Usa. Kentucky: no alla clonazione umana. Si' alla ricerca su quella terapeutica
La Camera dei Deputati dello Stato del Kentucky ha votato una legge che proibisce la clonazione umana ma che permette al contempo agli scienziati di proseguire la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Il dibattito si e' svolto in un clima emotivamente coinvolgente, e i legislatori hanno discusso sull'origine della vita e sulle tragedie familiari causate da malattie gravi e debilitanti, malattie che spesso gli scienziati sperano di poter combattere grazie alle cellule staminali. La legge e' stata approvata con 59 voti favorevoli e 40 contrari e ora dovra' essere analizzata dal Senato.
Ha accolto con favore la notizia il Presidente dell'University of Kentucky Lee Todd, secondo il quale questa legge si rivelera' importante sia per i ricercatori medici sia per la competitivita' della ricerca stessa del Kentucky. "Se non avessimo il permesso legale di condurre questo tipo di studi nel Kentucky, perderemmo gli scienziati che abbiamo gia' "importato", e non risulteremmo sufficientemente competitivi per tutti quei ricercatori che invece vorremmo che lavorassero qui."
I movimenti anti-aborto hanno gia' manifestato il loro dissenso, e Vince Senior, direttore esecutivo della Catholic Conference of Kentucky ha dichiarato: "Se questo progetto diventera' legge a tutti gli effetti, il Kentucky si porrebbe nella spiacevole posizione di mandatari di morte per quella classe di essere umani non ancora nati. Questa negligenza nei confronti della vita umana deve essere rigettata."
Il tema clonazione e' stato affrontato con particolare attenzione, a causa del fatto che lo scienziato Panayotis Michael Zavos sta lavorando proprio a Lexington, ad un progetto di clonazione umana per le donne sterili, anche se Zavos sostiene che il suo lavoro sta svolgendosi fuori dagli Usa. Per quanto riguarda invece il trasferimento nucleare somatico, procedimento noto come "clonazione terapeutica", sara' legale a patto che venga prima regolarmente registrato dal medico che intende utilizzarlo.
Il dibattito si e' svolto in un clima emotivamente coinvolgente, e i legislatori hanno discusso sull'origine della vita e sulle tragedie familiari causate da malattie gravi e debilitanti, malattie che spesso gli scienziati sperano di poter combattere grazie alle cellule staminali. La legge e' stata approvata con 59 voti favorevoli e 40 contrari e ora dovra' essere analizzata dal Senato.
Ha accolto con favore la notizia il Presidente dell'University of Kentucky Lee Todd, secondo il quale questa legge si rivelera' importante sia per i ricercatori medici sia per la competitivita' della ricerca stessa del Kentucky. "Se non avessimo il permesso legale di condurre questo tipo di studi nel Kentucky, perderemmo gli scienziati che abbiamo gia' "importato", e non risulteremmo sufficientemente competitivi per tutti quei ricercatori che invece vorremmo che lavorassero qui."
I movimenti anti-aborto hanno gia' manifestato il loro dissenso, e Vince Senior, direttore esecutivo della Catholic Conference of Kentucky ha dichiarato: "Se questo progetto diventera' legge a tutti gli effetti, il Kentucky si porrebbe nella spiacevole posizione di mandatari di morte per quella classe di essere umani non ancora nati. Questa negligenza nei confronti della vita umana deve essere rigettata."
Il tema clonazione e' stato affrontato con particolare attenzione, a causa del fatto che lo scienziato Panayotis Michael Zavos sta lavorando proprio a Lexington, ad un progetto di clonazione umana per le donne sterili, anche se Zavos sostiene che il suo lavoro sta svolgendosi fuori dagli Usa. Per quanto riguarda invece il trasferimento nucleare somatico, procedimento noto come "clonazione terapeutica", sara' legale a patto che venga prima regolarmente registrato dal medico che intende utilizzarlo.
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