Martedì 9 giugno 2026
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Usa. In Senato continua lo scontro tra le culture della vita

AMERICHE - USA
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Ed ora tocca nuovamente al Senato. Il Parlamento federale, lo ricordiamo, ha approvato un progetto di legge che incoraggerebbe i finanziamenti federali alla ricerca sulle cellule staminali, tentando di glissare il veto che presidente Bush ha gia' promesso.
Il Senato appare consapevole della posta in gioco. Molti sperano in un voto veloce, senza emendamenti, in grado di porre la questione al Presidente in termini chiari e vincolanti. D'altronde l'ala conservatrice del Senato, che ama parlare di "cultura della vita", spera proprio di procrastinare il piu' possibile il momento del voto. Il senatore repubblicano Arlen Specter, primo firmatario della proposta aperta alla ricerca in Senato, teme infatti che il leader repubblicano Bill Frist ponga il tema embrioni negli ultimi posti dell'agenda politica. "Se cosi' fosse", commenta Specter, "aggiungeremmo il progetto in questione all'interno di leggi affini che vengono discusse: il Senato deve votare".
Il Presidente Bush, in una conferenza stampa alla Casa Bianca ha ribadito che porra' il veto per bloccare l'iter della legge. "La mia posizione su questo tema e' molto chiara. Le linee embrionali gia' esistenti, che godono dei finanziamenti federali, hanno gia' permesso di svolgere 600 esperimenti e ce ne sono altri 3.000 ancora possibili". Senza scendere nei dettagli a tutti noti, sull'inutilita' di quelle linee, e sui rischi che comporterebbe utilizzarle sull'uomo, Bush ha cercato di vendere fumo e finta solidarieta', per giustificare la scarsa onesta' politica che rappresenta il veto. "Capisco l'agonia dei genitori, ma occorre trovare alternative alla distruzione di vite".
Con queste premesse lo scontro politico in Senato si figura come un delicato castello di carte, in cui le poche certezze sono diametralmente opposte e non creano equilibrio. Il leader democratico Harry Reid ha esortato calorosamente il Presidente a non distruggere con un colpo netto tutto il lavoro politico e dialogico fatto in quest'ultimo anno. Un suo veto sarebbe "sbagliato politicamente, moralmente e scientificamente". Riguardo alla 'lentezza' dell'iter legislativo invece, il senatore democratico Tom Harkin, coautore del progetto sopraccitato, ha spiegato che "il popolo statunitense non puo' attendere oltre: rischiamo di perdere i nostri migliori scienziati e il loro grande talento medico".
Specter, vittima tra l'altro del cancro, ha vissuto in se' l'esperienza della malattia e dell'impotenza di una certa scienza tenuta al guinzaglio dalla fede. "Quando mi guardo allo specchio e stento a riconoscermi, penso che non avere a disposizione le migliori cure, per chiunque, sia semplicemente atroce".
E sempre dal fronte degli esperti giunge anche il commento di Robert Lanza, il celebre ricercatore della compagnia Advanced Cell Technology. Secondo Lanza l'utilizzo di embrioni soprannumerari e' una tappa intermedia obbligata: le domande della scienza aumentano proporzionalmente alle conoscenze acquisite. In questo contesto, nel futuro diventera' necessario creare nuovi embrioni per scopi scientifici, e occorre che la societa' ne prenda atto. "Molte persone credono che la vita umana -fatta persona- cominci nell'utero materno, non in vitro o in provetta. Forse un giorno saremo anche in grado di ottenere cellule embrionali senza l'utilizzo di ovuli, ma per il momento questa e' una scelta obbligata e necessaria".
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