Sabato 25 luglio 2026
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Verità o leggenda: è vero che la Svizzera possiede un numero sufficiente di bunker per proteggere la sua popolazione in caso di guerra?

EUROPA - SVIZZERA
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Le due guerre mondiali hanno trasformato la percezione delle minacce in Svizzera, rendendo la protezione dei civili una priorità politica. Gli elettori svizzeri hanno approvato un articolo sulla protezione civile.vedonella costituzione del 1959 e nella legge sulla protezione civile del 1963vedoHa gettato le basi del moderno sistema di protezione civile del paese.

 

Con l'intensificarsi delle tensioni della Guerra Fredda e della corsa agli armamenti nucleari, la Svizzera ha sviluppato una strategia unica incentrata su una rete nazionale di bunker semplici, robusti ed economici. Questi rifugi si distinguono per la loro struttura in cemento armato, dotata di porte blindate, uscite di emergenza e sistemi di ventilazione, inclusi filtri antigas e valvole di sovrapressione. Le strutture più grandi incorporano camere di compensazione per impedire l'ingresso di aria contaminata durante l'entrata e l'uscita. Questi bunker sono all'origine della reputazione della Svizzera come "nazione bunker". Ma qual è la situazione oggi?

 

Accesso ai rifugi

"L'accesso è consentito a tutti", afferma Daniel Jordi, vicedirettore dell'Ufficio federale per la protezione civile.vedoOggi in Svizzera si contano circa 370.000 rifugi, che offrono fino a nove milioni di posti letto designati a livello nazionale. 

Ciò si traduce in circa un posto letto per abitante. Jordi riconosce tuttavia lievi disparità cantonali: "Alcune regioni ne hanno un po' meno, ma continuano a costruire". Gli standard di accessibilità rimangono uniformi indipendentemente dalla posizione. Gli abitanti dovrebbero raggiungere il posto letto assegnato entro un massimo di trenta minuti a piedi, afferma Jordi.

 

Confronto internazionale

L'approccio della Svizzera si differenzia da quello di molte nazioni europee confinanti che hanno smantellato le infrastrutture di protezione civile dopo la Guerra Fredda. Le autorità svizzere continuano a mantenere e ampliare le misure di protezione e a dialogare con i paesi che condividono una filosofia simile in materia di rifugi antiatomici. Ad esempio, la Svizzera e Singapore intrattengono un dialogo da molti anni, durante il quale entrambi i paesi si scambiano esperienze e conoscenze.

 

I rifugi svizzeri possono resistere alla guerra moderna?

Queste strutture, risalenti a decenni fa, resisterebbero agli attacchi contemporanei successivi ai recenti conflitti in Ucraina e in Medio Oriente? Jordi risponde di sì: sono state progettate per resistere a determinati tipi di danni, piuttosto che a specifici tipi di armi.

"L'intero sistema è stato costruito attorno agli effetti fisici o chimici delle armi e non all'arma in sé", spiega. Le valutazioni di laboratorio condotte quattro anni fa hanno confermato la continua efficacia "contro tutte queste possibili minacce".

Tuttavia, non vi è alcuna garanzia per scenari di attacco mirato che coinvolgono munizioni perforanti specializzate. "I rifugi offrono protezione dai bombardamenti aerei convenzionali, ma non sono progettati per resistere a colpi diretti. Se qualcuno fosse determinato a uccidere civili in un rifugio, potrebbe anche riuscirci", afferma Jordi.

 

Qual è il costo di un rifugio in Svizzera?

La spesa pro capite contrasta nettamente con le misure di protezione alternative. Secondo i dati di Jordi, ogni posto in rifugio costa in media 1.400 franchi svizzeri (circa 1.737 dollari), distribuiti su sei decenni. Questo costo è piuttosto basso rispetto ad altre misure di protezione come le maschere antigas, che devono essere sostituite ogni dieci anni.

Recentemente sono stati stanziati ulteriori fondi per 220 milioni di franchi svizzeri, specificamente destinati alle forze di Protezione Civile e alle squadre di gestione delle crisi. I bilanci annuali complessivi per i centri di accoglienza rientrano nella competenza cantonale.

 

Sfide dei giorni nostri

I mutamenti nelle abitudini lavorative complicano le tradizionali strategie di collocamento degli alloggi incentrate sulle aree residenziali. Circa il 29% dei residenti svizzeri si sposta regolarmente per lavoro in tempo di pace.

Secondo Jordi, i pendolari sono esposti a rischi anche in periodi di relativa stabilità. "In Ucraina, ad esempio a Kiev, non c'è una guerra in corso, ma si verificano comunque attacchi regolari. Stiamo cercando una soluzione e stiamo conducendo uno studio su come proteggere i pendolari".

 

I rifugi svizzeri possono ancora proteggere la sua popolazione

Quindi, i rifugi svizzeri possono ancora proteggere la popolazione in caso di guerra? "Sì", risponde Jordi. "Proteggono dagli effetti fisici delle armi moderne, soprattutto quelle a lungo raggio. Sono stati costruiti proprio per questo."

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