Vaticano. Medici cattolici a congresso da Benedetto XVI
L'obiettivo del Congresso internazionale 'Cellule staminali: quale futuro per la terapia?', promosso dalla Pontifica Accademia per la Vita apertosi lo scorso 14 settembre a Roma all'Istituto Patristico Augustinianum aveva l'obiettivo di affrontare i problemi etici e scientifici legati alla ricerca sulle cellule staminali. Medici, esperti e studiosi di bioetica di tutto il mondo si sono confrontati sui progressi della scienza fino al 16 settembre, giorno in cui sono stati ricevuti anche in udienza a Castel Gandolfo da Benedetto XVI.
PAPA: SI' A RICERCA CON CELLULE STAMINALI ADULTE
"Anche la ricerca sulle cellule staminali somatiche merita approvazione ed incoraggiamento quando coniuga felicemente insieme il sapere scientifico, la tecnologia piu' avanzata in ambito biologico e l'etica che postula il rispetto dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza". E' quanto ha detto papa Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti al convegno. "Di fronte alla diretta soppressione dell'essere non ci possono essere ne' compromessi ne' tergiversazioni; non si puo' pensare che una societa' possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente".
"Le prospettive aperte da questo nuovo capitolo della ricerca -ha detto ancora papa Ratzinger sul particolare tema delle cellule staminali somatiche- sono in se stesse affascinanti, perche' lasciano intravedere la possibilita' di curare malattie che comportano la degenerazione dei tessuti, con i conseguenti rischi di invalidita' e di morte per chi ne e' affetto".
Il Pontefice ha espressamente avallato i progressi della ricerca tramite l'uso delle cellule staminali adulte. "Il fatto che voi, in questo Congresso abbiate espresso l'impegno e la speranza di conseguire nuovi risultati terapeutici utilizzando cellule del corpo adulto senza ricorrere alla soppressione di esseri umani neo concepiti, e il fatto che i risultati stiano premiando il vostro lavoro, costituiscono una conferma della validita' del costante invito della Chiesa al pieno rispetto dell'essere umano fin dal concepimento". Secondo il Papa, "il bene dell'uomo va ricercato non soltanto nelle finalita' universalmente valide, ma anche nei metodi utilizzati per raggiungerle: il fine buono non puo' mai giustificare mezzi intrinsecamente illeciti".
Benedetto XVI ha sentito il "dovere di lodare quanti si applicano a questa ricerca e quanti ne sostengono l'organizzazione e i costi". E di fronte alle "frequenti e ingiuste accuse di insensibilita' rivolte alla Chiesa" verso le esigenze della scienza, ha rivendicato "il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanita'". "Se resistenza c'e' stata e c'e' tuttora , essa era ed e' nei confronti di quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani gia' esistenti, anche se non ancora nati". Per Benedetto XVI "la storia stessa ha condannato nel passato e condannera' in futuro una tale scienza, non solo perche' priva della luce di Dio, ma anche perche' priva di umanita'".
Il congresso internazionale sulle cellule staminali promosso dalla Pontifica Accademia per la Vita "ha confermato che il nuovo cammino della 'medicina rigenerativa' ha cominciato il suo storico e promettente percorso". E' quanto ha detto il presidente della Pontifica Accademia, mons. Elio Sgreccia, rivolgendosi a Benedetto XVI nell'udienza concessa dal Papa agli scienziati.
"La ricerca sperimentale negli ultimi anni ha messo in evidenza la provvidenziale presenza nel corpo umano adulto, e in particolare in alcuni suoi distretti, di queste cellule speciali, primordiali, in grado di moltiplicarsi e di differenziarsi in differenti tipi di tessuti, per rigenerare le cellule danneggiate e per riparare tessuti e organi". Anche se il cammino "e' ancora in fase sperimentale", ha aggiunto Sgreccia, "sono stati offerti risultati promettenti con speranze positive per la terapia di malattie degenerative e di tessuti danneggiati".
Sgreccia ha anche ricordato che "nello stesso tempo da parte di alcuni gruppi di ricerca e' stata avanzata, come si sa, l'ipotesi di reperire cellule staminali dagli embrioni risultanti dalla fecondazione artificiale o prodotti per donazione, provocando ineluttabilmente la soppressione strumentale di tali embrioni, che hanno sempre il carattere di esseri umani con piena e specifica dignita'. Il dibattito non e' piu' soltanto scientifico e politico, ma e' diventato etico".
UN BUSINESS DA 15 MILIARDI DI DOLLARI
E' stimato in circa 15 miliardi di dollari il mercato delle cellule staminali che si potranno utilizzare nella medicina rigenerativa; ma questa cifra, secondo gli esperti, potrebbe aumentare nei prossimi cinque anni fino a raggiungere i 60 miliardi di dollari.
Delle prospettive economiche e dei grandi interessi commerciali che ruotano attorno alle cellule staminali ne ha parlato il professore Charles Huriet, presidente dell'istituto Curie di Parigi e vicepresidente del comitato di bioetica dell'Unesco.. Secondo Huriet il numero dei potenziaLi beneficIari dell'utilizzazione delle terapie a base di staminali, potra' crescere interessando milioni di persone, tuttavia "gli interessi economici non coincidono necessariamente con gli interessi della salute pubblica ne' con il rispetto dei valori etici".
Le malattie piu' promettenti per l'uso delle staminali nella medicina rigenerativa sono le malattie cardiache (7 miliardi di dollari) le affezioni neurologiche (5 miliardi di dollari), la malattia di Alzheimer (2 miliardi di dollari), il diabete di tipo 1 (625 milioni di dollari); ma le nuove terapie avranno una penetrazione molto lenta. Si stima che per la cura dell'infarto la penetrazione sia dello 0,1-1% dei pazienti in un primo tempo, quando ne saranno dimostrate le potenzialita' di cura.
Il professor Huriet si e' soffermato anche sul fenomeno delle banche del cordone ombelicale pubbliche e private che stanno nascendo in molti paesi. Le cellule staminali fetali tratte dal cordone ombelicale, per le loro proprieta' e prospettive terapeutiche, hanno portato alla creazione di banche del sangue; quelle private hanno scopo lucrativo e sono destinate all'uso esclusivo del neonato nel corso della vita, mentre le banche pubbliche rispondono al bisogno dei cittadini malati.
Il costo medio per lo stoccaggio in una banca privata di sangue da cordone ombelicale e' di circa 1500 euro alla nascita; a questa cifra vanno aggiunti 100 euro all'anno per la conservazione del materiale. Attualmente sono censite 134 banche private che conservano 740 mila unita' e 54 banche pubbliche con circa 230 mila unita'. Vietate in molti paesi europei come Francia, Italia e Spagna le banche private si stanno sviluppando in Asia, Stati Uniti e Australia. Uno dei rischi che il professor Huriet vede in questo fenomeno e' lo squilibrio tra banche pubbliche e private che comporta una possibile forte dipendenza tra paesi.
Dalle staminali adulte, in studi su animali ma anche con l'utilizzo nell'uomo, "sono stati ottenuti risultati contro una settantina di malattie". Lo sottolinea Domenico Di Virgilio, a margine del Congresso.
"Questo congresso a carattere scientifico ed etico, non religioso ha ribadito in modo documentato la netta differenza dei risultati che si ottengono con le staminali embrionali, nei Paesi in cui la sperimentazione e' possibile, e con quelle adulte, che appunto hanno ormai applicazione contro una settantina di malattie. I cattolici sono aperti al progresso scientifico, a patto che sia sempre al servizio dell'uomo e non ne faccia un mezzo per dimostrare qualcosa".
"Allo stato attuale della ricerca -ha affermato Salvino Leone, presidente della Federazione internazionale dei medici cattolici- le staminali embrionali non hanno dato quei risultati che ci si aspettava, con in piu' un potenziale di rischio di trasformazioni tumorali, infezioni e allergie. Questa dovrebbe essere una 'controindicazione' a questa linea di ricerca meno promettente rispetto a quella sulle staminali adulte che da' risultati soddisfacenti e pone meno problemi etici".
LE REAZIONI ALLE PAROLE DEL PAPA
L'incoraggiamento espresso oggi dal Papa alla ricerca sulle cellule staminali, purche' "rispetti la vita", non esclude a priori la possibilita' di sviluppare anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ne e' convinto il direttore del laboratorio di ematologia dell'Istituto superiore di sanita', Cesare Pschle: "Il vincolo posto dal e' che non si passi dalla soppressione dell'embrione, ma la possibilita' di ottenere staminali embrionali senza sacrificare l'embrione e' un traguardo scientifico raggiungibile e gia' si vedono i primi risultati della scienza in tal senso".
La questione dell'approvvigionamento di cellule staminali embrionali, ha sottolineato l'esperto, e' cioe' un "problema scientifico che va risolto, appunto, attraverso la scienza: vale a dire, puntando a progressi scientifici, tra l'altro gia' in atto, che permetteranno nel prossimo futuro di ottenere staminali embrionali senza la soppressione degli embrioni".
Insomma, sara' lo stesso progresso della scienza, secondo Peschle, a dare una risposta a questa spinosa questione attraverso "l'individuazione di nuove metodologie che non solleveranno obiezioni etiche".
Quattro cellule, cosi' e' l'embrione, non sono ne' fanno la persona umana: purtuttavia, se l'embrione non e' persona umana fa politica.
Cosi' il pioniere della fecondazione assistita Carlo Flamigni ed il docente di Genetica Medica all'Ateneo di Modena e Reggio Emilia, Antonino Forabosco, tornano a ribadire una posizione che e' largamente condivisa dalla maggior parte degli scienziati.
"Francamente dire che quattro cellule fanno la persona umana mi fa sorridere: per me, l'embrione non e' cosa ne' persona, e' un'entita' particolare -aggiunge Flamigni- che potra' divenire persona". E Forabosco, "l'embrione e' una persona? Sicuramente no. Potra' diventare una persona umana? Forse si', ma perche' questo succeda deve formarsi nel corso dello sviluppo post-concezionale almeno il corpo del nuovo individuo".
Infatti "e' intuitivo e perfino ovvio -continua Fobabosco- che una persona umana non puo' esistere in assenza di un suo corpo individuale: per la specie umana, che vede nascere solo il 20% dei concepiti, l'acquisizione di un corpo e' un evento che al concepimento ha una probabilita' piuttosto bassa di avvenire e che in ogni caso si verifica soltanto alla quarta settimana dal concepimento, la sesta dall'inizio della gravidanza". Solo in questa settimana, "l'abbozzo del corpo del futuro individuo si enuclea in modo preciso e dalla restante parte del prodotto del concepimento che va a formare gli annessi embrionali, placenta e sacco coriale, sacco amniotico e vitellino". Nei testi di embriologia umana e medica, come pure nelle importanti opere di divulgazione scientifica, "e' a questo abbozzo che viene assegnato il termine di embrione che in fondo e' il prodotto del concepimento nella fase prenatale in cui si formano gli abbozzi dei diversi organi, senza che nell'insieme esso abbia ancora assunto decisamente le caratteristiche proprie della specie umana: tale fase va dalla quarta settimana di sviluppo alla fine del secondo mese, allorche' si puo' cominciare a parlare di feto". Stando cosi' le cose, conclude Forabosco, "e' difficile non maturare la convinzione che sul termine 'embrione' e sugli eventi che presiedono alle prime fasi dello sviluppo umano si sia costruito un potente tabu' etico capace di influenzare le scelte politiche della nostra nazione, non ultima quella relativa alla ricerca sulle cellule staminali embrionali".
"La benedizione di Papa Ratzinger alla ricerca sulle cellule staminali adulte fa entrare nel campo della ricerca scientifica il dogma religioso di cio' che e' peccato e cio' che non lo e'"..
Lo afferma in una nota Rocco Berardo, vice segretario dell Associazione Coscioni e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.
"Fare ricerca sulle staminali di origine adulta e' lecito e santo, su quelle di origine embrionale no. Una posizione che nulla ha a che fare con la scienza. Come Associazione Coscioni ci batteremo perche', al piu' presto si possa aprire nel Paese e in Parlamento un grande dibattito per una riforma radicale in materia".
"Quella ribadita da Ratzinger e' una posizione che in Italia, infatti, a fronte della distruzione di centinaia e centinaia di embrioni nelle celle frigorifere, costringe per legge a non poter fare ricerca a tutto campo per tentare di trovare soluzioni e cure a malattie oggi incurabili. Un ragionamento poco altruista, e forse poco cristiano. Mai come oggi occorre ricordare le parole di Luca Coscioni che sulle ostruzioni vaticane alla liberta' di ricerca scrisse: 'Le nostre esistenze hanno bisogno di liberta' per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi .
"Le parole del Papa sulle cellule staminali indicano la strada: si' al progresso scientifico ma nel rispetto dell'essere umano allo stadio embrionale e guardando al beneficio per tutti anziche' al profitto che le nuove tecniche possono garantire". Questo e' quanto afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza Nazionale. "Siamo di fronte ad un bivio: vogliamo che questo progresso, che si fa nella genetica, nella biomedicina e in altre branche dello scibile umano, si metta al servizio della dignita' dell'uomo oppure vogliamo che questo progresso sia utilizzato per ottenere profitti, successo, ma passando sopra al rispetto che si deve soprattutto a quella fase della vita umana in cui il soggetto non si puo' difendere, cioe' la fase dell'embrione?". La posizione del parlamentare di An e' chiara "noi perseguiamo la prima strada: si' al progresso, ma per il bene di ogni uomo, in ogni fase della sua esistenza, e di tutti gli uomini". Questi temi, per Pedrizzi "toccano i destini dell'umanita' e la dignita' dell'essere umano molto piu' delle questioni economiche, dei problemi di contratti sindacali o di sviluppo della societa' del benessere, prima di tutto bisogna salvare la dignita' e l'essere dell'uomo".
L'Italia, nel campo della ricerca, dovrebbe seguire la Spagna del premier Zapatero che ha dato il via libera alla clonazione terapeutica, e non il pontefice Benedetto XVI che dice no all'uso delle staminali embrionali. Questo il monito di Donatella Poretti, deputato della Rosa nel Pugno e segretaria della Commissione Affari sociali della Camera, che commenta in una nota le affermazioni del Papa e le decisioni del governo spagnolo, che vanno in direzioni opposte.
"Il governo del socialista Jose' Luis Rodriguez ha deciso di inserire il suo Paese tra quelli piu' avanzati nel campo della medicina rigenerativa, e di unirsi al gruppo dei Paesi Ue che ammettono e regolamentano la tecnica del trasferimento nucleare come la Gran Bretagna, la Svezia e il Belgio. Dallo Stato Vaticano invece giunge l'ennesima condanna alla ricerca scientifica con le staminali embrionali. Da uno Stato teocratico si lanciano anatemi morali e si accusa di omicidio chi pratica tale ricerca, e da uno Stato laico si dettano le regole a beneficio di tutta la societa'. Magari l'Italia seguisse l'esempio spagnolo sulla ricerca, invece che stare nel guado tra la Roma papalina e quella oltretevere delle istituzioni laiche, almeno in teoria!".
PAPA: SI' A RICERCA CON CELLULE STAMINALI ADULTE
"Anche la ricerca sulle cellule staminali somatiche merita approvazione ed incoraggiamento quando coniuga felicemente insieme il sapere scientifico, la tecnologia piu' avanzata in ambito biologico e l'etica che postula il rispetto dell'essere umano in ogni stadio della sua esistenza". E' quanto ha detto papa Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti al convegno. "Di fronte alla diretta soppressione dell'essere non ci possono essere ne' compromessi ne' tergiversazioni; non si puo' pensare che una societa' possa combattere efficacemente il crimine, quando essa stessa legalizza il delitto nell'ambito della vita nascente".
"Le prospettive aperte da questo nuovo capitolo della ricerca -ha detto ancora papa Ratzinger sul particolare tema delle cellule staminali somatiche- sono in se stesse affascinanti, perche' lasciano intravedere la possibilita' di curare malattie che comportano la degenerazione dei tessuti, con i conseguenti rischi di invalidita' e di morte per chi ne e' affetto".
Il Pontefice ha espressamente avallato i progressi della ricerca tramite l'uso delle cellule staminali adulte. "Il fatto che voi, in questo Congresso abbiate espresso l'impegno e la speranza di conseguire nuovi risultati terapeutici utilizzando cellule del corpo adulto senza ricorrere alla soppressione di esseri umani neo concepiti, e il fatto che i risultati stiano premiando il vostro lavoro, costituiscono una conferma della validita' del costante invito della Chiesa al pieno rispetto dell'essere umano fin dal concepimento". Secondo il Papa, "il bene dell'uomo va ricercato non soltanto nelle finalita' universalmente valide, ma anche nei metodi utilizzati per raggiungerle: il fine buono non puo' mai giustificare mezzi intrinsecamente illeciti".
Benedetto XVI ha sentito il "dovere di lodare quanti si applicano a questa ricerca e quanti ne sostengono l'organizzazione e i costi". E di fronte alle "frequenti e ingiuste accuse di insensibilita' rivolte alla Chiesa" verso le esigenze della scienza, ha rivendicato "il costante sostegno da essa dato nel corso della sua bimillenaria storia alla ricerca rivolta alla cura delle malattie e al bene dell'umanita'". "Se resistenza c'e' stata e c'e' tuttora , essa era ed e' nei confronti di quelle forme di ricerca che prevedono la programmata soppressione di esseri umani gia' esistenti, anche se non ancora nati". Per Benedetto XVI "la storia stessa ha condannato nel passato e condannera' in futuro una tale scienza, non solo perche' priva della luce di Dio, ma anche perche' priva di umanita'".
Il congresso internazionale sulle cellule staminali promosso dalla Pontifica Accademia per la Vita "ha confermato che il nuovo cammino della 'medicina rigenerativa' ha cominciato il suo storico e promettente percorso". E' quanto ha detto il presidente della Pontifica Accademia, mons. Elio Sgreccia, rivolgendosi a Benedetto XVI nell'udienza concessa dal Papa agli scienziati.
"La ricerca sperimentale negli ultimi anni ha messo in evidenza la provvidenziale presenza nel corpo umano adulto, e in particolare in alcuni suoi distretti, di queste cellule speciali, primordiali, in grado di moltiplicarsi e di differenziarsi in differenti tipi di tessuti, per rigenerare le cellule danneggiate e per riparare tessuti e organi". Anche se il cammino "e' ancora in fase sperimentale", ha aggiunto Sgreccia, "sono stati offerti risultati promettenti con speranze positive per la terapia di malattie degenerative e di tessuti danneggiati".
Sgreccia ha anche ricordato che "nello stesso tempo da parte di alcuni gruppi di ricerca e' stata avanzata, come si sa, l'ipotesi di reperire cellule staminali dagli embrioni risultanti dalla fecondazione artificiale o prodotti per donazione, provocando ineluttabilmente la soppressione strumentale di tali embrioni, che hanno sempre il carattere di esseri umani con piena e specifica dignita'. Il dibattito non e' piu' soltanto scientifico e politico, ma e' diventato etico".
UN BUSINESS DA 15 MILIARDI DI DOLLARI
E' stimato in circa 15 miliardi di dollari il mercato delle cellule staminali che si potranno utilizzare nella medicina rigenerativa; ma questa cifra, secondo gli esperti, potrebbe aumentare nei prossimi cinque anni fino a raggiungere i 60 miliardi di dollari.
Delle prospettive economiche e dei grandi interessi commerciali che ruotano attorno alle cellule staminali ne ha parlato il professore Charles Huriet, presidente dell'istituto Curie di Parigi e vicepresidente del comitato di bioetica dell'Unesco.. Secondo Huriet il numero dei potenziaLi beneficIari dell'utilizzazione delle terapie a base di staminali, potra' crescere interessando milioni di persone, tuttavia "gli interessi economici non coincidono necessariamente con gli interessi della salute pubblica ne' con il rispetto dei valori etici".
Le malattie piu' promettenti per l'uso delle staminali nella medicina rigenerativa sono le malattie cardiache (7 miliardi di dollari) le affezioni neurologiche (5 miliardi di dollari), la malattia di Alzheimer (2 miliardi di dollari), il diabete di tipo 1 (625 milioni di dollari); ma le nuove terapie avranno una penetrazione molto lenta. Si stima che per la cura dell'infarto la penetrazione sia dello 0,1-1% dei pazienti in un primo tempo, quando ne saranno dimostrate le potenzialita' di cura.
Il professor Huriet si e' soffermato anche sul fenomeno delle banche del cordone ombelicale pubbliche e private che stanno nascendo in molti paesi. Le cellule staminali fetali tratte dal cordone ombelicale, per le loro proprieta' e prospettive terapeutiche, hanno portato alla creazione di banche del sangue; quelle private hanno scopo lucrativo e sono destinate all'uso esclusivo del neonato nel corso della vita, mentre le banche pubbliche rispondono al bisogno dei cittadini malati.
Il costo medio per lo stoccaggio in una banca privata di sangue da cordone ombelicale e' di circa 1500 euro alla nascita; a questa cifra vanno aggiunti 100 euro all'anno per la conservazione del materiale. Attualmente sono censite 134 banche private che conservano 740 mila unita' e 54 banche pubbliche con circa 230 mila unita'. Vietate in molti paesi europei come Francia, Italia e Spagna le banche private si stanno sviluppando in Asia, Stati Uniti e Australia. Uno dei rischi che il professor Huriet vede in questo fenomeno e' lo squilibrio tra banche pubbliche e private che comporta una possibile forte dipendenza tra paesi.
Dalle staminali adulte, in studi su animali ma anche con l'utilizzo nell'uomo, "sono stati ottenuti risultati contro una settantina di malattie". Lo sottolinea Domenico Di Virgilio, a margine del Congresso.
"Questo congresso a carattere scientifico ed etico, non religioso ha ribadito in modo documentato la netta differenza dei risultati che si ottengono con le staminali embrionali, nei Paesi in cui la sperimentazione e' possibile, e con quelle adulte, che appunto hanno ormai applicazione contro una settantina di malattie. I cattolici sono aperti al progresso scientifico, a patto che sia sempre al servizio dell'uomo e non ne faccia un mezzo per dimostrare qualcosa".
"Allo stato attuale della ricerca -ha affermato Salvino Leone, presidente della Federazione internazionale dei medici cattolici- le staminali embrionali non hanno dato quei risultati che ci si aspettava, con in piu' un potenziale di rischio di trasformazioni tumorali, infezioni e allergie. Questa dovrebbe essere una 'controindicazione' a questa linea di ricerca meno promettente rispetto a quella sulle staminali adulte che da' risultati soddisfacenti e pone meno problemi etici".
LE REAZIONI ALLE PAROLE DEL PAPA
L'incoraggiamento espresso oggi dal Papa alla ricerca sulle cellule staminali, purche' "rispetti la vita", non esclude a priori la possibilita' di sviluppare anche la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ne e' convinto il direttore del laboratorio di ematologia dell'Istituto superiore di sanita', Cesare Pschle: "Il vincolo posto dal e' che non si passi dalla soppressione dell'embrione, ma la possibilita' di ottenere staminali embrionali senza sacrificare l'embrione e' un traguardo scientifico raggiungibile e gia' si vedono i primi risultati della scienza in tal senso".
La questione dell'approvvigionamento di cellule staminali embrionali, ha sottolineato l'esperto, e' cioe' un "problema scientifico che va risolto, appunto, attraverso la scienza: vale a dire, puntando a progressi scientifici, tra l'altro gia' in atto, che permetteranno nel prossimo futuro di ottenere staminali embrionali senza la soppressione degli embrioni".
Insomma, sara' lo stesso progresso della scienza, secondo Peschle, a dare una risposta a questa spinosa questione attraverso "l'individuazione di nuove metodologie che non solleveranno obiezioni etiche".
Quattro cellule, cosi' e' l'embrione, non sono ne' fanno la persona umana: purtuttavia, se l'embrione non e' persona umana fa politica.
Cosi' il pioniere della fecondazione assistita Carlo Flamigni ed il docente di Genetica Medica all'Ateneo di Modena e Reggio Emilia, Antonino Forabosco, tornano a ribadire una posizione che e' largamente condivisa dalla maggior parte degli scienziati.
"Francamente dire che quattro cellule fanno la persona umana mi fa sorridere: per me, l'embrione non e' cosa ne' persona, e' un'entita' particolare -aggiunge Flamigni- che potra' divenire persona". E Forabosco, "l'embrione e' una persona? Sicuramente no. Potra' diventare una persona umana? Forse si', ma perche' questo succeda deve formarsi nel corso dello sviluppo post-concezionale almeno il corpo del nuovo individuo".
Infatti "e' intuitivo e perfino ovvio -continua Fobabosco- che una persona umana non puo' esistere in assenza di un suo corpo individuale: per la specie umana, che vede nascere solo il 20% dei concepiti, l'acquisizione di un corpo e' un evento che al concepimento ha una probabilita' piuttosto bassa di avvenire e che in ogni caso si verifica soltanto alla quarta settimana dal concepimento, la sesta dall'inizio della gravidanza". Solo in questa settimana, "l'abbozzo del corpo del futuro individuo si enuclea in modo preciso e dalla restante parte del prodotto del concepimento che va a formare gli annessi embrionali, placenta e sacco coriale, sacco amniotico e vitellino". Nei testi di embriologia umana e medica, come pure nelle importanti opere di divulgazione scientifica, "e' a questo abbozzo che viene assegnato il termine di embrione che in fondo e' il prodotto del concepimento nella fase prenatale in cui si formano gli abbozzi dei diversi organi, senza che nell'insieme esso abbia ancora assunto decisamente le caratteristiche proprie della specie umana: tale fase va dalla quarta settimana di sviluppo alla fine del secondo mese, allorche' si puo' cominciare a parlare di feto". Stando cosi' le cose, conclude Forabosco, "e' difficile non maturare la convinzione che sul termine 'embrione' e sugli eventi che presiedono alle prime fasi dello sviluppo umano si sia costruito un potente tabu' etico capace di influenzare le scelte politiche della nostra nazione, non ultima quella relativa alla ricerca sulle cellule staminali embrionali".
"La benedizione di Papa Ratzinger alla ricerca sulle cellule staminali adulte fa entrare nel campo della ricerca scientifica il dogma religioso di cio' che e' peccato e cio' che non lo e'"..
Lo afferma in una nota Rocco Berardo, vice segretario dell Associazione Coscioni e membro della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.
"Fare ricerca sulle staminali di origine adulta e' lecito e santo, su quelle di origine embrionale no. Una posizione che nulla ha a che fare con la scienza. Come Associazione Coscioni ci batteremo perche', al piu' presto si possa aprire nel Paese e in Parlamento un grande dibattito per una riforma radicale in materia".
"Quella ribadita da Ratzinger e' una posizione che in Italia, infatti, a fronte della distruzione di centinaia e centinaia di embrioni nelle celle frigorifere, costringe per legge a non poter fare ricerca a tutto campo per tentare di trovare soluzioni e cure a malattie oggi incurabili. Un ragionamento poco altruista, e forse poco cristiano. Mai come oggi occorre ricordare le parole di Luca Coscioni che sulle ostruzioni vaticane alla liberta' di ricerca scrisse: 'Le nostre esistenze hanno bisogno di liberta' per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi .
"Le parole del Papa sulle cellule staminali indicano la strada: si' al progresso scientifico ma nel rispetto dell'essere umano allo stadio embrionale e guardando al beneficio per tutti anziche' al profitto che le nuove tecniche possono garantire". Questo e' quanto afferma Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di Alleanza Nazionale. "Siamo di fronte ad un bivio: vogliamo che questo progresso, che si fa nella genetica, nella biomedicina e in altre branche dello scibile umano, si metta al servizio della dignita' dell'uomo oppure vogliamo che questo progresso sia utilizzato per ottenere profitti, successo, ma passando sopra al rispetto che si deve soprattutto a quella fase della vita umana in cui il soggetto non si puo' difendere, cioe' la fase dell'embrione?". La posizione del parlamentare di An e' chiara "noi perseguiamo la prima strada: si' al progresso, ma per il bene di ogni uomo, in ogni fase della sua esistenza, e di tutti gli uomini". Questi temi, per Pedrizzi "toccano i destini dell'umanita' e la dignita' dell'essere umano molto piu' delle questioni economiche, dei problemi di contratti sindacali o di sviluppo della societa' del benessere, prima di tutto bisogna salvare la dignita' e l'essere dell'uomo".
L'Italia, nel campo della ricerca, dovrebbe seguire la Spagna del premier Zapatero che ha dato il via libera alla clonazione terapeutica, e non il pontefice Benedetto XVI che dice no all'uso delle staminali embrionali. Questo il monito di Donatella Poretti, deputato della Rosa nel Pugno e segretaria della Commissione Affari sociali della Camera, che commenta in una nota le affermazioni del Papa e le decisioni del governo spagnolo, che vanno in direzioni opposte.
"Il governo del socialista Jose' Luis Rodriguez ha deciso di inserire il suo Paese tra quelli piu' avanzati nel campo della medicina rigenerativa, e di unirsi al gruppo dei Paesi Ue che ammettono e regolamentano la tecnica del trasferimento nucleare come la Gran Bretagna, la Svezia e il Belgio. Dallo Stato Vaticano invece giunge l'ennesima condanna alla ricerca scientifica con le staminali embrionali. Da uno Stato teocratico si lanciano anatemi morali e si accusa di omicidio chi pratica tale ricerca, e da uno Stato laico si dettano le regole a beneficio di tutta la societa'. Magari l'Italia seguisse l'esempio spagnolo sulla ricerca, invece che stare nel guado tra la Roma papalina e quella oltretevere delle istituzioni laiche, almeno in teoria!".
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