Martedì 9 giugno 2026
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Testamento biologico: Sacconi fiducioso su legge contro le volonta' anticipate dei pazienti

U.E. - ITALIA
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"La Camera e' piu' che mai in grado di farlo in tempi ragionevoli". Cosi' il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine di un convegno sul Mezzogiorno, replica a chi gli chiede di esprimersi sui tempi di approvazione della legge relativa al testamento biologico. Puo' essere approvato a larga maggioranza? "Credo di si'", dice Sacconi.
Sulla possibilita' di mettere la fiducia sul provvedimento, Sacconi taglia corto: "Non e' il momento di parlarne, non e' all'ordine del giorno".

"Alla Camera non faremo la fotocopia del testo sul testamento biologico approvato al Senato.
Dobbiamo costruire un nuovo inizio nella elaborazione della legge e sarebbe saggio se assumessimo come punto di partenza il documento approvato nel recente convegno dei medici a Terni, che chiedeva al legislatore di intervenire su questa materia formulando un diritto mite". Lo ha detto Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
"Ci sono momenti - prosegue Turco - in cui l'esercizio piu' alto della politica e' quello dell'ascolto. Tanto piu' quando si tratta di temi delicati come quelli della vita e della morte sui quali e' necessario cercare un bilanciamento tra i valori in gioco. Nel caso delle dichiarazioni anticipate i valori da bilanciare sono la volonta' della persona e la tutela della sua vita. Bilanciamento tanto piu' difficile da realizzare quando la persona e' un malato grave incosciente o in stato vegetativo. Il paziente non puo' vedersi sottratti diritti e cure. La strada da seguire, percio', e' quella di valorizzare la relazione di cura tra il medico e il paziente, il fiduciario e i familiari. Compito del legislatore e' quello di favorire, e non ostacolare, la relazione di cura tra medico e paziente che si basa sulla autonomia decisionale della persona adeguatamente informata e sulla autonomia e responsabilita' del medico".
Per questo, "come chiedono i medici, la strada che sul piano legislativo puo' essere percorsa e' quella che si limita a definire la cornice di legittimita' giuridica sulla base dei diritti della persona costituzionalmente protetti, senza invadere l'autonomia del paziente e quella del medico, prefigurando tipologie di trattamenti disponibili e non disponibili nella relazione di cura".

Cittadinanzattiva chiede "con urgenza di bloccare l'iter di approvazione del disegno di legge sul fine vita, in calendario alla Camera la prossima settimana".
Una richiesta messa nero su bianco in una lettera inviata oggi al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, al presidente della Camera Gianfranco Fini, ai componenti della Commissione Affari sociali di Montecitorio, al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e al viceministro Ferruccio Fazio.
"Prima di raggiungere qualsiasi decisione a livello politico - si legge nella lettera a firma di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - crediamo che sia necessaria una pausa di riflessione, una 'moratoria' che colmi l'area di incertezza, anche scientifica, intorno a questioni cosi' delicate. E' indispensabile, infatti, avere maggiore conoscenza dei fenomeni e raccogliere i dati necessari per operare scelte e decisioni". L'associazione e' convinta che "prima di arrivare a una legge condivisa sul bio-testamento, inoltre, occorra garantire la qualita' della vita e dell'assistenza socio-sanitaria attraverso la definizione e l'adeguamento dei Livelli essenziali di assistenza". Inoltre, si sottolinea che "l'eccesso di tutela non deve contrastare il diritto alla libera scelta in particolar modo nel passaggio dalla condizione di 'capace' a quella di 'incapace'".
Ai rappresentanti delle Istituzioni viene inviato in allegato il 'Testamento biologico dal punto di vista civico', il documento messo a punto al seminario promosso da Cittadinanzattiva su questo tema il 20 marzo scorso, per avviare un confronto tra associazioni di pazienti, notai, medici.
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