Treviso, la retta Rsa costa più della pensione: la denuncia di un figlio
Una pensione di 1.600 euro al mese per pagare una retta che ne costa 1.800: è la situazione raccontata da un figlio che ha la madre, disabile al 100%, ricoverata all'Istituto Menegazzi di Treviso. Come riporta la Tribuna di Treviso, l'uomo è costretto a integrare di tasca propria la differenza tra l'assegno previdenziale della madre e il costo mensile della struttura, pur di garantirle quella che definisce "una vita dignitosa".
Nella sua testimonianza, il figlio sottolinea la qualità delle residenze per anziani, ma denuncia al tempo stesso un problema diffuso: molte famiglie, davanti a rette che superano sistematicamente le pensioni dei propri cari, sono costrette a vendere la casa e a intaccare tutti i risparmi accumulati in una vita per sostenere i costi del ricovero in una Rsa.
L'uomo racconta inoltre di aver intrapreso una battaglia legale per far valere i propri diritti riguardo al calcolo delle rette, parlando di una vera e propria trafila burocratica e giudiziaria necessaria per ottenere quanto dovuto. La vicenda riporta al centro dell'attenzione il nodo del calcolo della compartecipazione economica alle spese di ricovero nelle residenze sanitarie assistenziali, un tema su cui negli ultimi anni sono intervenute diverse pronunce dei tribunali amministrativi regionali. Il meccanismo si basa sull'Isee socio-sanitario residenziale, l'indicatore che determina quanto gli ospiti delle Rsa e le loro famiglie debbano contribuire alla cosiddetta quota alberghiera della retta, mentre la quota sanitaria resta a carico del Servizio sanitario nazionale.
Il caso denunciato a Treviso si inserisce in un contesto più ampio, segnalato anche dal Codacons locale, secondo cui il sistema di calcolo delle rette applicato da alcune strutture non terrebbe nel giusto conto la reale disponibilità economica degli ospiti, finendo per gravare in modo sproporzionato su pensionati con redditi modesti e sulle loro famiglie.