Domenica 27 settembre 2026
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Terapia di coppia con MDMA: il mercato clandestino cresce dopo il 7 ottobre

ASIA - ISRAELE
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Vitaly Gariev - Unsplash
Foto: Vitaly Gariev — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

In Israele si sta diffondendo una pratica di terapia di coppia che utilizza MDMA, il principio attivo dell'ecstasy, per superare risentimenti accumulati e barriere emotive nelle relazioni. Si tratta di un fenomeno clandestino, perché la sostanza resta illegale nel paese, ma sempre più coppie in crisi decidono comunque di affidarsi a terapeuti che operano fuori da ogni cornice legale. A riportarlo è Ynetnews.

 

Il dottor Itamar Cohen, ricercatore sulle sostanze psichedeliche e membro del British Institute of Psychedelic Therapy, spiega che l'unica strada legale per accedere a questo tipo di trattamento sarebbe partecipare a una ricerca supervisionata. Il problema è che i posti disponibili negli studi clinici sono limitati, mentre la domanda da parte di chi cerca una soluzione ai propri problemi di coppia è molto più ampia. Secondo Cohen molte persone ragionano così: dato che assumono comunque MDMA in contesti ricreativi, perché non provare a inserirla in un percorso terapeutico, anche se non regolamentato. Cohen sottolinea inoltre che il divieto riguarda quasi tutto il mondo occidentale, con la parziale eccezione dei Paesi Bassi, dove una particolare interpretazione della legge consente l'uso terapeutico dei tartufi, un fungo dalle proprietà psichedeliche.

 

Lo psichiatra riferisce che il numero di persone che si rivolgono a lui raccontando di aver seguito trattamenti clandestini con esiti positivi non è affatto trascurabile, e che questa tendenza sarebbe aumentata dopo lo scoppio della guerra a Gaza. A confermarlo, secondo l'articolo, sono anche i dati più generali sull'uso di sostanze psichedeliche raccolti dall'Israel Center on Addiction, guidato dal professor Shaul Lev-Ran, che ha registrato un balzo significativo dopo il 7 ottobre 2023. Prima della pandemia di Covid, circa un adulto israeliano su dieci aveva provato o utilizzava droghe illegali; durante la pandemia la quota è salita a uno su sette; dopo l'inizio della guerra ha raggiunto uno su quattro.

 

Gli esperti concordano su un punto: il trattamento con MDMA, se condotto in un contesto non regolamentato e privo di supervisione professionale adeguata, comporta rischi concreti. Da un lato la sostanza può favorire la comunicazione di coppia abbassando le inibizioni, grazie all'azione su ossitocina, serotonina e dopamina, sostanze coinvolte nei meccanismi di legame affettivo e benessere. Dall'altro lato, proprio l'abbassamento delle difese psicologiche può portare a galla verità dolorose e difficili da gestire senza un accompagnamento clinico adeguato, con il rischio concreto di sviluppare dipendenza o di subire danni psicologici duraturi.

L'articolo ricostruisce anche le origini storiche di questo utilizzo della sostanza in ambito terapeutico. L'MDMA venne introdotta nella pratica psicoterapeutica già negli anni Settanta, grazie al lavoro del chimico Alexander Shulgin, che la risintetizzò, e dello psicoterapeuta Leo Zeff, che ne promosse l'impiego clinico prima ancora che diventasse una sostanza illegale. Solo nel 1985 l'MDMA venne inserita tra le sostanze proibite negli Stati Uniti, spingendone l'uso terapeutico nella clandestinità, dove di fatto è rimasto per decenni in molte parti del mondo.

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