Tucuman. Ministro della Sanita' restio alla "morte dignitosa"
"Sono restio a legiferare su temi che non hanno una chiara soluzione etica o culturale poiche' l'unica cosa che si ottiene e' che o non si possono rispettare o che costa rispettarle o che nella realta' non portano a nulla", ha detto alla radio La Red, il ministro della Sanita' della Provincia di Tucuman, Pablo Yedlin, riferendosi al disegno di legge sulla morte dignitosa proposto dal legislatore Raul Hadla.
L'iniziativa prevede la possibilita' che i pazienti con malattie terminali passino gli ultimi momenti della loro vita in modo dignitoso, non sottoposti a sofferenze derivanti da trattamenti complessi o straordinari, fonti di false aspettative. Il disegno di legge, che prende spunto da una norma varata nella provincia di Neuquen, tende a fissare regole chiare riguardo ai diritti dei pazienti e agli obblighi dei professionisti della sanita', evitando in tal modo un'agonia senza senso per i pazienti e il loro ambiente famigliare. Secondo quanto ha spiegato Yedlin, "l'obiettivo della medicina e' d'assistere le persone nella malattia e nell'ultima tappa della loro vita". "Quando i medici non possono curare le persone, le accompagnano nei loro ultimi momenti. In questo senso, l'accanimento terapeutico e' qualcosa contro cui la medicina lotta per non cascarci". Ha ammesso che "la tecnologia medica ha permesso che si possano fare cose molto invasive sui pazienti, alcune sono di successo e offrono una migliore qualita' di vita e una maggiore quantita' di anni di vita, ma ce ne sono anche altre che hanno poco senso e non fanno che prolungare l'agonia".
Casi differenti
Per Yedlin, l'eutanasia e' una misura estrema molto discutibile di concludere la vita di un malato terminale. "E' un tema di discussione per comitati di bioetica, ma non stiamo parlando di questo, bensi' delle terapie intensive, di quanto possano essere invasive e fino a che punto aggressive rispetto alle possibilita' di sopravvivenza di alcuni pazienti". Inoltre, il ministro ha detto che e' un tema legato "all'assistenza, al consiglio, alla decisione e alla discussione". "Ognuna di queste situazioni e' un mondo a se', e' molto difficile legiferare quando i casi sono cosi' specifici e differenti da persona a persona".
Dibattito
Yedlin ha anche sottolineato quanto sia importante che diventi un tema di dibattito nella societa'. "Credo che la cosa importante sia discuterne. Sono temi con molti tabu' culturali, molti pregiudizi, molta poca voglia di parlarne, pero' e' importante che la gente ne discuta".
Speculazioni
Sulla speculazione economica riguardo al tenere in vita la gente in modo artificioso, ha detto che "e' piu' un mito che una realta'". "Sebbene sia nell'immaginario, credo che non sia reale. Penso che nessuno cerchi di tenere in vita qualcuno per motivi economici, giacche' le unita' critiche, nel paese e nel mondo, sono sempre piene, e quando esce un paziente ne entra un altro. Non credo che esista un'intenzionalita' economica", ha ribadito. "Credo che abbia piu' a che vedere con l'aspetto culturale, di formazione medica, con la sensazione che abbiamo noi medici di poter fare piu' di quanto in realta' sia a volte possibile, col vedere la morte come un nemico, quando andrebbe vista come l'ultima parte della vita cui cercare di dare dignita' al momento".
L'iniziativa prevede la possibilita' che i pazienti con malattie terminali passino gli ultimi momenti della loro vita in modo dignitoso, non sottoposti a sofferenze derivanti da trattamenti complessi o straordinari, fonti di false aspettative. Il disegno di legge, che prende spunto da una norma varata nella provincia di Neuquen, tende a fissare regole chiare riguardo ai diritti dei pazienti e agli obblighi dei professionisti della sanita', evitando in tal modo un'agonia senza senso per i pazienti e il loro ambiente famigliare. Secondo quanto ha spiegato Yedlin, "l'obiettivo della medicina e' d'assistere le persone nella malattia e nell'ultima tappa della loro vita". "Quando i medici non possono curare le persone, le accompagnano nei loro ultimi momenti. In questo senso, l'accanimento terapeutico e' qualcosa contro cui la medicina lotta per non cascarci". Ha ammesso che "la tecnologia medica ha permesso che si possano fare cose molto invasive sui pazienti, alcune sono di successo e offrono una migliore qualita' di vita e una maggiore quantita' di anni di vita, ma ce ne sono anche altre che hanno poco senso e non fanno che prolungare l'agonia".
Casi differenti
Per Yedlin, l'eutanasia e' una misura estrema molto discutibile di concludere la vita di un malato terminale. "E' un tema di discussione per comitati di bioetica, ma non stiamo parlando di questo, bensi' delle terapie intensive, di quanto possano essere invasive e fino a che punto aggressive rispetto alle possibilita' di sopravvivenza di alcuni pazienti". Inoltre, il ministro ha detto che e' un tema legato "all'assistenza, al consiglio, alla decisione e alla discussione". "Ognuna di queste situazioni e' un mondo a se', e' molto difficile legiferare quando i casi sono cosi' specifici e differenti da persona a persona".
Dibattito
Yedlin ha anche sottolineato quanto sia importante che diventi un tema di dibattito nella societa'. "Credo che la cosa importante sia discuterne. Sono temi con molti tabu' culturali, molti pregiudizi, molta poca voglia di parlarne, pero' e' importante che la gente ne discuta".
Speculazioni
Sulla speculazione economica riguardo al tenere in vita la gente in modo artificioso, ha detto che "e' piu' un mito che una realta'". "Sebbene sia nell'immaginario, credo che non sia reale. Penso che nessuno cerchi di tenere in vita qualcuno per motivi economici, giacche' le unita' critiche, nel paese e nel mondo, sono sempre piene, e quando esce un paziente ne entra un altro. Non credo che esista un'intenzionalita' economica", ha ribadito. "Credo che abbia piu' a che vedere con l'aspetto culturale, di formazione medica, con la sensazione che abbiamo noi medici di poter fare piu' di quanto in realta' sia a volte possibile, col vedere la morte come un nemico, quando andrebbe vista come l'ultima parte della vita cui cercare di dare dignita' al momento".
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