo verificato che all'interno del carcere oggi esiste un buon livello di assistenza sanitaria', dice Ferrara. 'E poi si fa una grande opera di prevenzione. Si spiega alle mamme come funziona lo svezzamento, si adegua lo stato vaccinale, e di fatto la percentuale di bambini vaccinati raddoppia. Certo, si puo' ancora migliorare, ma ricordiamo che i bambini hanno una permanenza molto variabile all'interno della casa circondariale, e non si riescono a seguire tutti nel tempo.
L'idea comunque e' di cercare di estendere anche alle mamme in carcere il concetto dei 'bilanci di salute', quegli incontri regolari che si fanno col pediatra per valutare la salute del bambino, per parlare di prevenzione e dare consigli ai genitori'.
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