Svezia, Danimarca e Norvegia reintroducono i controlli alle frontiere per il rischio sabotaggi
Questa volta i migranti apparentemente non c’entrano. La Svezia, la Danimarca e la Norvegia hanno notificato alla Commissione la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne dell’area Schengen per la minaccia di «possibili azioni di sabotaggio», secondo la notifica inviata dal governo di Copenaghen. Le motivazioni dei tre paesi sono sostanzialmente le stesse. «Minacce alla sicurezza e preoccupazioni per la gestione delle frontiere esterne, legate alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e alle connesse minacce ibride», ha detto la Svezia. «Una minaccia generale persistente che colpisce il settore energetico, con rischi di sabotaggio», ha detto la Norvegia.
I controlli entreranno in vigore dal 12 novembre per sei mesi. C’è «un crescente rischio di sabotaggi contro la Svezia e altri Stati membri dell’UE — un pericolo su cui il servizio di sicurezza ha recentemente lanciato un allarme», ha dichiarato il ministro svedese della Giustizia, Gunnar Strömmer. Mercoledì il servizio di sicurezza interna Säpo ha avvertito che il rischio di sabotaggi russi in Svezia è aumentato negli ultimi mesi. C’è anche un’altra spiegazione alla decisione di introdurre il rischio di sabotaggi nelle notifiche per sfruttare le deroghe alla libera circolazione di Schengen. Ogni due anni le ragioni per i controlli alle frontiere interne devono cambiare, salvo correre il rischio di una procedura di infrazione da parte della Commissione. La Svezia mantiene i controlli dalla crisi dei rifugiati del 2015. Nel 2024 aveva motivato la deroga con l’aumento della criminalità organizzata.
(Il Mattinale europeo)