Sud Africa. Poca fiducia negli scienziati e gap tecnologici spingono l'Africa verso il no
Il consiglio generale dell'Africa Union si sta riunendo in questi giorni per stabilire una posizione comune fra gli Stati africani sulla clonazione umana, riproduttiva e terapeutica.
Entro settembre i membri del consiglio sperano di giungere ad una conclusione definitiva, che sara' presentata in occasione del meeting della World Health Organisation- Afro (WHO). Secondo Bience Gawanas, commissario per gli Affari Sociali, "i Ministri della Sanita' degli Stati membri stanno gia' discutendo sulla faccenda. Ma occorre anche capire che l'Africa deve affrontare in contemporanea altri problemi di gravita' inaudita come l'AIDS o il controllo delle nascite".
Il tema clonazione e' approdato nelle aule del consiglio africano lo scorso maggio, quando il vice ministro degli Esteri sudafricano Aziz Pahad ha sottoscritto una lettera in cui richiedeva che l'argomento venisse messo in agenda. La lettera, indirizzata principalmente al Presidente della commissione Alpha Konare, spiegava la posizione generale degli africani sulla questione clonazione, mettendo in guardia i legislatori da alcuni potenziali pericoli. La ricerca sulle cellule staminali embrionali infatti, da un lato potrebbe aiutare milioni di vittime di malattie degenerative; dall'altro invece, in un continente cosi' devastato come l'Africa, rischia di creare meccanismi difficili. Le donne in particolare sono convinte che la scienza sfruttera' i loro embrioni per il benessere dei Paesi occidentali lasciandole in balia di insulse ricompense. Secondo Pahad inoltre, il gap tecnologico e conoscitivo che caratterizza molti Stati africani, potrebbe rivelarsi un'arma impropria per ricercatori senza scrupoli che laggiu' troverebbero terreno libero e senza controllo.
A settembre comunque, dopo che il consiglio avra' ascoltato il comitato islamico, sapremo la decisione definitiva.
Entro settembre i membri del consiglio sperano di giungere ad una conclusione definitiva, che sara' presentata in occasione del meeting della World Health Organisation- Afro (WHO). Secondo Bience Gawanas, commissario per gli Affari Sociali, "i Ministri della Sanita' degli Stati membri stanno gia' discutendo sulla faccenda. Ma occorre anche capire che l'Africa deve affrontare in contemporanea altri problemi di gravita' inaudita come l'AIDS o il controllo delle nascite".
Il tema clonazione e' approdato nelle aule del consiglio africano lo scorso maggio, quando il vice ministro degli Esteri sudafricano Aziz Pahad ha sottoscritto una lettera in cui richiedeva che l'argomento venisse messo in agenda. La lettera, indirizzata principalmente al Presidente della commissione Alpha Konare, spiegava la posizione generale degli africani sulla questione clonazione, mettendo in guardia i legislatori da alcuni potenziali pericoli. La ricerca sulle cellule staminali embrionali infatti, da un lato potrebbe aiutare milioni di vittime di malattie degenerative; dall'altro invece, in un continente cosi' devastato come l'Africa, rischia di creare meccanismi difficili. Le donne in particolare sono convinte che la scienza sfruttera' i loro embrioni per il benessere dei Paesi occidentali lasciandole in balia di insulse ricompense. Secondo Pahad inoltre, il gap tecnologico e conoscitivo che caratterizza molti Stati africani, potrebbe rivelarsi un'arma impropria per ricercatori senza scrupoli che laggiu' troverebbero terreno libero e senza controllo.
A settembre comunque, dopo che il consiglio avra' ascoltato il comitato islamico, sapremo la decisione definitiva.
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