Veltroni: immigrati rispettino regole e si integrino
L'immigrazione e' un fenomeno connesso allo squilibrio tra paesi ricchi e industrializzati e paesi poveri, in cui si fa fatica a sopravvivere. E' per questo che il sindaco di Roma Walter Veltroni ha sottolineato, con i ragazzi del liceo scientifico statale 'G. B. Morgagni', la necessita' "di non affrontare il problema con demagogia. E' la poverta' che spinge a lasciare un paese per spostarsi in un altro". Allo stesso modo, il sindaco ha ribadito che "quando si arriva qui, in Italia, bisogna rispettare le leggi e ad integrarsi maggiormente e' proprio l'immigrato che sfugge dalla morte, come quelli che arrivano dai paesi africani. Ce ne sono altri che vengono per delinquere e contro di loro bisogna agire con estrema fermezza. Fin che ci saranno luoghi in cui si vive, in media, 40 anni, ci sara' immigrazione". Il sindaco e nuovo leader del Partito Democratico ha inoltre rilevato come, nei paesi in cui non ci sono interessi economici da parte dell'Occidente, guerre e genocidi siano compiuti nell'indifferenza della comunita' internazionale: "In Rwanda ci furono un milione di morti in otto mesi. Lo si descrive sempre come un genocidio di stampo razziale: in realta' si e' trattato dell'esasperazione di una suddivisione in classi che proprio l'Occidente ha contribuito a formare. Anche per questo quel milione di morti in otto mesi sono avvenute nel silenzio totale dell'Occidente". Macroscopica la differenza con quanto accaduto in Iraq, paese nel quale l'intervento della coalizione internazionale e' stato tempestivo. La differenza sostanziale tra un paese come l'Iraq e un paese come il Rwanda, per il sindaco, sta nel fatto che nel secondo "non c'e' petrolio". "Io sono un sostenitore convinto dell'Onu, la casa nella quale si risolvono i problemi internazionali. E' un fatto, pero', che in Rwanda non si sia intervenuto" e quando lo si e' fatto, ha aggiunto il sindaco, l'intervento e' stato finalizzato a portare in salvo solo "gli occidentali, i bianchi. Di fronte a questo e' ammirevole come le popolazioni del paesi africani ci guardino ancora con un misto di affetto e ammirazione".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti