Testamento biologico. Scontro Mpv-Radicali sul caso Ravasin
Il Movimento per la vita critica i radicali sui temi della fine della vita e del testamento biologico. "Tra le pieghe della cronaca di questi giorni - afferma in un comunicato il presidente Carlo Casini - riconosciamo lo schema ormai sperimentato, consolidato e abusato del pressing radicale sulle istituzioni. Un cocktail di elementi emotivi, di strumentalizzazione della sofferenza delle persone e di spettacolarizzazione di situazioni di fatto costruite ad arte".
"Il caso, doloroso, di Paolo Ravasin, malato di Sla, che ripercorre passo passo quello, altrettanto tragico, di Welby; le firme raccolte a Roma (in verità numericamente un`inezia!) che servono a richiedere una cosa che già esiste (già ora tutti possono esprimere i propri desideri in qualsiasi forma); le uscite ad effetto di Veronesi... tutte manovre orchestrate che servono solo a far sentire la pressione sui deputati che dovranno nei prossimi giorni esaminare la legge sul Fine vita già approvata dal Senato. In mancanza di argomenti ragionevoli - prosegue Casini, europdeputato dell'Udc - si tenta, ancora una volta di affermare la 'ragione della lobby'. Noi preferiamo invece muoverci come 'lobby della ragione' e per questo abbiamo fatto arrivare a tutti i parlamentari le nostre riflessioni sulla materia che prescindendo da argomentazioni religiose o ideologiche si appellano soltanto ed esclusivamente alla logica, laicissima, della ragione. L`augurio - conclude Casini - è che i deputati seguano questa logica senza cedere al ricatto ed all`intimidazione di un`avanguardia culturale che, come il referendum sulla legge 40 ha dimostrato, è largamente minoritaria nel Paese reale e nell`urna elettorale".
La cosiddetta 'logica della ragione' che il Movimento per la Vita dice di rappresentare dovrebbe essere, in realta', chiamata 'logica della mistificazione'. Lo dice in una nota Alessandro Capriccioli, dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sul caso di Paolo Ravasin, malato di sla. "Parlare del caso Ravasin definendolo una 'situazione di fatto costruita ad arte', mentre in realta' si tratta della drammatica situazione di un malato che chiede il rispetto della propria volonta', affermare che 'gia' ora tutti possono esprimere i propri desideri', omettendo di aggiungere che e' in corso di approvazione una legge che consentira' pure di esprimere le proprie intenzioni, ma poi vietera' che esse vengano realizzate, sostenere di voler prescindere da 'argomentazioni religiose o ideologiche', quando proprio in base a criteri di quel tipo ci si ostina a negare agli individui il diritto all'autodeterminazione e alla liberta' di scelta, mette in luce - aggiunge Capriccioli - la strategia che caratterizza le dichiarazioni di questi giorni del fronte integralista. Una strategia basata su affermazioni tutt'altro che chiare, che in teoria sostengono di voler disciplinare una materia, quella del testamento biologico, ma nella pratica la proibiscono, per impedire agli individui di essere sovrani sul loro corpo e sulla loro vita. Quanto all'affermazione secondo cui la cosiddetta 'avanguardia culturale' che chiede il rispetto dei diritti civili sarebbe largamente minoritaria nel paese, il Presidente Casini farebbe meglio a dare un'occhiata ai sondaggi - conclude Capriccioli - si accorgerebbe che e' lui, con i fondamentalisti che rappresenta, ad essere in minoranza, e a costituire una 'retroguardia' fuori dal tempo, che cerca di imporre a tutti principi non ammissibili in uno stato di diritto".
"Il caso, doloroso, di Paolo Ravasin, malato di Sla, che ripercorre passo passo quello, altrettanto tragico, di Welby; le firme raccolte a Roma (in verità numericamente un`inezia!) che servono a richiedere una cosa che già esiste (già ora tutti possono esprimere i propri desideri in qualsiasi forma); le uscite ad effetto di Veronesi... tutte manovre orchestrate che servono solo a far sentire la pressione sui deputati che dovranno nei prossimi giorni esaminare la legge sul Fine vita già approvata dal Senato. In mancanza di argomenti ragionevoli - prosegue Casini, europdeputato dell'Udc - si tenta, ancora una volta di affermare la 'ragione della lobby'. Noi preferiamo invece muoverci come 'lobby della ragione' e per questo abbiamo fatto arrivare a tutti i parlamentari le nostre riflessioni sulla materia che prescindendo da argomentazioni religiose o ideologiche si appellano soltanto ed esclusivamente alla logica, laicissima, della ragione. L`augurio - conclude Casini - è che i deputati seguano questa logica senza cedere al ricatto ed all`intimidazione di un`avanguardia culturale che, come il referendum sulla legge 40 ha dimostrato, è largamente minoritaria nel Paese reale e nell`urna elettorale".
La cosiddetta 'logica della ragione' che il Movimento per la Vita dice di rappresentare dovrebbe essere, in realta', chiamata 'logica della mistificazione'. Lo dice in una nota Alessandro Capriccioli, dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, sul caso di Paolo Ravasin, malato di sla. "Parlare del caso Ravasin definendolo una 'situazione di fatto costruita ad arte', mentre in realta' si tratta della drammatica situazione di un malato che chiede il rispetto della propria volonta', affermare che 'gia' ora tutti possono esprimere i propri desideri', omettendo di aggiungere che e' in corso di approvazione una legge che consentira' pure di esprimere le proprie intenzioni, ma poi vietera' che esse vengano realizzate, sostenere di voler prescindere da 'argomentazioni religiose o ideologiche', quando proprio in base a criteri di quel tipo ci si ostina a negare agli individui il diritto all'autodeterminazione e alla liberta' di scelta, mette in luce - aggiunge Capriccioli - la strategia che caratterizza le dichiarazioni di questi giorni del fronte integralista. Una strategia basata su affermazioni tutt'altro che chiare, che in teoria sostengono di voler disciplinare una materia, quella del testamento biologico, ma nella pratica la proibiscono, per impedire agli individui di essere sovrani sul loro corpo e sulla loro vita. Quanto all'affermazione secondo cui la cosiddetta 'avanguardia culturale' che chiede il rispetto dei diritti civili sarebbe largamente minoritaria nel paese, il Presidente Casini farebbe meglio a dare un'occhiata ai sondaggi - conclude Capriccioli - si accorgerebbe che e' lui, con i fondamentalisti che rappresenta, ad essere in minoranza, e a costituire una 'retroguardia' fuori dal tempo, che cerca di imporre a tutti principi non ammissibili in uno stato di diritto".
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