Usa. Come moltiplicare una cellula adulta fino a 30 volte
Ricercatori del Whitehead Institute for Biomedical Research del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno sviluppato un metodo che permette di moltiplicare una cellula staminale adulta di topo fino a 30 volte, dieci volte rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Secondo Harvey Lodish, che ha guidato la ricerca pubblicata su Nature Medicine, se questo risultato viene trasposto anche sulle staminali umane si potrebbero ottenere ottimi risultati per i trapianti con il midollo osseo e lo sviluppo della terapia genica. Attualmente i ricercatori stanno collaborando con i loro colleghi svedesi dell'Universita' dell'Universita' di Lund per ripetere i loro risultati sulle cellule staminali del cordone ombelicale.
All'origine della scoperta e' stata l'osservazione che alcune cellule staminali conservate in vitro sopravvivevano molto bene quando nel brodo di coltura erano presenti alcune particolari cellule, che morivano rapidamente quando queste ultime venivano asportate. Gli scienziati hanno cosi' deciso di identificare quali geni fossero attivi in queste cellule "compagne" e quali proteine codificassero tali geni. Successivamente, hanno scoperto che sfruttando le conoscenze cosi' acquisite non solo potevano far sopravvivere in buone condizioni le cellule staminali, ma anche farle moltiplicare. Prelevandone una piccola parte sara' cosi' anche possibile controllare che le cellule da reimpiantare nel paziente siano esenti da contaminazioni virali.
All'origine della scoperta e' stata l'osservazione che alcune cellule staminali conservate in vitro sopravvivevano molto bene quando nel brodo di coltura erano presenti alcune particolari cellule, che morivano rapidamente quando queste ultime venivano asportate. Gli scienziati hanno cosi' deciso di identificare quali geni fossero attivi in queste cellule "compagne" e quali proteine codificassero tali geni. Successivamente, hanno scoperto che sfruttando le conoscenze cosi' acquisite non solo potevano far sopravvivere in buone condizioni le cellule staminali, ma anche farle moltiplicare. Prelevandone una piccola parte sara' cosi' anche possibile controllare che le cellule da reimpiantare nel paziente siano esenti da contaminazioni virali.
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